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Recensione: “Scacco al tempo” (The Sinful Ones, 1953) di Fritz Leiber

Massimo Luciani

u1015Carr Mackay, il protagonista di “Scacco al tempo”, vive una vita molto normale finché un giorno incontra una ragazza molto agitata che gli fa strane domande. Il tutto avviene in pochissimi minuti e inizialmente non gli dà peso ma successivamente comincia a sentirsi sempre più estraniato dalla sua routine quotidiana. Ben presto Mackay incontra altre persone che si comportano in modo strano e alcune di loro sembrano tenerlo d’occhio. Rivedendo la ragazza misteriosa comincia a scoprire una realtà che sembra slegata da quella usuale e più vi si trova coinvolto più è confuso. Cosa gli sta succedendo?

Titolo: Scacco al tempo | Titolo originale: The Sinful Ones (1953) | Autore: Fritz Leiber | Pagine: 160 | Edizioni: 1986 Urania 1015, Arnoldo Mondadori Editore, 1992 Classici Urania 180, Arnoldo Mondadori Editore | Copertina: Karel Thole

Il romanzo “Scacco al tempo” (“The Sinful Ones”) di Friz Leiber è stato pubblicato per la prima volta nel 1953. In Italia è stato pubblicato nel n. 1015 della collana “Urania” e nel n. 180 della collana “Classici Urania”. Edit: il romanzo è stato pubblicato nel n. 127 di “Urania Collezione”.

“Scacco al tempo” è il terzo romanzo di Fritz Leiber. Nel corso della sua carriera l’autore ha dimostrato di non essere legato ad un particolare genere letterario e questo romanzo lo dimostra: è fantascienza? Fantasy? Soprannaturale? Forse etichettarlo vorrebbe dire limitarlo costringendolo entro certi confini arbitrari.

Il concetto di base di “Scacco al tempo” è che l’universo è una sorta di macchina in cui ogni oggetto è un ingranaggio che gira in un certo modo. Anche gli esseri viventi in realtà si muovono secondo ritmi prestabiliti, come fossero marionette controllate da una macchina. Alcuni esseri viventi però riescono a uscire da questo meccanismo ma gli altri non se ne accorgono e vanno avanti nelle loro vite prestabilite ignorando qualsiasi evento non previsto dal meccanismo che li controlla.

The Sinful OnesIl protagonista del romanzo riesce ad uscire dal meccanismo quando incontra una ragazza che l’ha già fatto ma si trova a dover fare i conti con altre persone di quel tipo che approfittano della situazione per vivere come parassiti nei confronti della maggioranza della gente. Da questo punto di vista l’autore è pessimista perché nel romanzo la maggior parte delle persone che raggiunge la consapevolezza di sé comincia a prendere ciò che vuole sapendo che chi vive come una marionetta continuerà a comportarsi come se nulla fosse successo.

Secondo Fritz Leiber le persone realmente consapevoli di sé finiscono in genere per unirsi in piccole bande costituendo una sorta di regno sul loro territorio e le varie bande possono finire per scontrarsi tra loro per rafforzare il loro meschino potere. Quando Mackay viene scoperto dalla banda locale viene subito percepito come un nemico anche se lui vorrebbe solo vivere in pace perciò sia lui che la sua nuova amica sono costretti a nascondersi per non essere uccisi.

Scrivere “Scacco al tempo” fu un’odissea che andò avanti per decenni. Fritz Leiber aveva cominciato a scriverlo durante la II Guerra Mondiale ma la rivista Unknown, alla quale voleva venderlo, aveva cessato le pubblicazioni a causa della carenza di carta. Fu solo dopo la fine della guerra che Leiber completò il romanzo allungandolo nella speranza che uno degli editori che avevano cominciato a pubblicare libri di quel genere lo acquistasse.

Dopo qualche tempo Fritz Leiber riuscì a vendere alla rivista Fantastic Adventures una versione più breve del romanzo intitolata “Siamo tutti soli”. Fu solo nel 1953 che Leiber riuscì a vendere la versione più lunga ma l’editore la modificò rendendo alcune scene più erotiche. Molti anni dopo Leiber ricomprò i diritti sul suo stesso romanzo, ne fece un’ulteriore revisione e riuscì a pubblicarlo nella sua versione definitiva.

La storia un po’ caotica del romanzo ha avuto i suoi effetti negativi. Ad esempio Leiber ha dimostrato nella sua carriera di saper sviluppare molto bene i personaggi dei suoi romanzi, invece quelli di “Scacco al tempo” lasciano un po’ a desiderare.

ucl180Il protagonista Carr Mackay ci mette molto tempo per rendersi conto che gli sta succedendo qualcosa di strano finendo per sembrare stupido. Forse nella versione breve del romanzo la cosa può funzionare ma nella versione lunga la comprensione degli eventi da parte di Mackay viene tirata troppo per le lunghe. È vero che avere il protagonista sconvolto di fronte ad eventi eccezionali che fatica a rendersi conto di ciò che gli sta succedendo è un meccanismo per mantenere la tensione nel lettore ma personalmente lo trovo fastidioso quando dura troppo.

Nel corso del romanzo viene trattato anche il tema del solipsismo con Mackay che si chiede se le altre persone siano vive o se siano solo una proiezione della sua mente. Questo concetto però non viene realmente approfondito e alla fine sembra messo lì giusto perché Fritz Leiber voleva fare un po’ di filosofia.

I cattivi del romanzo non sono praticamente sviluppati per cui alla fine la loro monodimensionalità li fa sembrare non più svegli delle persone che vivono come marionette di cui approfittano.

