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Sesso e distopia

Silvia TrevesLa distopia è un genere fantascientifico (e non solo) che continua a godere di grande fortuna sia perché consente ambientazioni costruite lungo ampi archi temporali molto estesi, dal futuro vicino al mondo fra centinaia, anche migliaia di anni, sia scenari suggestivi legati al presente del quale sono spesso la proiezione negativa e l’accentuazione di tendenze inquietanti. Insomma, la distopia ci parla di noi, qui e ora, organizzando esperimenti socio politici religiosi dove, almeno per il momento non si fa male nessuno e molti potrebbero imparare qualcosa.

Tra le distopie alcune sono particolarmente interessanti perché riguardano le contrapposizioni di genere e i ruoli maschili e femminili all’interno della società. Come quelle disegnate in queste due opere:

CNSDRHRWSB0000Considera le sue vie, è un racconto lungo di John Wyndham, scritto nel 1956. L’autore è tra i più lucidi nel rappresentare mondi in bilico, nei quali “qualcosa” è già avvenuto, anche se la maggior parte della gente ancora non se n’è accorta. Come ne «I figli dell’invasione/il villaggio dei dannati», o come ne «Il giorno dei trifidi», che tratteggia un mondo invaso da piante inquietanti, resistentissime, che paiono combattere una loro guerra personale contro un’umanità come al solito persa in lotte intestine di fronte al pericolo che colpisce tutti. In «Considera le sue vie», recentemente ripubblicato come «Considera le sue abitudini», lucida novella con risvolti filosofici, una donna del XX secolo, Jane, si sveglia in un corpo non suo ed enorme, e in un mondo non suo, circondata da donne minuscole che l’accudiscono con devozione e la chiamano Madre. Durante i primi giorni, Jane/Madre Orchidea vede esclusivamente donne di varie taglie, perfettamente adeguate ai loro compiti nella società: infermiere agili e piccine, lavoratrici manuali grandi e forti, poliziotte atletiche e fedeli. Non c’è l’ombra di un uomo.

u304Dopo equivoci e reciproci sospetti di follia mentale, le dottoresse, con la collaborazione efficientissima delle piccole infermiere conducono Jane a parlare con Laura, di professione storica, che non sta più nella pelle per la gioia di potersi confrontare con un pezzo vivente di Passato. Laura, finalmente comprende di avere a che fare con una donna diversissima da tutte le altre e le racconta di come, qualche secolo prima, un virus messo a punto in laboratorio per sterminare i topi di fogna si fosse diffuso agli umani; le donne si erano rivelate immuni, gli uomini no… E in pochi anni, il genere maschile è sparito dalla faccia della Terra.

Il racconto di Whyndham si regge tutto sul confronto fra le due donne, ognuna impegnata a difendere il proprio mondo: la felicità dell’una è l’incubo dell’altra, una difende la comunità degli umani del XX secolo, (ma potrebbe essere la nostra), l’altra una soddisfacente società mono-genere. Meglio la diversità, la possibilità di procreare per tutte e quello che Jane si ostina a chiamare “amore” o la serenità, la cancellazione delle discriminazioni, la pace….

Vale la pena di leggerlo. E di provare a giocare: che cosa scegliere? O, non volendo scegliere, che cosa fare per fecondare con buoni risultati le due rispettive utopie/distopie?

Autore: John Wyndham | Titolo: Consider her ways (1957) | Edizione italiana: Considera le sue vie [abitudini] – per tutte le edizioni italiane clicca QUI | Per tutte le edizioni clicca QUI

HRSMKRUP19XXSoluzione Screwfly di James Tiptree jr., – pubblicato con lo pseudonimo Racoona Sheldon – è un’altra lettura irrinunciabile. Per molte ragioni, a cominciare dall’autore, autrice in realtà: Alice Bradley Sheldon (1915-1987) figlia di intellettuali, pittrice, critica d’arte, funzionario della Cia e in seguito ricercatrice in psicologia sperimentale. Per pubblicare racconti di SF Sheldon adottò uno pseudonimo maschile perché:

Un nome da uomo mi pareva una buona mimetizzazione. Avevo la sensazione che un uomo sarebbe passato inosservato. Ho avuto anche troppe esperienze nella mia vita dovute al fatto di essere la prima donna a fare qualche dannato lavoro.

Pubblicato nel 1977, The Screwfly Solution (dal quale Joe Dante trasse un film nel 2006) vinse il Nebula di quell’anno. Il racconto ipotizza un mondo in cui la misoginia è improvvisamente divenuta virale: in seguito alla presenza nell’atmosfera di particelle entrate nella circolazione atmosferica globale, uomini precedentemente normali iniziano a uccidere le donne dichiarando di agire per comando di Dio ma in realtà spinti da imperativi biologici orientati al femminicidio invece che all’accoppiamento. La prima impressione è che Sheldon stia teorizzando un imperativo maschile orientato alla misoginia, una attitudine dei maschi umani a forme di violenza sulle donne radicate in una interpretazione rigida e distorta di alcune religioni. Un tema decisamente attuale, insomma.

Alice SheldonA rileggere con attenzione il racconto, però, ci si accorge che l’autrice dice altro e di più. Intanto la viceda della screwfly (lett. la mosca del canneto) è reale, un modo, adottato con successo negli fin dagli anni Cinquanta per impedire la riproduzione delle mosche inducendo sterilità o preliminari di accoppiamento anomalo nei maschi con metodi chimici. In Soluzione screwfly qualcuno sta facendo alla nostra specie ciò che noi abbiamo fatto alla mosca del canneto, impedirne la riproduzione nella maniera più semplice: uccidendo la partner. Non sono soltanto le donne, in sostanza, le vittime della situazione, ma l’intera specie, destinata all’estinzione.

Uno dei temi del racconto, come di molti altri della Sheldon, è la contrapposizione tra determinismo biologico e libero arbitrio dell’intelligenza; sottotraccia, però, ve n’è un altro, ancora più attuale e generalizzabile: perché le autorità umane – tutte: politiche, religiose, della cultura – non prendono una posizione inequivoca e forte sulla questione? Forse perché le vittime sono troppo “lontane”, troppo diverse, troppo dissimili?

Ho letto il racconto molte volte, a distanza di tempo: queste femmine umane alle quali l’autrice fa dire “siamo una razza senza denti” (incapace di ereditare il mondo dei maschi?) hanno sempre avuto le sembianze delle donne di ogni epoca, prive di potere e dell’attitudine culturale a difendersi. Letto oggi, però, mi ha ricordato tutti gli umani di ogni orientamento sessuale costretti a fuggire, cacciati da altri come loro e troppo lontani perché l’Occidente si decida a prendere davvero posizione.

Autrice: Racoona Sheldon (Alice Sheldon) | Titolo: The Screwfly Solution (1977) | Edizione italiana: Robot n. 37 / aprile 1997 | Per tutte le edizioni clicca QUI

Silvia Treves