Recensione: “La signora degli scarafaggi” & “La stanza vuota” (Fun With Your New Head, 1968 & Getting into death and other stories, 1976) di Thomas Disch

Antonio Ippolitou750“Appassionati di fs tecnologica o space opera astengansi”.

Tra un “Micronauti in giardino” e “Gli uomini di Vroob”, Urania nel ’78 riusciva a presentare una doppia antologia di uno degli autori più “difficili” della fantascienza, fino ad allora monopolio di Galassia nella gestione Curtoni-Montanari (ma Urania aveva già pubblicato il suo ottimo romanzo d’esordio, “Gomorra e dintorni”). L’accoppiamento dell’antologia di Disch con la Metamorfosi di Kafka, accompagnata da due copertine di Thole in tema “scarafaggi”, fu una genialata, dato che Disch è stato senz’altro uno degli scrittori più letterariamente raffinati della fantascienza; del resto, come Delany, si è occupato molto anche di poesia e mainstream. Ovviamente si tratta di testi molto diversi: Kafka esplorava la fine dell’io individuale e di una chiara coscienza di sé; i protagonisti di Disch non si arrendono, ma finiscono comunque schiacciati dalla società o dall’insensatezza dell’esistenzaa: come in “Scendendo”, a mio parere un racconto perfetto nel suo genere degno di entrare nel canone della fs. E ringraziamo Thole anche perché le copertine dedicate a Disch sono davvero brutte, come si può vedere dagli esempi riportati..

Il meglio di Disch sono probabilmente i romanzi, che comprendono capolavori come Gomorra e dintorni, Campo Archimede, 334 (che fu l’ultima traduzione italiana prima di un oblio durato vent’anni e interrotto dalla pubblicazione di “Le ali della mente” negli UraniaBlu; su 334 torneremo presto); ma i racconti costituiscono una pagina importante della storia della fantascienza.

Le due raccolte originali da cui sono stati scelti questi racconti (si veda l’elenco alla fine) sono apparse alla fine dei ’60 e all’inizio dei ’70; risentono quindi della poetica della “New Wave”. Ben pochi di questi racconti sono davvero fantascienza in senso stretto, tranne forse “Scendendo”, “La signora degli scarafaggi”, e “Materialismo dialettico”: lo sono solo come visuale, e non è poco. Una disperazione assoluta, un nichilismo completo, che Disch riesce a vivere con ironia: senza cinismo, anzi con la massima consapevolezza della sofferenza, ma usando l’ironia come segno coraggioso, quasi eroico, di dignità umana; il tutto nella massima “leggerezza”, o meglio understatement.

Si tratta in generale di racconti che concedono pochissimo al piacere dell’intreccio, spesso volutamente sgradevoli negli argomenti (la gravidanza-tumore “Linda, Daniel e Spike”), o irritanti nella forma (il poco comprensibile “La morte e la ragazza sola”;), ma capaci di dipingere situazioni esistenziali più angoscianti di un quadro di de Chirico o di Hopper.

u752Disch è stato anche poeta, e lo si vede nella ricchezza e varietà dello stile, nell’eleganza della frase, nelle citazioni che affiorano quasi inconsapevolmente: all’inizio di “Scendendo”, il protagonista visita un grande magazzino: “se Jean Valjean [il protagonista dei “Miserabili”] avesse avuto una carta di credito, non sarebbe finito in prigione (..) gli venne in mente Alice con i suoi funghi: Mangiami“; in “Affrettiamoci verso le porte d’avorio”, un uomo e sua sorella vagano in un cimitero apparentemente normale ma che in realtà si ripete all’infinito, come le scale di “Scendendo”; a un certo punto lei commenta “non pensavo che la morte ne avesse disfatti così tanti”: famosa espressione di Dante, ripresa da T.S.Eliot nella “Terra desolata”.

