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Speciale P.K.Dick – “Follia per sette clan” (Clans of the Alphane Moon, 1967)

SpecialePhilipDick[11]sPECIALE PkdCover: Antonello SilveriniUscì in America nel 1964, e si chiamava Clans of the Alphane Moon, letteralmente “I clan della luna di Alpha”. Uscì su un Ace Book, volumetti super-economici con copertine sgargianti stampati su carta di quart’ordine: Dick venne probabilmente pagato ben poco per questo romanzo, che in genere non è stato considerato tra i suoi migliori. Eppure meriterebbe più attenzione, e doveva averlo capito il duo Curtoni-Montanari, che lo fece uscire già nel 1970, sul Galassia n. 124.

La luna del titolo originale si chiama Alpha III L2, cioè seconda luna del terzo pianeta di Alpha Centauri (quando a Dick serviva un’ambientazione extrasolare sempre lì andava, anche se già si sapeva che né Alpha né Proxima hanno pianeti…). Si tratta di un mondo un tempo colonizzato dai terrestri e poi abbandonato nel corso della lunga guerra con gli Alphani, lasciando anche un ospedale psichiatrico che era stato lì insediato con tutti gli internati.

Cover: Richard CourtneyPassano venticinque anni durante i quali non ci sono contatti fra la Terra e la luna di Alpha III, e la colonia si evolve in una società stratificata in caste e divisa territorialmente: quando sono in giovane età gli abitanti sono tutti Poli, nel senso di Polimorfi, entusiasti di ogni novità, incapaci di scegliere e mutevoli al punto di sviluppare una delle varie sindromi psichiatriche, ed essere quindi accettati una delle caste, ciascuna delle quali rappresenta uno specifico disturbo mentale. Qualcuno resta Poli, e rimane a vivere a Hamlet-Hamlet: ma tutti gli altri diventano Mani, tendenzialmente sadici, creativi e iperattivi, che vivono nella città Grande Da Vinci, in un perenne stato di esaltazione inventiva; Para, intelligentissimi, organizzatissimi e genuinamente paranoici di tipo persecutorio, barricati nella fortificata e inespugnabile città di Adolfville; Os-Com, cioè gli Ossessivi-Compulsivi, esperti in numerologia; Schizo, mistici e visionari; Eb, ovvero gli Ebefrenici, schizofrenici anch’essi ma adatti al lavori manuali, a Gandhitown; infine puoi ritrovarti nella categoria più triste, i Dep, cioè quelli afflitti da una sindrome depressiva che rende tutto mostruosamente angoscioso e li inchioda alla loro incapacità di agire, che vivono a Cotton Matther (non è un caso che Dick individui nel celebre puritano una concezione cupa e tetra dell’esistenza).

Con questa struttura e questa classificazione psichiatrica Dick avrebbe potuto scrivere un capolavoro, ma nel periodo che scrisse il romanzo, fra il 1963 e il 1964, il nostro era sommerso di lavoro e spesso scriveva a tirar via. Purtroppo non si concentrò sulle complesse e sicuramente prodigiose interazioni di quella strana società; si limitò a mantenerla sullo sfondo, dando parecchio spazio alle avventure parallele di Chuck Rittersdorf e sua moglie Mary, due terrestri assolutamente normali, o almeno che tali appaiono all’inizio della vicenda.

Cover: Barclay ShawChuck ha il compito di scrivere discorsi propagandistici per i simulacri della CIA, cioè il Counter Intelligence Authority, il Controllo del Controspionaggio, che vengono mandati a fare propaganda nei paesi comunisti, mentre Mary è una psicologa specializzata in consulenze matrimoniali. Il matrimonio dei due è in crisi, soprattutto per le violenze psicologiche che Mary infligge al marito, accusandolo di ogni possibile colpa, fino a chiedere il divorzio e a farsi spedire su Alpha in qualità di psicologa, dato che la Terra ha deciso di riprendere possesso della luna e ha intenzione di “curare” tutti gli abitanti. Chuck, per pagare gli alimenti a moglie e figlie, è costretto ad accettare un secondo lavoro come sceneggiatore per Bunny Hentmann, un comico televisivo, ma nel contempo viene scelto per manovrare un simulacro della CIA mandato in missione su Alpha: cosa che accetta, anche perché gli permetterebbe di vendicarsi uccidendo la moglie.

