Crea sito

Speciale P.K.Dick – “Cronache del dopobomba” (Dr. Bloodmoney, or How We Got Along After the Bomb, 1965)

SpecialePhilipDick[11]sPECIALE PkdCronache del dopobombaIl titolo originale era effettivamente difficile da tradurre: Dr. Bloodmoney, Or How We Got Along After the Bomb, che reso letteralmente suona Dottor Denaro-di-sangue, o come ce la siamo cavata dopo la Bomba. Sospetto che l’editore della ACE Books, che lo pubblicò nel 1965 volesse richiamare il titolo di un film in quel momento celeberrimo in tutto il mondo, e cioè Il dottor Stranamore di Kubrick, che ha come sottotitolo “come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Bomba”. (Interessante che questo romanzo, nonostante Dick non fosse molto amato da Fruttero e Lucentini, uscì in Italia quasi subito; evidentemente l’argomento della guerra atomica andava forte!)

Il romanzo (che secondo Andrew M. Butler, deriva da un romanzo mainstream andato perduto), inizia in un mondo futuro (la data è 1981) ma non molto diverso da quello in cui scriveva Dick; la principale differenza è un esperimento nucleare fallito, progettato dal fisico Bruno Bluthgeld (e in tedesco Blut vuol dire sangue, Geld denaro, ecco spiegato il titolo…), che ha causato la nascita di numerosi bambini deformi. Inoltre, una missione spaziale americana è in procinto di partire per Marte, dove l’astronauta Walt Dangerfield (un curioso personaggio a metà tra l’uomo di spettacolo e l’intellettuale disincantato e ironico) e la sua famiglia insedieranno una base permanente.

Dr. BloodmoneyPer il resto i primi tre capitoli descrivono la vita quotidiana, piuttosto simile a quella degli anni ’60 statunitensi, di un gruppo di persone qualsiasi nelle vie di Berkeley: tra essi spicca Hoppy Harrington, un focomelico privo di braccia e gambe che si sposta su un piccolo veicolo appositamente progettato, ha eccezionali doti di riparatore radio e TV, e sostiene di poter vedere il futuro.

Ma tutto cambia bruscamente all’inizio del quarto capitolo. Di colpo siamo portati, non senza un certo disorientamento, sette anni nel futuro, e ritroviamo i personaggi dei tre capitoli iniziali intenti a sopravvivere dopo l’apocalisse nucleare che ha devastato l’America. Alcuni di loro hanno trovato rifugio a Marin County, zona rurale dove si è costituita una sorta di comunità utopica che ha molto della comune controculturale. Nonostante la frammentazione, le piccole comunità superstiti non sono isolate, perché a tenerle in contatto provvede Walt Dangerfield, che orbita con la sua astronave attorno alla Terra, e funge da DJ spaziale. Ma Hoppy Harrington, che nella comunità di Marin County gode di grande prestigio per le sue doti di riparatore, tenta di eliminare Dangerfield e sostituirlo, contando in parte sui propri poteri paranormali, in parte sui dispositivi che ha costruito. Contro di lui interviene alla fine Bill Keller, il gemello della bambina Edie che vive incistato nella sorellina, anch’egli provvisto di poteri psi.

Evidentemente a Dick la guerra atomica interessava solo come escamotage narrativo per presentare ai lettori una specie di utopia pastorale minacciata dal male incarnato in Hoppy Harrington e nel suo patologico spirito di rivalsa sui “normali”. Eppure in questo romanzo Dick ci descrive la devastazione nucleare in presa diretta, come viene vissuta dai diversi personaggi, nel capitolo quinto, con un singolare e improvviso flashback collettivo. Questa peculiarità del romanzo, più la presentazione della comunità “pastorale” di Marin County ha fatto sì che Cronache attirasse la curiosità di numerosi commentatori, e sia stato studiato più di altri testi dell’autore californiano (sarà un caso se questa è l’unica opera di Dick pubblicata per un certo periodo da Einaudi, casa editrice non molto ben disposta verso la fantascienza?). Del resto, a detta di Suvin e altri commentatori, esso fa parte della ristretta schiera dei “classici” dickiani.

