Speciale P.K.Dick – “Redenzione immorale” (The Man Who Japed, 1956)

SpecialePhilipDick[11]sPECIALE Pkd$_12Per cominciare, due parole sul titolo: quando esce negli Stati Uniti nel 1956 questo romanzo si chiama The Man Who Japed, cioè “l’uomo che scherzava”. Praticamente è l’unico romanzo di Dick il cui titolo sia rimasto (in inglese) lo stesso che l’autore aveva proposto alla casa editrice. Poi però, quando esce in Italia nel 1964 per i tipi dell’editore La Tribuna di Piacenza (Urania lo snobbò, salvo poi ripensarci e ristamparlo nel 1986…), il titolo diventa quello che è ancora oggi. Vero è che tante volte l’intraducibilità di certe espressioni obbliga a cambiare i titoli. Altre volte, siccome i titoli li decidono le case editrici, capita che ci sia qualche editor di talento che ne azzecca uno migliore dell’originale (ci riuscivano spesso Fruttero e Lucentini, per esempio). In questo caso, sfido chiunque a dimostrare che “redenzione immorale” sia tanto meglio di “L’uomo che scherzava”. Forse “il burlone” suonerebbe meglio (anche se non è proprio fantascientifico): di certo renderebbe assai bene l’idea, perché questo fa il protagonista, Allen Purcell, di giorno propagandista per il governo totalitario del Morec, di notte organizzatore di scherzi che proprio il Morec vogliono mettere in ridicolo.

Nel mondo del 2114 immaginato da Dick in questa sua opera giovanile, dopo una guerra atomica che ha provocato distruzioni, fame e miseria, un governo dispotico basato su un intransigente moralismo domina la Terra. Ovviamente la repressione sessuale è opprimente, e spie-robot tengono tutti orwellianamente sott’occhio (ci terrei a far notare che nel 1956 1984 era una novità libraria, per cui l’impatto del capolavoro di Orwell negli anni Cinquanta si faceva sentire dappertutto).

THMNWJP1973Se nel mondo del Morec ti pescano a violare le regole puoi perdere il lavoro e soprattutto le casa (brutto guaio in un’epoca in cui già il monolocale è un lusso); la faccenda è seria. Poi però qualcuno comincia a lasciare scritte poco riguardose sulla statua del maggiore Streiter, il fondatore del Morec. Qualcuno che in effetti altri non è se non Allen Purcell, il brillante propagandista dedito alla causa del moralismo, che però di notte si trasforma nel suo critico più feroce e sarcastico. Si tratta ovviamente di un caso di personalità scissa; e Allen non trova di meglio da fare se non andare in terapia psicanalitica sotto il falso nome di John Coates.

Il problema è che durante una seduta Allen perde i sensi per risvegliarsi e scoprire che per tutti lui è John Coates, anche se ai controlli la sua identità risulta falsa. Il dottor Jeckyll, insomma, è diventato permanentemente Hyde e non riesce più a tornare indietro. Inoltre, la psicanalista Gretchen Malparto (fin dalle origini Dick aveva un vero talento per i nomi strambi), che lo ha in cura, sembra aver sviluppato un’eccessiva simpatia per lui…

Non si può dire che questo sia tra i migliori romanzi di Dick; praticamente il suo interesse sta nella satira sociale mirata al perbenismo dell’America anni ’50, anch’essa guidata da un militare (il presidente Eisenhower, ex-generale), e sotto l’occhio impietoso dei vari comitati d’inchiesta parlamentari, da quello anche troppo famoso di Joseph McCarthy al ben più temibile HUAC cui prese parte anche un giovane e intraprendente repubblicano di California, Richard Nixon. Insomma, storie di un’America in cui ogni tanto parte una caccia alle streghe, da quelle mitiche dei Puritani a quelle terroriste dei nostri giorni.

u1013D’altra parte, il carattere acerbo di quest’opera si spiega anche con la data: venne completato nel 1955, quando Dick aveva pubblicato solo una manciata di racconti e stava aspettando di vedere stampato il suo primo romanzo, Lotteria dello spazio. A tutti gli effetti è un’opera di apprendistato.

Eppure si potrebbero notare strani punti di contatto tra quest’opera minore e il ben più noto (e riuscito) Scorrete lacrime, disse il poliziotto… e mi azzarderei ad andare oltre, e ipotizzare che l’idea di un burlone che mette alla gogna un governo totalitario sia arrivata in qualche modo ad Alan Moore mentre ideava il suo V for Vendetta, uno dei classici del graphic novel. Chissà…

Umberto Rossi

Philip K. DickL’AUTORE

Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense. La fama di Dick, noto in vita esclusivamente nell’ambito della fantascienza, crebbe notevolmente nel grande pubblico e nella critica dopo la sua morte, in patria come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto), anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982 liberamente ispirato a un suo romanzo. In vita pubblicò quasi solamente opere di narrativa fantascientifica – un genere all’epoca considerato “di consumo” – ed è stato successivamente rivalutato come un autore postmoderno precursore del cyberpunk e, per certi versi, antesignano dell’avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea. Temi centrali dei suoi visionari romanzi sono la manipolazione sociale, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del “falso”, l’assuefazione alle sostanze stupefacenti e la ricerca del divino.