Da questo punto di partenza si snoda una serie di eventi inverosimili e scoppiettanti, tracciati con grande (forse troppa) rapidità e un registro che scivola nel comico, con un’infinità di personaggi di cui alcuni, come la poliziotta telepate Joan Trieste, scompaiono, mentre altri come Lord Running Clam, una specie di fungo di Ganimede versato in filosofia, muoiono ma si riproducono attraverso le spore. Come spesso nei romanzi dickiani, nessuno è quello che sembra, e la sua prospettiva cambia anche un paio di volte nel corso della narrazione; Hentmann, ad esempio, da comico e noioso padrone diventa una specie di gangster e trafficante con gli Alphani, e infine colui che stabilisce il patto di colonizzazione (e paradossalmente di liberazione) con Alpha III, liberandola dalle ingerenze terrestri.

Cover: Davis MeltzerIl finale è degno di lode: dopo una battaglia che vede tutte le forze in campo combattere l’una contro l’altra, Chuck e Mary, riappacificati, decidono di restare su Alpha: lui a fondare una nuova città, Jeffersonburg, per i Norm, cioè gli individui normali; lei a restargli accanto, avendo scoperto di essere una Dep carica di aggressività nei suoi confronti. Sicuramente un capolavoro mancato che ci illustra però il periodo della suo terzo matrimonio: è facile intravvedere Dick in Chuck Rittersdorf (il cognome, secondo una consuetudine dickiana, è contiene qualcosa che ha a che fare coi cavalli, in questo caso la parola tedesca per “cavaliere”, perché Philip viene dal Greco e significa “amante dei cavalli”); come pure, nella bella, intelligente e sadica (perché depressa) Mary, si intuisce un ritratto non proprio positivo della sua terza moglie di Phil, Ann Rubenstein, laureata in psicologia, che lo vessava per la sua “incapacità” ad affrontare il mondo (almeno così diceva lui, ma la versione di Ann è alquanto diversa…).

Sarebbe stato bello se Dick avesse sviluppato più dettagliatamente il mondo dei pazzi, con il suo curioso sistema di caste che in qualche modo sono complementari; ma evidentemente allo scrittore interessava mettere a confronto il mondo dei “normali” con quello degli anormali, e far vedere che nel primo regnano avidità, violenza, falsità, crudeltà, mentre i cosiddetti pazzi in qualche modo riescono a convivere e a cooperare. Sono gli anni dell’anti-psichiatria, di Laing, Szasz, Basaglia, nonché di Michel Foucault: gli anni in cui si rimette in discussione il discrimine tra il savio e il folle, e l’istituzione manicomiale. Quell’atmosfera si respira in queste pagine, dove Dick dà ancora una volta prova di essere in sintonia col suo tempo, e con i temi caldi dell’epoca.

Umberto Rossi

Philip K. DickL’AUTORE

Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense. La fama di Dick, noto in vita esclusivamente nell’ambito della fantascienza, crebbe notevolmente nel grande pubblico e nella critica dopo la sua morte, in patria come in Europa (in Francia e in Italia negli anni ottanta divenne un vero e proprio scrittore di culto), anche in seguito al successo del film Blade Runner del 1982 liberamente ispirato a un suo romanzo. In vita pubblicò quasi solamente opere di narrativa fantascientifica – un genere all’epoca considerato “di consumo” – ed è stato successivamente rivalutato come un autore postmoderno precursore del cyberpunk e, per certi versi, antesignano dell’avantpop. Gli sono stati dedicati molteplici studi critici che lo collocano ormai tra i classici della letteratura contemporanea. Temi centrali dei suoi visionari romanzi sono la manipolazione sociale, la simulazione e dissimulazione della realtà, la comune concezione del “falso”, l’assuefazione alle sostanze stupefacenti e la ricerca del divino.

Nato a Chicago, con la sorella gemella Jane, in una famiglia dai legami burrascosi (la madre, da lui descritta come nevrotica, divorziò dal padre pochi anni dopo la nascita dei gemelli), Philip Dick trascorse un’infanzia e un’adolescenza solitarie e tormentate: la sorellina morì a poche settimane dalla nascita (Dick le rimase sempre legato, e decise di essere seppellito accanto a lei); dopo il trasferimento in California, frequentò l’Università di Berkeley, ma non concluse gli studi a causa della sua militanza nel movimento contro la guerra di Corea e del suo pacifismo(per continuare gli studi universitari avrebbe dovuto sostenere un corso di addestramento – ROTC – come ufficiale della riserva, all’epoca obbligatorio), che lo portarono ad avere problemi col maccartismo di quegli anni. Iniziò a lavorare in un negozio di dischi dove conobbe la prima moglie, Jeanette Marlin (il matrimonio durò da maggio a novembre ’48). Le sue affermazioni secondo cui in quel periodo avrebbe lavorato in una radio locale non sono mai state provate, anche se è possibile che abbia scritto testi pubblicitari per qualche emittente di Berkeley. Sicuramente la nascita della sua conoscenza e del suo amore per la musica classica precedette gli anni in cui lavorò come commesso nel negozio di dischi.

