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Recensione: “Livello 7” (Level 7, 1959) di Mordecai Roshwald

Massimo LucianiLivello 7L’uomo che deve schiacciare i pulsanti della morte, l’Ufficiale X-127, è asserragliato con altri duecentocinquanta “superstiti scelti” nell’ultimo avamposto dell’umanità, un bunker a prova di detonazione nucleare nelle viscere della Terra. Sopra le loro teste sta per scoppiare la guerra più breve e apocalittica di tutti i tempi, quello che non sanno è che il loro stesso sistema presenta una falla terminale. Se le radiazioni faranno piazza pulita dell’America, il rifugio sotterraneo resisterà all’ultima beffa della morte? Forse no. Forse l’incubo comincerà quando tutto sembrerà finito!

Titolo: Livello 7 | Titolo originale: Level 7 | Autore: Mordecai Roshwald | Anno prima edizione originale: 1959 | Edizioni italiane: Mondadori, nn. 221 e 504 di “Urania”, n. 90 dei “Classici Urania” e n. 57 di “Urania Collezione” nella traduzione di Beata Della Frattina.

L’ufficiale X-127 viene inviato al Livello 7, il livello sotterraneo più profondo, per un’esercitazione ma quando vi giunge lui e gli altri soldati vengono informati che la loro assegnazione è permanente. Il Livello 7 viene sigillato e diventerà un elemento vitale per la difesa in caso di guerra nucleare perché da lì verranno lanciati gli attacchi con missili nucleari.

X-127 e i suoi colleghi devono abituarsi alla loro nuova vita ma l’adattamento è psicologicamente difficile. L’unico contatto con l’esterno è dato da una voce che in qualsiasi momento può trasmettere istruzioni. X-127 passa attraverso momenti di depressione ma anche di noia finché non scoppia una guerra atomica.

“Livello 7” è raccontato sotto forma di diario da X-127, un ufficiale assegnato al Livello 7, il più profondo dei livelli costruiti per far fronte alla possibilità di una guerra atomica. Non conosciamo il suo vero nome né quello degli altri militari assegnati ad esso assieme a lui e non è possibile capire a che nazione appartenga.

Level 7Mordecai Roshwald ha scritto il romanzo in modo che non fosse possibile capire a quale coalizione appartengano X-127 e i suoi colleghi e vengono citati solo dichiarazioni propagandistiche che potessero adattarsi sia al blocco occidentale che a quello sovietico. La mancanza di nomi contribuisce anche al senso di spersonalizzazione dei personaggi, che diventano quasi parti delle macchine che formano i sistemi di guerra.

La maggior parte del romanzo è dedicata all’adattamento da parte di X-127 e dei suoi colleghi alla nuova situazione. Isolati in un enorme rifugio sotterraneo progettato per essere autonomo per 500 anni con una popolazione di 500 persone, devono superare i problemi che derivano dall’essere confinati.

“Livello 7” non è esattamente un romanzo psicologico nel senso che il tema dell’apocalisse atomica rimane quello principale. Tuttavia, la maggior parte della storia riguarda le reazioni di X-127 a ciò che gli succede da quando viene assegnato al Livello 7.

La maggior parte dei militari assegnati al Livello 7 si adatta alla situazione, anche giustificando le decisioni dei leader che hanno fatto costruire i vari livelli di rifugi per far fronte alla possibile guerra atomica. Tra di essi c’è anche un filosofo che argomenta sul fatto che il Livello 7 sia il migliore dei mondi possibili.

Anche X-127 in qualche modo razionalizza le decisioni dei suoi leader perché deve credere che il suo sacrificio abbia un senso. Certi passi del romanzo possono sembrare surreali per il modo in cui vengono giustificati i preparativi all’apocalisse ma si tratta di modi per far fronte a una situazione sulla quale i soldati non hanno alcun controllo senza impazzire.

u221Se questo fosse il romanzo, sarebbe già buonissimo ma la parte migliore arriva nell’ultimo terzo, quando scoppia la guerra atomica. Quest’ultima parte è angosciante in una maniera incredibile, ancor di più perché la devastazione nucleare e le sue conseguenze vengono raccontate in maniera molto asciutta.

La guerra atomica, che dura pochissime ore, dà modo a Mordecai Roshwald di sottolineare anche la stupidità della propaganda. Anche in questo caso, l’autore la descrive in una maniera che può adattarsi a entrambi gli schieramenti e ciò mostra ancor di più come si tratti solo di paroloni vuoti.

A causa della sua ambientazione in un luogo isolato, “Livello 7” non può essere un romanzo d’azione. Il ritmo è a volte lento nella prima parte della storia, che è sostenuta dall’intensità delle emozioni del protagonista e degli altri colleghi assegnati al Livello 7.

Dato che la storia è narrata in prima persona, inevitabilmente X-127 è il personaggio meglio sviluppato. Attraverso le sue descrizioni, impariamo a conoscere alcuni altri personaggi ma questa non è una storia basata su di essi. Si tratta di una storia di tutta l’umanità e il protagonista è il testimone della sua rovina.

Le scelte sullo stile e l’ambientazione limitano per alcuni versi la storia ma “Livello 7” è comunque un romanzo riuscito perché il suo scopo era quello di far provare al lettore il dramma di una guerra atomica e delle sue conseguenze. Pensando anche ai recenti ritorni di certe tensioni internazionali, secondo me è un romanzo che andrebbe assolutamente letto in tutto il mondo.

 

Mordecai Marceli RoshwaldL’AUTORE

Mordecai Marceli Roshwald (26 Maggio 1921). Nato a Drohobycz, Polonia, Roshwald è poi emigrato in Israele.  La sua opera più famosa è  Livello 7, un romanzo di fantascienza post-apocalittico. Egli è anche l’autore di A Small Arrmageddon (1962) and Dreams and Nightmares: Science and Technology in Myth and Fiction (2008). Roshwald è “professore emerito di scienze umane presso l’Università del Minnesota. Attualmente risiede a Silver Spring, Maryland, Stati Uniti.

 

Massimo Luciani

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