Non sapremo mai quale sarebbe stato il risultato se Fritz Leiber avesse avuto la possibilità di scrivere “Scacco al tempo” senza interruzioni e senza che altri ci mettessero le mani sopra. La versione breve intitolata “Siamo tutti soli” è certamente più fedele alla sua idea originale mentre quella lunga è l’opera di Leiber che ha avuto la maggiore sfortuna. Nonostante ciò contiene un interessante concetto di base e soprattutto se siete fan di Leiber vale la pena leggerlo.

Massimo Luciani

leiberL’AUTORE

Fritz Reuter Leiber Jr. (Chicago, 24 dicembre 1910 – San Francisco, 5 settembre 1992) è stato uno scrittore statunitense di fantasy, fantascienza e horror. La sua popolarità sia tra i fan sia fra i colleghi scrittori è stata notevole; molti suoi romanzi e racconti hanno vinto il premio Hugo e il premio Nebula.  Figlio di due attori shakespeareani, Fritz Reuter Leiber Sr., famoso a teatro e a Hollywood dal 1916 fino alla sua morte, e Virginia Bronson, Leiber – che apparve anche in qualche piccolo ruolo al cinema – è sempre stato affascinato dal teatro e ha descritto compagnie shakespeareane itineranti in storie quali Non è grande magia (No Great Magic, 1963) e Quattro spettri in Amleto (Four Ghosts in Hamlet, 1964), e ha ideato un personaggio di attore/produttore come protagonista del romanzo Il fantasma del Texas (A Specter is Haunting Texas, 1968). Un’interessante caratteristica de Il Grande Tempo (Premio Hugo 1958) è che, nonostante la storia riguardi una guerra temporale fra due fazioni che cambiano continuamente la storia, tutta l’azione si svolge in una piccola bolla di spazio-tempo isolato, circa delle dimensioni di un palcoscenico teatrale con una manciata di personaggi. Molte delle opere migliori di Leiber sono racconti, specialmente horror. Per storie come il racconto La ragazza dagli occhi famelici (The Girl With the Hungry Eyes) e il romanzo Scacco al tempo (You’re All Alone, noto anche comeThe Sinful Ones), è considerato uno dei precursori del moderno genere dell’horror urbano. Nel suo primo romanzo, Ombre del male o La congiura delle mogli (Conjure Wife, 1943), un professore di college scopre che sua moglie (e tutte le altre donne) usano regolarmente lamagia l’una contro l’altra e sui loro mariti. Il romanzo ha avuto tre trasposizioni cinematografiche. Fra le opere più famose di Leiber ci sono le storie di Fafhrd e il Gray Mouser, scritte in un arco di cinquant’anni. La prima di queste, Two Sought Adventure, apparve sulla rivista Unknownnel 1939. I protagonisti di queste storie sono un’improbabile coppia di eroi, Fafhrd e il Gray Mouser, le cui avventure si svolgono principalmente dentro nella suggestiva città di Lankhmar e dintorni (Fafhrd è ispirato allo stesso Leiber e il Mouser al suo amico Harry Fischer). Queste storie furono le progenitrici di molti degli elementi tipici del genere sword and sorcery, espressione coniata dallo stesso Leiber.[1] Esse sono anche uniche fra le opere del genere in quanto nel corso delle storie i due eroi maturano, si assumono delle responsabilità e infine abbandonano la vita di avventurieri per sposarsi e mettere la testa a posto. È stato notato che la città di Ankh-Morpork del ciclo del Mondo Disco di Terry Pratchett possiede più di una vaga somiglianza con Lankhmar (dichiaratamente ammesso dallo stesso Pratchett con l’evidente citazione nella scena di apertura del primo romanzo della serie che raffigura il Bruno Furetto e il suo gigantesco compagno barbaro). Leiber sposò Jonquil Stephens il 16 gennaio 1936, e il loro figlio Justin Fritz Leiber nacque nel 1938. La morte di Jonquil nel 1969 spinse lo scrittore all’alcolismo per tre anni, ma poi ritornò alla sua vecchia forma con un romanzo fantasy ambientato nella San Francisco dei giorni nostri, Nostra signora delle tenebre (Our Lady of Darkness, 1977, pubblicata a puntate in forma breve nella rivista The Magazine of Fantasy and Science Fiction come The Pale Brown Thing, 1971), nella quale le città sono il terreno di coltura di un nuovo tipo di elementali evocabili con l’oscura arte del megapolicromansia. Il racconto sui mondi paralleli L’ingegner Dolf (Catch That Zeppelin!, 1975) aggiunse un altro Nebula e Hugo alla sua collezione. Leiber è stato pesantemente ispirato da Howard Phillips Lovecraft e Robert Graves nelle prime due decadi della sua carriera. A partire dalla fine degli anni cinquanta fu sempre più influenzato dai lavori di Carl Gustav Jung, in particolare dai concetti di anima e ombra e spesso questi concetti sono menzionati apertamente nelle sue opere. Negli ultimi anni della sua vita, Leiber sposò la sua seconda moglie, Margo Skinner, una giornalista e poetessa sua amica da molti anni. I fan gli hanno tributato il premio Gandalf allaWorldcon del 1975, e nel 1981 l’associazione Science Fiction and Fantasy Writers of America gli ha assegnato il Premio Grand Master. Leiber scrisse una breve autobiografia che può essere trovata nell’antologia Luce fantasma (The Ghost Light, 1984). Un biografia critica, Witches of the Mind, è stata pubblicata dalla casa editrice Necronomicon Press. Egli recitò inoltre in alcuni film, una volta con il padre ne Il gobbo di Notre Dame (1939). Era anche un giocatore professionista di scacchi e un campione di scherma.

Recensione di Massimo Luciani pubblicata originariamente sull’ottimo blog NetMassimo.com:

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