I racconti di Disch si potrebbero dividere in 4 categorie (peraltro la raccolta non è “integrale e organica” come recita la quarta di copertina, in quanto non sono stati tradotti tuttii racconti delle raccolte originali, e comunque ne esistono altre, come “Thomas l’incredulo” e “102 bombe H” pubblicate da Galassia):

a. divertissements come “Apollo”, “Piume dalle ali di un angelo”, “La città della luce penetrante”: dove la bravura stilistica e l’abilità mimetica creano una realtà artificiale, sorretta dallo stile, che vuole sottolineare però l’insensatezza del racconto “di genere” tradizionale; vi appartiene anche “Il bravo piccolo tostapane”, ripreso non so quanto correttamente dalla Disney. Includo qui anche l’inclassificabile “La gara”;

b. apologhi paradossali, amari o disperati. Sono la maggior parte della raccolta e vanno dal feroce antimilitarismo di “1-A” (ricordo del periodo in cui si era arruolato per disperazione, finendo in ospedale psichiatrico; più che il massacro finale, colpisce il pestaggio sistmatico di un elemento debole della squadra, come in “Full metal jacket”) al sarcastico ambientalismo di “Gli uccelli”, la satira del conformismo borghese in “X Yes”, della schiavitù della routine del benessere in “Principio d’aprile o fine di marzo”, fino alla solitudine urbana di “La morte e la ragazza sola” e “Linda, Daniel e Spike”;

ublu2c. fantascienza vera e propria, anche se inconfondibilmente “alla Disch”: “Nada” è un magistrale e conturbante racconto di invasione silenziosa, ma l’evocazione dei ghetti portoricani a Brooklyn è fin troppo realistica, e la buona volontà dell’insegnante Oveta che indaga sa un po’ di nevrosi e repressione, come per gli indagatori del “Dottor Jekyll e Mister Hyde”; “Profumo di fieno, odore di fieno e materialismo dialettico” racconta del primo uomo sulla Luna, un cosmonauta sovietico, che per un guasto morirà lì: di conseguenza l’URSS secreterà la sua missione, che resterà sconosciuta. Il cosmonauta medita sul senso della vita e della morte, senza riuscire a sfuggire al nichilismo. “Il numero a cui siete arrivati”: un astronauta è il solo superstite alla guerra atomica che si è scatenata mentre rientrava da Marte, unico ancora in vita della sua missione. La sua vita scorre in totale solitudine in una città fantasma.. e se non fosse solo? Ma cambierebbe qualcosa? E così “Scendendo”, il bellissimo “Affrettiamoci alla porta d’avorio”, “La signora degli scarafaggi” e “Divertitevi con la vostra nuova testa”.

d. racconti di grande spessore letterario e potere inquietante, che mettono in ridicolo le idiosincrasie degli americani mettendoli in contrasto con paesi musulmani sporchi, squallidi, antichi, dalla vitalità confusa (il contrario dell’asettico ma mortale mondo USA?).

In “Casablanca” c’è, lontana, la Terza Guerra Mondiale, ma in realtà è la storia kafkiana di una coppia di americani di provincia, pieni di pregiudizi, e di come la loro vita venga via via distrutta in una società in cui sono alieni.

In “Riva d’Asia” tocca a un raffinato intellettuale, un architetto che “in cerca di se stesso” si è scelto un periodo sabbatico a Istanbul, e vede la sua identità dissolversi via via, fino allo sconcertante finale (Disch rende eccezionalmente bene l’ambientazione turca, addirittura descrive una serata a vedere cinema di produzione locale.. che contrasto con il nazionalismo cinematografico americano!).

PS3554.I8.M3.1991, back, author“La stanza vuota” è un po’ un caso a sé: formalmente fantascienza, lo lascio in questo gruppo perché il suo valore è soprattutto letterario. Nell’edizione italiana è presentato per ultimo e chiude degnamente: nelle sue 3 pagine troviamo un futuro in cui la tecnologia è avanzata e i costumi mutati: abiti di carta, strane pillole che regolano l’umore, persino un “proletario del futuro” che per campare dà in affitto il suo cervello (un’anticipazione del cyberpunk..), ma la vita è comunque squallida, senza prospettive e senso. Un briciolo di speranza nei sentimenti umani però rimane. Questo mini-racconto, per capacità di sintesi e disperazione tra le righe, potrei metterlo tra i 49 racconti di Hemingway, vicino a “Colline come elefanti bianchi” (in entrambi è sottinteso un aborto).

“La lezione più difficile da imparare (e lui non l’aveva ancora imparata) era quella di evitare di pensare. le rare volte che ci riusciva, non si arrabbiava e non provava paura” (da “Casablanca”).

