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Recensione: “Nell’abisso di Olduvai” (Seven Views of Olduvai Gorge ,1995 – Bibi, 1997 – Bully!, 1990) di Mike Resnick

Silvia TrevesNell'abisso di OlduvaiOlduvai è una gola rocciosa nelle pianure del Serengeti, nel nord della Tanzania. E’ il luogo dove nel 1931 Louis e Mary Deakey scoprirono i resti del più antico antenato dell’Homo sapiens, l’Uomo del Basso Pleistocene, che visse due milioni di anni fa. E’ qui che giunge una spedizione aliena per ricostruire la storia dell’umanità, cinquemila anni dopo la sua estinzione: fra di essi, un Archeologo, uno Storico, un Esobiologo, uno Studioso di manufatti e un Mistico. E c’è un altro componente, Colui-che-Vede, una figura dai poteri straordinari, che può “sentire” ed evocare con nitidezza la storia di un oggetto semplicemente sfiorandolo.Gli alieni sono venuti a Olduvai per risolvere un enigma. Mai infatti è esistita una razza così diversa da tutte le altre come l’Uomo. Dopo 17.000 anni da quando si affacciò nello spazio, superando i confini del pianeta natale, la razza umana si è estinta. Ma in quest’arco di tempo ­ che è un intervallo brevissimo su scala cosmica ­ ha scritto un capitolo di storia galattica destinato a durare per sempre. Ha conquistato le stelle; ha colonizzato milioni di pianeti, governato un impero con volontà ferrea. E ora, cinquemila anni dopo la sua estinzione, le vette e gli abissi che seppe raggiungere sono ancora un mistero che stimola l’immaginazione e la curiosità della razze del cosmo.E’ la risposta può essere qui, sulla Terra, nella gola rocciosa dove egli superò per la prima volta la barriera dell’evoluzione, vide le stelle con occhi diversi, giurando che un giorno sarebbero state sue.E attraverso il tocco e la visione di una creatura aliena rivive la parabola dell’umanità, in una storia toccante e profonda.

Autore: Mike Resnick | Titolo: Nell’abisso di Olduvai | Anno di prima pubblicazione: 1994 |Edizione italiana: Aprile 1997 Collana Cosmo Argento 279, Editrice Nord | Numero di pagine: 220 | Per tutte le edizioni clicca QUI | L’antologia comprende i racconti: Nell’abisso di Olduvai  (Seven Views of Olduvai Gorge , Vincitore dei premi Hugo e Nebula 1995 ),  Bibi  (Bibi, 1997) e Bully!  (Bully!, 1990, secondo classificato al Premio Hugo 1991)

51ycL2rZBiLMike Resnick è un tuo vecchio amore e sulla copertina leggi PREMIO HUGO. Sul retro del volume incellofanato scopri che questo è un romanzo ambientato nella Gola di Olduvai, dove i Leakey e altri hanno ritrovato splendidi fossili di Homo. Qui, in un lontano futuro, un gruppo di alieni tenterà di ricostruire la storia della specie umana estinta. Magnifico. Fili a casa, pregustando una bella serata. Invece no. Nulla lo rivela all’esterno, ma questo NON è un romanzo bensì la somma di tre racconti di argomento diverso, il primo dei quali, vincitore dello Hugo, è stato riassunto in quarta di copertina. L’unica affermazione vera è che li ha scritti Resnick. Per fortuna, perché nonostante la presentazione scorretta, il prezzo non indifferente e qualche sbavatura nella traduzione, sono una lettura piacevole. Resnick non sarà probabilmente mai un Grande Scrittore, me è generoso e rispetta i suoi personaggi, ha il coraggio – oltre che il gusto – del paradosso e coltiva quel genere un po’ particolare, parente più dei romanzi di Wells che di quelli di Asimov, che è la sf di speculazione sociale. E ha una vecchia passione per l’Africa, i suoi popoli e le loro culture. Tutte questi elementi si intrecciano in maniera originale nei suoi libri. «Com’è possibile non scrivere un paio di racconti di fantascienza ispirati ad una società che viene ripetutamente sterminata dai suoi stessi capi?», si è chiesto Resnick, pensando alla storia recente dell’Uganda. E ha scritto tre romanzi, fra cui Inferno, ispirato appunto ad una «società che può generare tre maniaci genocidi uno dopo l’altro» Torniamo a questo volume. Il primo racconto, Nell’abisso di Olduvai, è il meno stimolante. É bella l’idea di una spedizione di alieni di specie diverse, disposti a collaborare per capire l’Umanità, quella specie aggressiva e micidiale che ha portato la violenza nella galassia e preparato la propria autodistruzione. Interessante anche l’espediente narrativo di ricostruire la nostra storia attraverso un esame mentale di manufatti umani disparati, rivivendo le vicende di cui gli oggetti sono stati testimoni. Il racconto, però, è troppo breve e gli spunti restano promesse sincere in gran parte non mantenute. Più avvincente il secondo, Bibi, storia sospesa tra realismo e fantasia (non fantascienza) di un WASP sieropositivo che, avendo contagiato il proprio amante, va ad espiare in Uganda, tra i malati di AIDS. Lo svolgimento non è verosimile ma suggestivo e offre a Resnick l’opportunità di esplorare le diversità tra le culture.

SCSMVSSCNC1991Il terzo, Bully, avrebbe davvero meritato un premio, anche se è giunto soltanto in finale. É un piacevole pastiche storico, non classificabile come steampunk perché si svolge nel 1912 in Congo belga e non nell’Ottocento vittoriano e nemmeno come ucronia perché il possibile snodo temporale – la conquista pacifica del Congo alla democrazia parlamentare da parte di Theodore Roosevelt e di un pugno di avventurieri guidati da un abile opportunista – non si realizzerà nemmeno nella fantasia. Eppure, per pochi mesi i due personaggi (che tra l’altro si sono davvero incontrati): Roosevelt l’idealista ambizioso, che adora i bagni di folla e si cimenta con i progetti più grandiosi e John Boyes, che accumulò e perse tre ingenti fortune in Africa, vivono la stessa avventura e sognano, sia pure di stretta misura, un unico sogno. Se Teddy è un giocatore accattivante e geniale, John, con la sua visione del mondo pragmatica e la sua conoscenza un po’ cinica degli esseri umani, rispetta gli altri – i Manghetu del Congo – più del «re dell’America», che li vuole civilizzare. Il finale, sorprendente nella sua inevitabilità, lascia la porta aperta ad altre avventure di Roosevelt, che Resnick ha puntualmente scritto.

Non sarebbe stato meglio riunire i racconti imperniati su Roosevelt invece di stampare questa coperta patchwork? A proposito, Louis e Mary Deakey di controcopertina non sono i personaggi di una parodia, né di una raffinata narrazione ucronica, ma il frutto di un banale errore di stampa!

Silvia Treves

Resnick

L’AUTORE

Michael Diamond Resnick (Chicago, 5 marzo 1942) è un autore di fantascienza statunitense.  Ha iniziato la sua attività di scrittore molto presto arrivando a pubblicare il suo primo romanzo a 20 anni. Ha vinto ben cinque premi Hugo, un Nebula. È un autore molto prolifico con circa duecento racconti e oltre cinquanta romanzi al suo attivo. Resnick ha frequentato la University of Chicago dal 1959 al 1961 dove ha incontrato la sua futura moglie, Carol.