L’incontro con la fantascienza avvenne, forse per caso, e forse nel 1949 (ma il suo primo racconto, “Stability” Stabilità, pubblicato postumo, fu scritto nel 1947), quando invece di una rivista di divulgazione scientifica ne acquistò per sbaglio una di fantascienza (la circostanza non è certa). Esordì nel 1952 sulla rivista Planet Stories. Lasciata la prima moglie, si risposò con Kleo Apostolides (dal 14 giugno 1950 al 1959), militante comunista di origini greche. In questo periodo pubblicò i primi romanzi e una notevole quantità di racconti. Il matrimonio con Kleo andò in crisi quando Dick si trasferì nella zona rurale di Point Reyes, a nord di San Francisco, in quella Marin County che fu l’ambientazione di diverse opere (tra tutte Cronache del dopobomba). Lì conobbe Anne Williams Rubinstein, che diventò la sua terza moglie (rimasero sposati dal 1º aprile 1959 all’ottobre 1965). Era una donna colta e di forte personalità, vedova e madre di tre figlie, che gli diede una figlia: Laura Archer (25 febbraio 1960). Dick si trasferì a casa di Anne, e per mantenere la famiglia e il tenore di vita della moglie abbandonò la fantascienza, poco remunerativa e per niente prestigiosa, per tentare di occuparsi di narrativamainstream. Ma Dick visse ciò come una sconfitta, di cui considerò responsabile la moglie. Il fallimento come “nuovo” autore fu la goccia; il matrimonio andò a pezzi, Dick si convinse che la moglie avesse assassinato il precedente marito e che avrebbe fatto lo stesso con lui. Divorziarono nel 1965, e Dick si trasferì a San Francisco.

Dick assumeva anfetamina fin dai primi anni Cinquanta, sostanza che gli era stata prescritta dallo psichiatra che gli aveva diagnosticato una lieve forma di schizofrenia; l’anfetamina era usata per combattere gli stati depressivi di cui lo scrittore soffriva occasionalmente. Man mano Dick sviluppò una vera e propria tossicodipendenza dalla sostanza, che lo agevolava nella stesura delle sue opere. L’abuso di stimolanti raggiunse livelli allarmanti durante la seconda metà degli anni Sessanta, proprio mentre l’autore scriveva due dei suoi romanzi più importanti (Il cacciatore di androidi e Ubik). La rottura con la quarta moglie, Nancy Hackett (sposata dal 6 luglio 1966 al 1972), che lo abbandonò assieme alla figlia Isolde Freya (ora Isa Dick Hackett ) (15 marzo 1967), e la morte del suo carissimo amico Jim Pike, mandarono Dick alla deriva; lo scrittore si trovò a vivere in una casa di sbandati, e la situazione arrivò al punto critico quando, in sua assenza, la sua abitazione subì un’effrazione durante la quale sconosciuti forzarono il suo schedario blindato (Dick fece innumerevoli ipotesi sulla loro identità, arrivando a sospettare che fossero agenti dell’FBI; a tutt’oggi la questione non è stata chiarita). In seguito Dick partecipò a una conferenza sulla fantascienza a Vancouver, in Canada, e decise di stabilirvisi. Anche l’esperienza canadese fu però un fallimento, dovuto al consumo eccessivo di psicofarmaci e alla mancanza di denaro. Dick si fece ricoverare in una comunità di recupero pertossicodipendenti, la X-Kalay, un’esperienza breve che però lo aiutò chiudere con le anfetamine. Molti eventi e situazioni risalenti al suo percorso esistenziale di questo periodo ebbero un ruolo importante nel suo romanzo Un oscuro scrutare. Tornato in California, Dick si stabilì alla periferia di Los Angeles e nel 1972 riprese a scrivere, anche in seguito all’incontro con Leslie (Tess) Busby (18 aprile 1973-1977), la quinta moglie, dalla quale ebbe il terzo figlio, Christopher Kenneth (25 luglio 1973). Tra il febbraio e il marzo del 1974 Dick iniziò a sentire voci e avere visioni in sogno e da sveglio. Convinto di vivere un’esperienza mistica, Dick prese a scrivere l’Esegesi, una vasta raccolta di appunti a carattere teologico-filosofico a partire dai quali scrisse la celebre Trilogia di Valis, punto d’arrivo della sua esperienza letteraria.

Morì a Santa Ana, in California, per collasso cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere cominciavano a dargli per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie: Blade Runner, di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato, anche se riuscì a visitarne il set. (Biografia tratta da Wikipedia)