Recensione: “Il Re nero” (2011) di Maico Morellini

Articolo di Massimo LucianirefullNel futuro Bologna, Modena e Reggio Emilia si sono unite nella Polis Aemilia, una struttura socio-politica che si ispira alle città-stato dell’antica Grecia che cerca di conservare la civiltà in un mondo in decadenza. L’omicidio di una prostituta fa scalpore perché ci sono pesanti indizi a carico di un politico della Polis Aemilia e il suo avvocato incarica l’investigatore Riccardo Mieli di scoprire la verità. Le indagini di Mieli lo portano a scoprire connessioni ancora maggiori di quanto si aspettasse in un’indagine riguardante un politico e vengono pian piano a galla collegamenti con altri omicidi. L’investigatore si troverà ben presto coinvolto in una partita a scacchi in cui però non sa bene chi siano i pezzi avversari. Sullo sfondo la Crisi dei Dissonanti, uno scandalo avvenuto pochi anni prima di cui Mieli era stato vittima.

Titolo: Il Re Nero | Autore: Maico Morellini | Anno di pubblicazione: 2011 | Romanzo Vinvitore del Premio Urania 2010 | Pagine: 314

Il romanzo “Il re nero” di Maico Morellini è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel n. 1576 di novembre 2011 della collana “Urania”. È il romanzo vincitore del Premio Urania 2010.

“Il re nero” è ambientato in un anno non precisato ma inizia un martedi 13 settembre perciò un calendario perpetuo unito a qualche indizio contenuto nel romanzo permette di ottenere i possibili anni come ad esempio il 2209.

Sembra che ormai gli autori italiani di fantascienza prediligano le tinte noir nei loro romanzi visto che gli ultimi che hanno vinto il Premio Urania hanno questa caratteristica, come anche “Infect@” e il suo recente seguito “Toxic@“. Per fortuna questi autori riescono a mettere bene insieme noir e fantascienza.

Riccardo Mieli, il protagonista de “Il re nero”, è un investigatore privato che gode di vari privilegi come risarcimento per quello che gli è successo alcuni anni prima con la vicenda che era esplosa come la Crisi dei Dissonanti. Maico Morellini ha creato una storia che richiama in continuazione quella vicenda senza farne una vera e propria cronaca ma lasciando che i personaggi la delineino con molti riferimenti fatti nel corso del romanzo. Non è facile creare una storia così complessa in cui vari misteri si dipanano pagina dopo pagina ma Morellini riesce a farlo bene.

La storia dei Dissonanti è come un mosaico che il lettore mette assieme in modo analogo a come Riccardo Mieli mette assieme i pezzi del caso su cui sta investigando. Le due vicende, pur separate da alcuni anni, sono intrecciate perché la Crisi dei Dissonanti è stato un evento che ha fatto enorme scalpore nella Polis Aemilia ma anche all’estero e ha avuto notevoli conseguenze nella società aemiliana.

Polis Aemilia rappresenta un tentativo di ispirarsi al passato per creare il futuro, un baluardo della civiltà in un mondo decadente ma è tutt’oro quel che luccica? È davvero possibile rinchiudersi in un semi-isolamento all’interno di una megalopoli quando fuori c’è un caos crescente?

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Riccardo Mieli è per certi versi il fulcro delle contraddizioni di Polis Aemilia, una megalopoli di fatto indipendente dall’Italia in cui continua lo sviluppo tecnologico ma dove si possono trovare aberrazioni come la creazione dei Dissonanti. Mieli, che ne è stato vittima, non ama la Polis tuttavia quali prospettive avrebbe in un altro luogo?

“Il re nero” non contiene descrizioni dettagliate della situazione mondiale dell’epoca ma dai dettagli sparsi qua e là ci si fa l’idea che le cose vadano male. È sempre difficile mantenere in un romanzo ambientato nel futuro un equilibrio tra l’inserire notizie sulla situazione nel mondo a quell’epoca e l’evitare di appesantire la storia inserendone troppe. A me piace trovare quel tipo di informazioni, soprattutto in un romanzo con importanti connotazioni fantapolitiche, tuttavia “Il re nero” ha già una lunghezza vicina ai limiti di “Urania” e la trama è già assai complessa.

Insomma, va bene così anche da quel punto di vista per permettere alla storia di mantenere un ritmo sostenuto. Per descrizioni più approfondite della situazione mondiale futura ci sarà magari spazio in un seguito o comunque in un’altra storia ambientata nello stesso universo narrativo.

“Il re nero” non è perfetto. Non amo particolarmente i cattivi che sembrano quasi onnipotenti per la maggior parte di un romanzo. In questa storia mi sembrano anche esserci un po’ troppi medici che si ispirano ben più a Mengele che a Ippocrate e al suo giuramento. Ovviamente su questi e altri punti ci possono essere opinioni personali molto diverse.

Maico Morellini non è un novellino dato che è attivo da vari anni all’interno del fandom fantascientifico e ha scritto parecchi racconti di vari generi. Con “Il re nero” si vede che ha messo a frutto la sua esperienza per darci questo romanzo davvero buono che ha meritatamente vinto il Premio Urania perciò ne consiglio caldamente la lettura.

Massimo Luciani

Maico MorelliniL’AUTORE

Maico Morellini, classe 1977, vive in provincia di Reggio Emilia e lavora nel settore informatico. Con il suo primo romanzo di fantascienza, Il Re Nero, ha vinto il Premio Urania 2010, pubblicato nel novembre del 2011 da Mondadori. Ha pubblicato racconti su diverse antologie tra cui 365 Racconti sulla fine del mondo, 50 sfumature di sci-fi, D-Doomsday, I Sogni di Cartesio, Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici oltre che sulla rivista Robot e sulla Writers Magazine Italia. Nel 2014 ha creato per Delos Digital la serie hard science fiction I Necronauti. Il suo secondo romanzo di fantascienza, La terza memoria, è uscito su Urania nel maggio del 2016. A dicembre 2016 è stata pubblicata da Vincent Books l’antologia di fantascienza Voci della Polis. (Biografia da Delos)

Recensione di Massimo Luciani pubblicata originariamente sull’ottimo blog NetMassimo.com:

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