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Film: “Rogue One: A Star Wars Story” (Rogue One: A Star Wars Story, 2016) diretto da Gareth Edwards

Articolo di Alessandro PinRogue One A Star Wars StoryRogue One: A Star Wars Story è il primo capitolo di una nuova avventurosa serie cinematografica che esplora i personaggi e gli eventi che ruotano intorno alla saga di Guerre Stellari. Il film racconta la storia di un improbabile gruppo di eroi che intraprendono, in un periodo di conflitto, una missione per sottrarre i piani della più potente arma di distruzione di massa mai ideata dall’Impero, la Morte Nera. Questo evento, fondamentale per la storia di Star Wars, spingerà delle persone ordinarie a unirsi per realizzare imprese straordinarie, diventando parte di qualcosa di più grande. Rogue One è dunque ambientato prima degli eventi narrati in Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza e si discosterà dai film della saga, mantenendo comunque una certa familiarità con l’universo di Star Wars – ha commentato la produttrice Kathleen Kennedy. Si inoltrerà in nuovi territori, esplorando il conflitto galattico da una diversa prospettiva militare mantenendo l’atmosfera dei film di Star Wars che i fan conoscono bene. (Trama da Coming Soon.it)

Titolo originale: Rogue One: A Star Wars Story | Genere: fantascienza | Durata: 133 min | Paese: Stati Uniti d’America | Anno: 2016 | Distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures | diretto da Gareth Edwards | Casa di produzione: Lucasfilm

La saga di Star Wars espande ulteriormente il proprio universo i cui confini prima dell’acquisizione (miliardaria) della Lucasfilm da parte del colosso Disney erano ormai definiti. Vedendo in Star Wars una fabbrica crea-profitto dal potenziale illimitato la Disney ha optato per inserire nel palinsesto di episodi biennali una serie di pellicole antologiche. Rogue One inaugura questo nuovo filone della saga creata da George Lucas, raccontando di un manipolo di coraggiosi ribelli che intraprende una pericolosa missione allo scopo di infiltrarsi tra le fila dell’Impero e sottrarre i piani tecnici segreti inerenti la superarma di distruzione già vista in Guerre stellari: la Prima Morte Nera. Incasellato perfettamente in uno spazio cronologicamente inesplorato (cinematograficamente parlando) tra Episodio III e IV (incredibilmente vicino a quest’ultimo) Rogue One è il pilone che sorregge il ponte tra le due trilogie che percorre circa vent’anni di storia starwarsiana (finora costituito da campata unica), incrementandone la solidità.

Death Star star wars rogue one destinazione cosmoLa Morte Nera

Jyn Erso (Felicity Jones, perfetta nel ruolo per la quale si fa il tifo dall’inizio alla fine) è una grande protagonista che conferma la rivalutazione dei ruoli femminili che la Lucasfilm, sotto l’egida di Kathleen Kennedy, sta mettendo in atto all’interno della saga. Dopo Rey (conosciuta ne Il risveglio della Forza) è Jyn l’eroina per eccellenza. Donne coraggiose e tenaci che hanno perso la famiglia e sono destinate a una difficile missione. Jyn, di cui conosciamo il trauma infantile nel prologo che sostituisce l’iconico opening crawl (mossa azzardata, ma che funziona a meraviglia), è una combattente per la libertà, dal passato non proprio limpido, che si erge a baluardo (di speranza) per coloro che la seguono nell’ardua impresa. “Le ribellioni si fondano sulla speranza”, questo è il leitmotiv della pellicola che, attraverso significativi monologhi, conferisce carattere alle scelte intraprese dal nuovo meraviglioso ed eterogeneo gruppo di eroi ribelli (più che mai lontani dall’essere bianchi o neri, ma colorati di infinite sfumature di grigio) che affronta l’efferato Impero Galattico.

jyn erso rogue one star wars destinazione cosmoJyn Erso

Chirrut Îmwe (l’artista marziale cinese Donnie Yen, il più bravo dei comprimari) è il personaggio più interessante, il monaco cieco armato di staffa da combattimento che pur non padroneggiando la Forza ne percepisce l’influenza: “La Forza è con me, io sono con la Forza”, ripete continuamente come un mantra. La Forza è presente, ma non più protagonista e aleggia nell’aria come una fede impalpabile ma reale come lo sono stati i Jedi, figure ormai scomparse dallo scenario galattico e le cui ultime testimonianze sono (non) definitivamente cancellate. Baze Malbus (il regista e attore cinese Jiang Wen), legato da profonda amicizia con Chirrut, è il soldato pesantemente armato del gruppo. Bodhi Rook (il britannico di origini pakistane Riz Ahmed, bravissimo) è l’“eroe per caso”, il pilota che tradisce l’Impero per consegnare alla Ribellione un messaggio di importanza vitale. Il Capitano Cassian Andor (il messicano Diego Luna, credibile nel ruolo) è il veterano di guerra acclamato dai Ribelli come eroe che porta con sé il peso di mille battaglie.

