Recensione: “Senza un cemento di sangue” (2017) di Anna Feruglio Dal Dan

Ezio Amadini29990-9788825400946-senza-un-cemento-di-sangueSono finiti i tempi in cui i Pianeti Esterni erano culla di democrazia e di cultura. Da anni l’impero di Tyros impone la propria dura legge, censura ogni tentativo di libera espressione, schiaccia ogni ribellione nel sangue. Ma la resistenza, come la speranza, non molla, anche se il costo di sangue è altissimo. Ma è proprio con un cemento di sangue che devono essere erette le mura della libertà.

Titolo: Senza un cemento di sangue | Autore: Anna Feruglio Dal Dan | Editore: Delos Digital | Collana: Odissea Digital Fantascienza 30 | ISBN: 9788825400946 | Pagine: 333| Formato: ebook formato kindle (su Amazon.it) o epub (sugli altri store) con social drm (watermark) dove disponibile | Prezzo: Euro € 3,99 iva inclusa | Anno di pubblicazione 2017

A dispetto del titolo, che trovo decisamente troppo criptico e cacofonico, Senza un cemento di sangue di Anna Feruglio Dal Dan è, a mio avviso, un gran bel romanzo. Scritto nel 2000, è stato pubblicato solo nel 2017, a conferma, purtroppo, di quanto lunghi siano i tempi di decantazione nel mondo della fantascienza italiana. Un inizio a dir poco spettacolare genera nel lettore una grande aspettativa, convincendolo di trovarsi di fronte a un’avvincente e magari rocambolesca space opera made in Italy. In realtà, proseguendo nella lettura, ci si accorge abbastanza presto di trovarsi di fronte a un dramma, nel quale l’avventura e l’azione lasciano progressivamente il posto alla sempre più accurata introspezione psicologica dei protagonisti.

Narrato con un linguaggio immediato ed evocativo, il romanzo racconta la lotta che una resistenza, ormai frammentata e corrosa da conflitti interni dopo una sonora sconfitta militare, conduce contro un ferreo regime autoritario fondato sulla violenza e sulla paura. Dinastie di grandi famiglie degne di Dune si muovono nei difficili meandri della politica planetaria, condizionate dalle loro millenarie tradizioni e da infrangibili codici d’onore.

Protagonista assoluto di questo dramma è il dolore, esplorato in tutte le sue forme e manifestazioni.

Il tema della lotta per la libertà di pochi contro una potente e feroce dittatura, fondativo di saghe come Star Wars e non certamente originale, in questo romanzo viene leggermente stravolto, in quanto visto essenzialmente dal lato dei cattivi. Hayderad Creyna degli Shiela, noto come Macellaio dei Pianeti Esterni, che potremmo benissimo immaginare come un sith al servizio del Lato Oscuro della Forza, è un vilain quasi perfetto. Freddo come il ghiaccio e apparentemente privo di emozioni, colto, arguto e affabile nelle conversazioni, non esita mai quando ordina uccisioni di massa, rappresaglie di inaudita violenza e ricorso alla tortura, in difesa dell’ordine costituito. Tuttavia anche lui, che ha tradito tutto e tutti schierandosi (non si capisce bene perché) dal lato del male, non è esente dall’inarrestabile azione del dolore, che inesorabilmente lo consuma nella profondità della sua essenza. Hayderad è comunque un essere umano e la sua umanità non è stata cancellata, ma solo gettata nel più profondo dei pozzi della sua anima dove, tuttavia, continua a gorgogliare.

Molto più di Darth Vader, al quale in parte assomiglia, Creyna vive nella assoluta consapevolezza del male che infligge ai suoi simili, con la solita ed effimera giustificazione di mantenere, in questo modo, un ordine più o meno stabile nella galassia.

Contrapposta a Creyna troviamo Thuien Twony, eroina della resistenza, colei che aveva tentato, che aveva quasi vinto, ma che alla fine era stata sconfitta. Coraggiosa fino all’estremo sacrificio se necessario, è tuttavia priva di quella baldanzosa sicurezza e tracotanza tipica dei super eroi: Thuien Twony conosce bene la paura e ci convive. La paura di essere catturata e torturata, consapevole che nessuno può resistere al dolore sistematicamente e scientificamente inflitto e, soprattutto, la paura di Hayderad Creyna, l’assassino dei suoi affetti più cari, che in un passato non sospetto aveva persino imparato ad amare quasi come un padre.

Twony è l’altra vittima del dolore, di quel dolore assoluto che non può essere combattuto e che spezza e azzera qualsiasi ideale, per quanto grande possa essere. In questo avvincente romanzo, dal ritmo incalzante, alla fine perdono tutti, dal momento che anche la speranza sembra essere definitivamente battuta. Sebbene di sangue con cui impastare un cemento ne sia stato versato molto, non si vede alcun muro secolare erigersi forte, a protezione dei valori dell’uomo.

Tutto questo farebbe pensare a un seguito, che speriamo di trovare presto nelle librerie.

Concludiamo osservando che si fa un po’ di fatica a comprendere la geopolitica dell’universo descritto, in virtù di una certa confusione tra nomi di pianeti, entità politiche, dinastie e città. Indubbiamente un romanzo di questa portata avrebbe meritato un editing più accurato. Lettura obbligatoria per tutti gli appassionati di fantascienza dark e consigliata a tutti gli altri.

Ezio Amadini

L’AUTRICE

Anna F. Dal Dan, nata a Udine e cresciuta a Padova, vive ormai da parecchi anni a Londra. Autrice di alcuni saggi sulla fantascienza, traduttrice, ha frequentato la prestigiosa scuola di scrittura creativa Clarion.

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