Antonio Ippolito

Di seguito l’elenco dei racconti compresi nei due Urania, con l’indicazione dell’antologia originale da cui sono tratti:

Volume “La signora degli scarafaggi”:

La Signora degli scarafaggi (The Roaches, 1965)

La gabbia dello scoiattolo (The Squirrel Cage, 1966)

Scendendo (Descending, 1964)

Divertitevi con la vostra nuova testa (Fun with Your New Head, 1966)

Nada (idem, 1964)

Il numero a cui siete arrivati (The Number You Have Reached, 1967)

La gara (The Contest, 1967)

Linda, Daniel e Spike (Linda and Daniel and Spike, 1967)

1-A (idem, 1968)

Principio d’aprile o fine di marzo (The beginning of April or the End of March, 1971)*

La città della luce penetrante (The City of Penetrating Light, 1968)

Polvere di luna, profumo di fieno e materialism dialettico (Moondust, the Smell of Hay, and Dialectical Materialism, 1967)

Casablanca (idem, 1967)

Volume “La stanza vuota”:

Apollo (idem)**

Riva d’Asia (The Asian shore, 1970)*

Gli uccelli (The birds)**

La morte e la ragazza sola (Death and the single girl)**

Piume dalle ali di un angelo (Feathers from the wings of an angel, 1971)*

Affrettiamoci alla porta d’avorio (Let us quickly hasten to the gate of ivory, 1970)*

X Yes (idem, 1969)*

La stanza vuota (The empty room)

Aggiunti nell’Urania Blu:

Il bravo piccolo tostapane. Una favola per elettrodomestici **

In città **

Nessun asterisco indica che il racconto è tratto da Fun with your head (1968). Non tradotti:
Come to Venus Melancholy (1965)
Flight Useless, Inexorable the Pursuit (1968)
Now Is Forever (1964)
Thesis on Social Forms and Social Controls in the U.S.A. (1964)

*Un asterisco finale indica che il racconto è tratto da Getting into death (1974).

Non tradotti:

Slaves (1967)
The Happy Story (1971)
The Persistence of Desire (1974)
Quincunx (1969)
Displaying the Flag (1974)
The Planet Arcadia (1971)
The Invasion of the Giant Stupid Dinosaurs (1969)
A Kiss Goodbye (1974)
The Colors (1968)
The Master of the Milford Altarpiece (1968)
The Complete Short Stories (1974)
Getting into Death (1974)