In primo piano: Bodhi Rook, Jyn Erso e Chirrut Îmwe. In secondo piano: Cassian Andor e Baze Malbus

In primo piano: Bodhi Rook, Jyn Erso e Chirrut Îmwe. In secondo piano: Cassian Andor e Baze Malbus

Il droide imperiale K-2SO (a cui Alan Tudyk presta le movenze), che ricorda il design del Gigante di ferro, è riprogrammato da Cassian per servire la Causa ribelle; cinico e freddo, ma fedele compagno di missione, loquace e duro combattente K-2SO colpisce nel segno. Saw “Guevara” Gerrera (il carismatico Forest Whitaker), personaggio importato dalla serie animata The Clone Wars (indice di come il nuovo canone sia ben supervisionato e coerente), è un ex eroe delle guerre dei cloni, ora paranoico estremista ribelle i cui freni morali sono ormai consumati, ma che continua a lottare per la giusta Causa. Un vero esempio di reduce. Ultimo, ma non meno importante, è il padre di Jyn, Galen Erso (il danese Mads Mikkelsen, carismatico come sempre), brillante genio militare è l’ideatore della terrificante superarma di distruzione. Incredibile come il rapporto padre/figlia (presente anche in questo tassello unico) sia fondamentale ai fini narrativi (il MacGuffin) e molto commovente.

K-2SOK-2SO

Saw GerreraSaw Gerrera

Galen ErsoGalen Erso

Nelle file dell’Impero troviamo un cattivo eccezionale: il Direttore Orson Krennic (Ben Mendelsohn, perfetto nel ruolo) sovrintende il processo di costruzione della Morte Nera a cui ha dedicato tutta la vita. Spietato arrivista compete per il comando della superarma, ma deve tuttavia rispondere a Darth Vader. Il ritorno in scena del più grande degli antagonisti scatena emozioni e ovazioni, poiché mai si sperava di rivederlo nel periodo di maggior crudeltà e spietatezza; inizialmente solo accennato (lo si vede “costretto” in un surreale tetro castello) alla fine è inaspettatamente scatenato nell’epica sequenza che lo vede protagonista.

Krennic star wars ben mendelsohnIl Direttore Krennic

darth vader star wars rogue one destinazione cosmoDarth Vader

Il regista british Gareth Edwards (passato dal film a basso budget Monsters al kolossal Godzilla) e i bravi sceneggiatori Tony Gilroy (Michael Clayton e la serie di Jason Bourne) e Chris Weitz (About a Boy – Un ragazzo) rimangono ancorati saldamente al carattere dei personaggi, allo stile visivo e alle scenografie della trilogia classica. Troppo poco ci siamo goduti i Ribelli, ma ora ci è disvelato il loro potenziale bellico contro la spaventosa Macchina da guerra imperiale. Rogue One è uber alles un film di guerra. Star Wars incontra Apocalypse Now di Francis Ford Coppola e Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg. Edwards mostra il mondo di Star Wars ai nostri occhi sovraccarichi di infiniti conflitti mondiali. Ci mostra l’epoca del terrore imposta con crudeltà dall’Imperatore non solo nelle stazioni e nelle basi dell’Impero, ma anche e soprattutto nei bassifondi fumosi e caotici dei pianeti soggiogati, ove gli assaltatori pattugliano strade e mercati. Un film politico che cresce iperbolicamente, che parla di ribellione nella Ribellione e di assemblee per decidere le sorti dell’Alleanza: un grande esempio di democrazia ove è necessaria l’unanimità dei generali per intraprendere giuste linee d’azione. Attualissimo. La fotografia di Greig Fraser (Zero Dark Thirty) trasmette una veridicità ben lontana dalle luminose e sgargianti atmosfere colorate a cui la saga ci ha abituato. Tutto è plumbeo, crudo, vecchio, stantio e dannatamente sporco (come il volto dei protagonisti). L’atmosfera e i luoghi iconici sono perfettamente ricreati e alcuni storici personaggi ritornano anche attraverso complesse e straordinarie ricostruzioni digitali. Un viaggio nel passato non solo cronologico, ma che ricorda il modo in cui si concepivano i film di guerra negli anni più belli della cinematografia. Un grande e potente film in costume, perfetto connubio tra involuzione/evoluzione per la saga che ci regala un fenomeno inedito.

Jedha CityJedha City

scarif Rogue One star warsL’esotico pianeta Scarif

Dimentichiamoci drammi sentimentali e mitologiche avventure, poiché siamo di fronte ad autentiche guerre stellari realizzate coi più incredibili effetti speciali (ma estremamente tangibili) che la tecnologia può offrire. Nonostante il finale sia noto, la forza di Rogue One risiede proprio nelle dinamiche che portano alla conquista dei piani e l’alto prezzo da pagare per ottenerli (le pedine posizionate sulla scacchiera diventano sacrificabili, in ogni momento); un potente motore diesel che permette alla narrazione di continuare, esplosione dopo esplosione, pericolo dopo pericolo in un turbinio di azione intelligentemente calibrata. Per la prima volta nella saga la colonna sonora NON è realizzata da John Williams, ma dal prolifico Michael Giacchino (reduce da Star Trek, e si sente) che compone nuovi piacevoli ed efficaci brani. Rogue One è uno spin-off che potrebbe benissimo essere fine a se stesso se non fosse così stoicamente ancorato alla saga, poiché si ricongiunge ad essa con un finale insperato e suggestivo. Un’impresa eroica che vede il manipolo di “bastardi senza gloria” salvare la Ribellione. Salvare il Sogno. E consegnare in mani fidate la SPERANZA.

Alessandro Pin

Recensione pubblicata originariamente sul blog Destinazione Cosmo di Alessandro Pin

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