Dr. Bloodmoney sSicuramente una parte del fascino del romanzo deriva dai personaggi: il commesso afroamericano Stuart McConchie, l’intellettuale anticonformista Walt Dangerfield, lo psicopatico Bruno Bluthgeld, l’ambizioso Hoppy Harrington, l’artista dilettante Bonnie Keller… la galleria umana che consente a Dick di ritrarre, contro gli sfondi più inusitati (da Marte alla California postatomica), un’America assolutamente diversa dagli stereotipi della cultura di massa di quegli e dei nostri anni.

È del resto interessante notare quanto sia pervasiva in questo romanzo la presenza della radio, che Dick sosteneva di aver praticato (anche se non si è ancora riuscito ad appurare se come DJ o semplicemente come autore di testi pubblicitari), medium che senz’altro aveva una grande importanza nel suo mondo: in fondo la vicenda ruota attorno a chi riuscirà a controllare la stazione radio orbitale, se Dangerfield, intenzionato ad aiutare il prossimo e liberare le coscienze, oppure Hoppy, che vuole fare della voce radiofonica uno strumento di manipolazione e potere. A ben vedere, in questo romanzo della metà anni ’60 si adombrano già i temi di Radio Libera Albemuth e Valis.

Umberto Rossi

Philip K. DickL’AUTORE

Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense. La fama di Dick, noto in vita esclusivamente nell’ambito della fantascienza, crebbe notevolmente nel grande pubblico e nella critica dopo la sua morte, in patria come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto), anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982 liberamente ispirato a un suo romanzo. In vita pubblicò quasi solamente opere di narrativa fantascientifica – un genere all’epoca considerato “di consumo” – ed è stato successivamente rivalutato come un autore postmoderno precursore del cyberpunk e, per certi versi, antesignano dell’avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea. Temi centrali dei suoi visionari romanzi sono la manipolazione sociale, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del “falso”, l’assuefazione alle sostanze stupefacenti e la ricerca del divino.

Nato a Chicago, con la sorella gemella Jane, in una famiglia dai legami burrascosi (la madre, da lui descritta come nevrotica, divorziò dal padre pochi anni dopo la nascita dei gemelli), Philip Dick trascorse un’infanzia e un’adolescenza solitarie e tormentate: la sorellina morì a poche settimane dalla nascita (Dick le rimase sempre legato, e decise di essere seppellito accanto a lei); dopo il trasferimento in California, frequentò l’Università di Berkeley, ma non concluse gli studi a causa della sua militanza nel movimento contro la guerra di Corea e del suo pacifismo(per continuare gli studi universitari avrebbe dovuto sostenere un corso di addestramento – ROTC – come ufficiale della riserva, all’epoca obbligatorio), che lo portarono ad avere problemi col maccartismo di quegli anni. Iniziò a lavorare in un negozio di dischi dove conobbe la prima moglie, Jeanette Marlin (il matrimonio durò da maggio a novembre ’48). Le sue affermazioni secondo cui in quel periodo avrebbe lavorato in una radio locale non sono mai state provate, anche se è possibile che abbia scritto testi pubblicitari per qualche emittente di Berkeley. Sicuramente la nascita della sua conoscenza e del suo amore per la musica classica precedette gli anni in cui lavorò come commesso nel negozio di dischi.