**Un doppio asterisco finale indica che un racconto non proviene da queste due antologie.

Thomas DischL’AUTORE

Thomas Michael Disch (Des Moines, 2 febbraio 1940 – New York, 4 luglio 2008) è stato uno scrittore e poeta statunitense.  Cresciuto nel Minnesota, per un anno (1946) ricevé l’educazione scolastica dalla madre Helen. La sua prima formazione avvenne comunque in istituti d’ispirazione cattolica, almeno fin quando, trasferitosi con la famiglia alle Twin Cities del Minnesota (1953), non ebbe a frequentare le normali scuole pubbliche. Fu in tale contesto che Disch sviluppò la sua passione per la letteratura, con uno spiccato entusiasmo nei confronti della poesia, da lui stesso descritta come un passaggio decisivo per la sua scelta professionale, del teatro e della fantascienza. Nel 1960 si trasferì a New York per frequentarvi l’università, abbandonata dopo due anni in seguito alla pubblicazione del primo racconto The Double-Timer, in cui narrava della fine del mondo. Prima di diventare scrittore professionista fu comunque impiegato in banca, nelle pompe funebri e in un’agenzia pubblicitaria; in quel periodo, anzi, collezionò anche una breve e poco felice esperienza nelle forze armate. Il suo stesso avvicinamento alla scrittura fu graduale: lungo il suo itinerario fra i più disparati mestieri egli ebbe modo, infatti, di lavorare ai margini dell’arte e della letteratura, tra guardaroba di teatro, librerie, copy editors e dintorni. Pur avendo vissuto quasi sempre a New York, numerosi sono stati i suoi soggiorni in Messico e in varie zone dell’Europa, in particolare a Londra. È qui, infatti, che Disch entrò in contatto con l’ambiente letterario che gravitava intorno alla rivista «New Worlds», ricavandone gli spunti per buona parte delle sue creazioni posteriori. Tant’è che egli, dopo gli esordi, incominciò ad approfondire coscientemente il proprio sperimentalismo, assumendo un ruolo di primo piano nella diffusione delle nuove tendenze della fantascienza a partire dagli anni sessanta. Esempio emblematico della sua innovazione è Campo Archimede (Camp Concentration, 1968), in cui è descritto un campo di concentramento in cui è rinchiusa ogni sorta di ribelli e di trasgressori; tali detenuti vengono poi contagiati con un morbo affine alla sifilide, che porta ad un incremento dell’intelligenza e più tardi alla morte. Tra romanzi e racconti, Disch ha dunque ritratto, con un’ironia che oscilla fra l’irrisione e il cinismo, la vita anche quotidiana delle società avanzate trasposta in angosciosi, ma generalmente prossimi, futuri, facendo volentieri uso di elementi simbolici – il corpo – e sfruttando immagini derivanti dalla politica; la sua posizione nei confronti delle realtà parzialmente trasfigurate dalla sua scrittura appare però anarchica, ostile ad ogni forma di governo o influenza religiosa, mentre le sue trame risentono di una sorta di attrazione verso il catastrofismo. Alla luce di queste considerazioni, risulta estremamente rappresentativo anche un racconto come Riva d’Asia (The Asian Shore, 1970), il cui protagonista, dopo aver preso coscienza dell’arbitrarietà dei codici imposti dai mass media e dalle convenzioni, vede disgregarsi la propria personalità. A tale proposito, l’antologia cui si può fare riferimento per conoscere una parte significativa della produzione breve di Disch è La signora degli scarafaggi (Fun With Your New Head, 1968). Diversi racconti giovanili dell’autore sono invece riuniti nella prima raccolta, intitolata 102 bombe H (One Hundred and Two H-Bombs, 1967). Meditati e originali sono gli altri romanzi del decennio: Gomorra e dintorni (The Genocides, 1965), che, in similitudine con le apocalissi bibliche, narra della fine dell’uomo in modo quasi glaciale ridimensionando, al solito, la statura dei personaggi, Umanità al guinzaglio (Mankind Under the Leash, 1966), espansione del precedente racconto White Fang Goes Dingo (1965), e Terra all’infinito (Echo Round His Bones, 1967). Accostato spesso alla new wave, in realtà Disch, come Zelazny, sembra poco influenzato dal tipo di sperimentazione stilistica portato avanti dai primi esponenti di tale corrente; nel tempo egli si è scoperto incline, piuttosto, ad una scrittura valorizzata dalla solidità e dall’eleganza, nonché retta da un’ampia partecipazione culturale. Queste caratteristiche si rilevano negli scritti migliori degli anni sessanta, ma ancora in quelli del decennio successivo, quando è in grado di offrire componimenti come Le ali della mente (On Wings of Song, 1979) e soprattutto come 334 (334, 1972), dove il senso di disfacimento, l’analisi della violenza e l’abituale pessimismo convergono in un’ingegnosa fusione di racconti dall’elevato valore letterario e concettuale. Parzialmente fuori dai canoni tradizionali è anche The Prisoner (1969), romanzo spin-off del noto telefilm Il prigioniero. A partire dagli anni ottanta Disch si è di fatto allontanato dalla fantascienza, lavorando come critico teatrale di «The Nation» e «The New York Times» e giungendo ad escursioni o comunque contaminazioni che muovono dall’horror alla fantasy e al romanzo gotico: Il taumaturgo (The M.D., 1991), Il prete (The Priest, 1994), La strega (The Sub, 1999). Il suo famoso libro The Brave Little Toaster (1986), espansione di un precedente racconto nonché rielaborazione di un’opera dei fratelli Grimm, scritto da Disch con l’intenzione di realizzare una satira del sentimentalismo, è divenuto nel 1987 un musical animato di successo: Le Avventure del Piccolo Tostapane. Il suo saggio sulla fantascienza The Dreams Our Stuff Is Made of (1998) ha ricevuto lusinghieri apprezzamenti; un suo testo teatrale, The Cardinal Detoxes (1990), è stato duramente contestato dalla Chiesa cattolica negli USA. Con il nome di Tom Disch, l’autore è molto noto anche come poeta: la sua prima pubblicazione nel campo fu Echo and Narcissus, apparso sul «Minnesota Review» nell’estate del 1964. In seguito sono uscite diverse sue raccolte, tra cui The Right Way to Figure Plumbing (1972), Yes, Let’s: New and Selected Poems (1989), Dark Verses and Light (1991). Disch è stato, inoltre, curatore di alcune antologie e della rivista di poesia «Ronald Reagan. The Magazine of Poetry», quest’ultima insieme con John Sladek; nel 1987 collaborò con la Cognetics Corp. e l’Electronic Arts per lo sviluppo del videogioco Amnesia. Muore suicida il 4 luglio 2008; da tempo soffriva di depressione. (Biografia da Wikipedia)

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