Recensione: “La notte che bruciammo Chrome” (Burning Chrome, 1986) di William Gibson

Articolo di Alessandra Cristalliniu1110Dieci racconti di un inconsueto, sconvolgente autore, che ha modificato tutti i parametri della moderna fantascienza. Con William Gibson nasce infatti il nuovo, appassionante filone del cyberpunk, un mondo abitato dai cowboys del computer e da mercenari biologicamente amplificati, un mondo ad alta tecnologia che, lanciato ormai verso nuovi orizzonti, supera i vecchi parametri della sf tradizionale per approdare su nuovi lidi. Una rinnovata sensibilità ai problemi creati dall’avvento delle intelligenze artificiali, illuminata da sprazzi di luce violenta, che ha fatto parlare di una nuova ondata di romanticismo venato di poesia ad altissimo voltaggio.

Titolo: La notte che bruciammo Chrome | Autore: William Gibson | Titolo originale: Burning Chrome, 1986 | Genere: fantascienza, cyberpunk | Raccolta di racconti | Clicca QUI per tutte le edizioni

Racconti presenti nell’antologia:

  • JOHNNY MNEMONICO – Johnny Mnemonic (1981)
  • LA NOTTE CHE BRUCIAMMO CHROME  – Burning Chrome (1981)
  • IL CONTINUUM DI GERNSBACK – The Gernsback Continuum (1981)
  • FRAMMENTI DI UNA ROSA OLOGRAFICA  – Fragments of a Hologram Rose (1977)
  • HINTERLAND – Hinterlands (1982)
  • NEW ROSE HOTEL – New Rose Hotel (1983)
  • IL MERCATO D’INVERNO – The Winter Market (1986)
  • LA RAZZA GIUSTA – The Belonging Kind (1981) di WILLIAM GIBSON / JOHN SHIRLEY
  • STELLA ROSSA, ORBITA D’INVERNO – Red Star, Winter Orbit (1983) di WILLIAM GIBSON / BRUCE STERLING
  • DUELLO – Dogfight (1985) di WILLIAM GIBSON / MICHAEL SWANWICK

51PsqzxwiSLNon tutte le storie di questa raccolta sono a tema cyberpunk, ma sono tutte storie con un qualcosa di particolare. C’è Johnny Mnemonic: ambientata nello Sprawl di Neuromante, il suo protagonista ha dei dati che scottano impiantati nel cervello e ottiene l’aiuto di una certa samurai della strada dalle lame nascoste sotto le unghie, Molly Millions. La Notte che Bruciammo Chrome è ambientata nello stesso universo: pubblicata per la prima volta nel 1982, contiene la prima apparizione del termine “cyberspazio”, inventato proprio da Gibson. I protagonisti sono tre sognatori: i due hacker Bobby e Automatic Jack, che vogliono fare il colpo grosso, e Rikki, che desidera i costosi occhi artificiali delle dive e una carriera nel mondo dello spettacolo. In Mercato d’Inverno c’è una ragazza che ha bisogno di un esoscheletro per stare in piedi, ma i cui sogni possono essere manipolati per farne un prodotto commerciale di grande successo… I protagonisti di New Rose Hotel devono aiutare uno scienziato a cambiare corporazione per cui lavora, cosa che non è mai una passeggiata. Non posso non menzionare Frammenti di una Rosa Olografica, a cui devo l’ispirazione per il nome del blog: la storia di un uomo che si sente solo e abbandonato in una città triste e inquinata. Assieme a Frammenti, Duello è un’altra storia cyberpunk, eppure molto diversa dalle prime due storie nel mio elenco, le più famose. Frammenti e Duello sono prettamente cyberpunk, avvolte in quella cappa di “high tech low life”, eppure sono storie molto più malinconiche: Johnny Mnemonic e La Notte che Bruciammo Chrome sono ciò di cui sono fatti i sogni cyberpunk, nel suo aspetto più affascinante e cromato: anche senza contare Molly Millions, temi e personaggi sono molto simili: ragazze che sognano di diventare dive, hacker, tossicodipendenti, celebrità lontane dalla vita dei comuni mortali e scienziati che vogliono “disertare” dalle corporazioni per cui lavorano, fino ad arrivare a chi ricava arte dai rifiuti. Assieme agli arti meccanici, alle strade illuminate dalle luci al neon e ai cieli scuri e inquinati costituiscono la base per ciò che poi diventerà una trilogia iconica.

51FYSPKAN4LLe altre storie sono un po’ diverse. Due addirittura parlano dell’esplorazione dello spazio: Hinterland e Stella Rossa, Orbita d’Inverno. Ma lo fanno alla maniera di Gibson, con un palpabile sottotesto di tristezza e paura. Lo spazio è qualcosa di terrificante, soprattutto in Hinterland, che a me ha ricordato Solaris. Non ci sono eroi valorosi o conquistatori del cosmo, non qui. Stella Rossa, Orbita d’Inverno è ambientata in un universo in cui gli USA non hanno mai vinto la gara per lo spazio. Il Continuum di Gernsback e La Razza Giusta hanno quasi echi urban fantasy, soprattutto la seconda. Continuum può essere letto anche come critica alla fantascienza classica, mentre La Razza Giusta evidenzia un altro fil rouge di molte di queste storie: gli elementi noir/hard boiled. Se conoscete Raymond Chandler e avete letto i suoi racconti brevi scoprirete che c’è davvero tanto in comune. Il debito di Gibson al mondo del noir non è un segreto, dopotutto la prima parte di Neuromante, Chiba City Blues, è un omaggio a “Bay City Blues” di Chandler. Alcol, persone pericolose e donne fatali sono una presenza quasi costante, e La Razza Giusta ci fornisce un esempio molto curioso di queste ultime.

Se vi piace il cyberpunk questa raccolta è una lettura fondamentale. Leggerla dopo la Trilogia dello Sprawl vi farà venire i brividi lungo la schiena mentre riconoscerete le somiglianze, le idee, il progetto dietro a un universo che ha cambiato la fantascienza per sempre.

Alessandra Cristallini

williamGibsonL’AUTORE

William Ford Gibson (Conway, 17 marzo 1948) è uno scrittore e autore di fantascienza statunitense naturalizzato canadese, considerato l’esponente di spicco del filone cyberpunk. Nacque il 17 marzo 1948 a Conway, nella Carolina del Sud (USA). Suo padre era un benestante imprenditore che aveva fatto successo installando impianti igienici all’Oak Ridge National Laboratory, l’installazione militare dove fu creata la prima bomba atomica. Il giovane William studiò in un collegio di Tucson, Arizona, dove venne a contatto con la mentalità hippy, rimanendone affascinato. Espulso dal collegio per aver fatto uso di marijuana, rientra a casa (la famiglia si era trasferita in Virginia), entrando in contrasto coi familiari, che disapprovavano il suo stile di vita. All’età di diciannove anni si trasferì in Canada per evitare l’arruolamento per il Vietnam. Nel 1977 si laureò in letteratura inglese a Vancouver, dopodiché partì per l’Europa, dove visse viaggiando per un anno grazie alla piccola rendita fornita dalle proprietà lasciategli dai genitori, che gli consentiva, come disse lui stesso, “di fare la fame confortevolmente”. Rientrò a Vancouver, città nella quale vive ancor oggi, per permettere alla moglie di completare gli studi universitari. (Biografia da Wikipedia)

 

Articolo pubblicato originariamente sul blog di Alessandra Cristallini Fragments of a hologram dystopia

https://fragmentsofahologramdystopia.wordpress.com/

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