Nato a Chicago, con la sorella gemella Jane, in una famiglia dai legami burrascosi (la madre, da lui descritta come nevrotica, divorziò dal padre pochi anni dopo la nascita dei gemelli), Philip Dick trascorse un’infanzia e un’adolescenza solitarie e tormentate: la sorellina morì a poche settimane dalla nascita (Dick le rimase sempre legato, e decise di essere seppellito accanto a lei); dopo il trasferimento in California, frequentò l’Università di Berkeley, ma non concluse gli studi a causa della sua militanza nel movimento contro la guerra di Corea e del suo pacifismo(per continuare gli studi universitari avrebbe dovuto sostenere un corso di addestramento – ROTC – come ufficiale della riserva, all’epoca obbligatorio), che lo portarono ad avere problemi col maccartismo di quegli anni. Iniziò a lavorare in un negozio di dischi dove conobbe la prima moglie, Jeanette Marlin (il matrimonio durò da maggio a novembre ’48). Le sue affermazioni secondo cui in quel periodo avrebbe lavorato in una radio locale non sono mai state provate, anche se è possibile che abbia scritto testi pubblicitari per qualche emittente di Berkeley. Sicuramente la nascita della sua conoscenza e del suo amore per la musica classica precedette gli anni in cui lavorò come commesso nel negozio di dischi.

L’incontro con la fantascienza avvenne, forse per caso, e forse nel 1949 (ma il suo primo racconto, “Stability” Stabilità, pubblicato postumo, fu scritto nel 1947), quando invece di una rivista di divulgazione scientifica ne acquistò per sbaglio una di fantascienza (la circostanza non è certa). Esordì nel 1952 sulla rivista Planet Stories. Lasciata la prima moglie, si risposò con Kleo Apostolides (dal 14 giugno 1950 al 1959), militante comunista di origini greche. In questo periodo pubblicò i primi romanzi e una notevole quantità di racconti. Il matrimonio con Kleo andò in crisi quando Dick si trasferì nella zona rurale di Point Reyes, a nord di San Francisco, in quella Marin County che fu l’ambientazione di diverse opere (tra tutte Cronache del dopobomba). Lì conobbe Anne Williams Rubinstein, che diventò la sua terza moglie (rimasero sposati dal 1º aprile 1959 all’ottobre 1965). Era una donna colta e di forte personalità, vedova e madre di tre figlie, che gli diede una figlia: Laura Archer (25 febbraio 1960). Dick si trasferì a casa di Anne, e per mantenere la famiglia e il tenore di vita della moglie abbandonò la fantascienza, poco remunerativa e per niente prestigiosa, per tentare di occuparsi di narrativamainstream. Ma Dick visse ciò come una sconfitta, di cui considerò responsabile la moglie. Il fallimento come “nuovo” autore fu la goccia; il matrimonio andò a pezzi, Dick si convinse che la moglie avesse assassinato il precedente marito e che avrebbe fatto lo stesso con lui. Divorziarono nel 1965, e Dick si trasferì a San Francisco.

Dick assumeva anfetamina fin dai primi anni Cinquanta, sostanza che gli era stata prescritta dallo psichiatra che gli aveva diagnosticato una lieve forma di schizofrenia; l’anfetamina era usata per combattere gli stati depressivi di cui lo scrittore soffriva occasionalmente. Man mano Dick sviluppò una vera e propria tossicodipendenza dalla sostanza, che lo agevolava nella stesura delle sue opere. L’abuso di stimolanti raggiunse livelli allarmanti durante la seconda metà degli anni Sessanta, proprio mentre l’autore scriveva due dei suoi romanzi più importanti (Il cacciatore di androidi e Ubik). La rottura con la quarta moglie, Nancy Hackett (sposata dal 6 luglio 1966 al 1972), che lo abbandonò assieme alla figlia Isolde Freya (ora Isa Dick Hackett ) (15 marzo 1967), e la morte del suo carissimo amico Jim Pike, mandarono Dick alla deriva; lo scrittore si trovò a vivere in una casa di sbandati, e la situazione arrivò al punto critico quando, in sua assenza, la sua abitazione subì un’effrazione durante la quale sconosciuti forzarono il suo schedario blindato (Dick fece innumerevoli ipotesi sulla loro identità, arrivando a sospettare che fossero agenti dell’FBI; a tutt’oggi la questione non è stata chiarita). In seguito Dick partecipò a una conferenza sulla fantascienza a Vancouver, in Canada, e decise di stabilirvisi. Anche l’esperienza canadese fu però un fallimento, dovuto al consumo eccessivo di psicofarmaci e alla mancanza di denaro. Dick si fece ricoverare in una comunità di recupero pertossicodipendenti, la X-Kalay, un’esperienza breve che però lo aiutò chiudere con le anfetamine. Molti eventi e situazioni risalenti al suo percorso esistenziale di questo periodo ebbero un ruolo importante nel suo romanzo Un oscuro scrutare. Tornato in California, Dick si stabilì alla periferia di Los Angeles e nel 1972 riprese a scrivere, anche in seguito all’incontro con Leslie (Tess) Busby (18 aprile 1973-1977), la quinta moglie, dalla quale ebbe il terzo figlio, Christopher Kenneth (25 luglio 1973). Tra il febbraio e il marzo del 1974 Dick iniziò a sentire voci e avere visioni in sogno e da sveglio. Convinto di vivere un’esperienza mistica, Dick prese a scrivere l’Esegesi, una vasta raccolta di appunti a carattere teologico-filosofico a partire dai quali scrisse la celebre Trilogia di Valis, punto d’arrivo della sua esperienza letteraria.

Morì a Santa Ana, in California, per collasso cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere cominciavano a dargli per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie: Blade Runner, di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato, anche se riuscì a visitarne il set. (Biografia tratta da Wikipedia)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*