Speciale P.K.Dick – UTOPIA ANDATA E RITORNO/2 (Lies, Inc., 1984)

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9780586064641-itNella bibliografia di Dick, oltre a The Unteleported Man c’è anche un altro titolo, Lies Inc., che però non è nient’altro che la versione completa della riscrittura del racconto del 1964 pubblicata in Inghilterra da Gollancz, nel 1984, uno dei vari manoscritti ritrovati tra le carte di Phil dopo la sua morte (sempre che sia morto lui e non noi…). In Italia uscì su I classici di Urania, n. 212, nel 1994 (ormai non c’erano più Fruttero & Lucentini, il bando era caduto). La storia di Lies Inc. è ulteriormente complicata dal fatto che dal manoscritto trovato nell’appartamento di Dick mancava una pagina, che venne inizialmente sostituita da una scritta appositamente da John Sladek; poi però venne ritrovata anche la pagina mancante, e oggi i lettori di lingua inglese possono leggere il romanzo completo. (La complicata storia di questo romanzo venne ricostruita accuratamente da Andrew M. Butler in un bell’articolo uscito su Science-Fiction Studies, intitolato LSD, Lying Ink, and Lies, Inc.”)

Andiamo ora a dire qualcosa sul romanzo per come è apparso nel 1984 (la precedente versione è descritta nella scheda Utopia andata e ritorno/1). Dick ha inserito al centro del romanzo una lunga, caotica digressione, spezzando la trama di un romanzo che pur nella sua interessante tessitura, aveva qualche incongruenza. Il possessore di una grande flotta mercantile, la cui miglior nave impiegherebbe diciott’anni a raggiungere dalla Terra il nono pianeta di Fomalhaut, potrebbe esser rovinato dall’invenzione del teletrasporto. Questo è accaduto a Rachmael von Applebaum: prima ancora che si sia stabilita la linea fra la Terra e il pianeta scoperto dalle sonde automatiche, il Telpor, teletrasporto inventato dal dottor Sepp von Einem, ha provveduto a portare sul pianeta ribattezzato Bocca di Balena i terrestri che sognano una nuova vita (guarda un po’ come rispunta il tema delle migrazioni…). Ma il teletrasporto, pensa Applebaum, funziona in un senso solo; non si può comunicare, ma solo ricevere le immagini del mondo felice di Bocca di Balena. Esiste davvero quel mondo? Applebaum informa Freya Holmes e Matson Glatzer-Holliday, amanti e capi della Listening Instructonal Educational Services, la potentissima organizzazione investigativa che tutti al mondo chiamano Lies, nel senso di “bugie”.

ucl212E Matson si domanda se il Telpor non sia in realtà un sistema spiccio per liberarsi della sovrappopolazione, un metodo più raffinato di quello elaborato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, Non bisogna dimenticare infatti che il fulcro della politica mondiale è la Nuova Germania Unificata, e il nuovo segretario delle Nazioni Unite è un tedesco, Horst Bertold, come tedesco è l‘inventore del teletrasporto, e tedeschi tutti quelli che ci lavorano. A questo punto la storia diventa praticamente un giallo, che vede la Lies aiutare Applebaum, contrapponendosi alla società che gestisce il Telpor, fino a quando inopinatamente Dick inserisce la sua digressione. Terminata la quale la narrazione riprende con l’arrivo su Bocca di Balena di Freya e Matson, che vogliono prendere contatto con i loro agenti spediti in precedenza, di cui non hanno più avuto notizie. Sorprendentemente, il mondo che li aspetta non è però quello del Terzo Reich, bensì quello dell’URSS staliniana; non ci sono forni crematori a risolvono il problema della sovrappopolazione, ma il sistema del Gulag. E lo scopo di questi campi di lavoro è forgiare un nuovo modello di cittadino-milite, in una sorta di versione fantascientifica della società spartana, con lo scopo di invadere la Terra, dal momento che il Telport funziona benissimo nei due sensi. Dick usa, ma senza convincere fino in fondo, buona parte dei trucchi e delle argomentazioni che gli sono propri: la banda di criminali al potere, la corporazione poliziesca, il libro “guida”(un po’ come l’I Ching de L’uomo nell’alto castello) che illustra la storia della colonia come uno svolgersi di eventi che conseguono alla lettura, nel suo farsi, e mette in scena una delle poche esperienze con l’LSD (forse l’unica), lui che era allora abituale consumatore di anfetamine. E in un grandioso incipit, che purtroppo si perde per strada, celebra addirittura a modo proprio Franz Kafka, autore per cui mostrava gran predilezione (sosteneva che la K che stava nel suo nome non voleva dire Kindred ma Kafka), addirittura citando il racconto “La cantante Josephine, ovvero Il popolo dei topi” del grande scrittore boemo.

Umberto Rossi

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