L’incontro con la fantascienza avvenne, forse per caso, e forse nel 1949 (ma il suo primo racconto, “Stability” Stabilità, pubblicato postumo, fu scritto nel 1947), quando invece di una rivista di divulgazione scientifica ne acquistò per sbaglio una di fantascienza (la circostanza non è certa). Esordì nel 1952 sulla rivista Planet Stories. Lasciata la prima moglie, si risposò con Kleo Apostolides (dal 14 giugno 1950 al 1959), militante comunista di origini greche. In questo periodo pubblicò i primi romanzi e una notevole quantità di racconti. Il matrimonio con Kleo andò in crisi quando Dick si trasferì nella zona rurale di Point Reyes, a nord di San Francisco, in quella Marin County che fu l’ambientazione di diverse opere (tra tutte Cronache del dopobomba). Lì conobbe Anne Williams Rubinstein, che diventò la sua terza moglie (rimasero sposati dal 1º aprile 1959 all’ottobre 1965). Era una donna colta e di forte personalità, vedova e madre di tre figlie, che gli diede una figlia: Laura Archer (25 febbraio 1960). Dick si trasferì a casa di Anne, e per mantenere la famiglia e il tenore di vita della moglie abbandonò la fantascienza, poco remunerativa e per niente prestigiosa, per tentare di occuparsi di narrativamainstream. Ma Dick visse ciò come una sconfitta, di cui considerò responsabile la moglie. Il fallimento come “nuovo” autore fu la goccia; il matrimonio andò a pezzi, Dick si convinse che la moglie avesse assassinato il precedente marito e che avrebbe fatto lo stesso con lui. Divorziarono nel 1965, e Dick si trasferì a San Francisco.

Dick assumeva anfetamina fin dai primi anni Cinquanta, sostanza che gli era stata prescritta dallo psichiatra che gli aveva diagnosticato una lieve forma di schizofrenia; l’anfetamina era usata per combattere gli stati depressivi di cui lo scrittore soffriva occasionalmente. Man mano Dick sviluppò una vera e propria tossicodipendenza dalla sostanza, che lo agevolava nella stesura delle sue opere. L’abuso di stimolanti raggiunse livelli allarmanti durante la seconda metà degli anni Sessanta, proprio mentre l’autore scriveva due dei suoi romanzi più importanti (Il cacciatore di androidi e Ubik). La rottura con la quarta moglie, Nancy Hackett (sposata dal 6 luglio 1966 al 1972), che lo abbandonò assieme alla figlia Isolde Freya (ora Isa Dick Hackett ) (15 marzo 1967), e la morte del suo carissimo amico Jim Pike, mandarono Dick alla deriva; lo scrittore si trovò a vivere in una casa di sbandati, e la situazione arrivò al punto critico quando, in sua assenza, la sua abitazione subì un’effrazione durante la quale sconosciuti forzarono il suo schedario blindato (Dick fece innumerevoli ipotesi sulla loro identità, arrivando a sospettare che fossero agenti dell’FBI; a tutt’oggi la questione non è stata chiarita). In seguito Dick partecipò a una conferenza sulla fantascienza a Vancouver, in Canada, e decise di stabilirvisi. Anche l’esperienza canadese fu però un fallimento, dovuto al consumo eccessivo di psicofarmaci e alla mancanza di denaro. Dick si fece ricoverare in una comunità di recupero pertossicodipendenti, la X-Kalay, un’esperienza breve che però lo aiutò chiudere con le anfetamine. Molti eventi e situazioni risalenti al suo percorso esistenziale di questo periodo ebbero un ruolo importante nel suo romanzo Un oscuro scrutare. Tornato in California, Dick si stabilì alla periferia di Los Angeles e nel 1972 riprese a scrivere, anche in seguito all’incontro con Leslie (Tess) Busby (18 aprile 1973-1977), la quinta moglie, dalla quale ebbe il terzo figlio, Christopher Kenneth (25 luglio 1973). Tra il febbraio e il marzo del 1974 Dick iniziò a sentire voci e avere visioni in sogno e da sveglio. Convinto di vivere un’esperienza mistica, Dick prese a scrivere l’Esegesi, una vasta raccolta di appunti a carattere teologico-filosofico a partire dai quali scrisse la celebre Trilogia di Valis, punto d’arrivo della sua esperienza letteraria.

Morì a Santa Ana, in California, per collasso cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere cominciavano a dargli per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie: Blade Runner, di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato, anche se riuscì a visitarne il set. (Biografia tratta da Wikipedia)