Crea sito

Recensione: “Il tenente” (Final Blackout, 1948) di Ron Hubbard

Marco CasnaRecensione pubblicata anche su BIBLIOTECA GALATTICA

Il TenenteQuando uno scrittore di fantascienza sceglie come tempo un futuro non troppo lontano, si espone inevitabilmente a essere smentito dai fatti. Così “Il tenente”, pubblicato per la prima volta nel 1939, e che parla della prossima (per allora) guerra mondiale, è pieno di cose che poi non accaddero. I comunisti non presero il potere in Inghilterra, la Francia non ridiventò una monarchia, l’Unione Sovietica rimase quella che era. Ma chi di noi, nell’esplosivo mondo di oggi, si sente di escludere che il classico romanzo di Hubbard guardasse più in là, e che le sue previsioni si riferissero alla terza guerra mondiale? Tutto allora è di nuovo verosimile, per non dire probabile: le pestilenze che devastano l’Europa, l’inquinamento atomico, i saccheggi, le carestie, la scomparsa di ogni coerente struttura sociale o politica. E in questo paesaggio brullo e terribile, in questo nuovo medioevo barbarico, l’odissea di un piccolo reparto di veterani al comando del tenente. Sono uomini sopravvissuti a tutte le battaglie, a tutti i folli massacri ordinati dai generali di stato maggiore, sono guerrieri spietati e invincibili. E tuttavia le ultime speranze di pace sono nelle loro mani.

Titolo: Il Tenente (Tradotto anche con il titolo “L’ultimo vessillo”) | Titolo originale: Final Blackout (1948) | Autore: Ron Hubbard | Pagine: 142 | Edizioni: 1965 Galassia 57, Casa Editrice La Tribuna, 1976 Urania 701, Arnoldo Mondadori Editore, 1982 I Classici della Fantascienza 71, Libra Editrice, 1985 Classici Urania 98, Arnoldo Mondadori Editore, 1996 Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 150, Editrice Nord, 2009 Urania Collezione 075, Arnoldo Mondadori Editore

Final BlackoutIl mondo intero è stato teatro di un immane conflitto globale e bombardamenti atomici hanno distrutto metropoli di tutto il mondo. L’Europa è un cumulo di rovine: dall’Atlantico ad Arcangelo eserciti di ogni nazione si sono dati battaglia mentre re e regine, partiti e governi si succedevano alla guida dei rispettivi paesi perdendo, mano a mano, ogni contatto con le proprie truppe, decimate da terribili malattie come il “mal del soldato”. Il Tenente, un ufficiale dell’esercito britannico, è al comando di una delle ultime formazioni che cercano di sopravvivere sul continente; ciò che è rimasto degli imponenti eserciti che hanno distrutto l’Europa si dà battaglia non più in nome di una patria o di una bandiera ma, come mercenari, per impossessarsi di cibo e vestiario, anche saccheggiando comunità di civili.  Il romanzo, la cui prima versione risale al 1939, è un classico della fantascienza bellica. Gli scenari di distruzione e di catastrofe che purtroppo la seconda guerra mondiale realizzerà, sono preconizzati e ingigantiti, portati all’estremo da Hubbard. Allo stesso tempo però, il protagonista dell’opera, il tenente, possiede qualcosa dell’antico guerriero, dedito interamente alla propria causa… lui e i suoi soldati hanno ormai dimenticato, se mai l’hanno avuta, l’esistenza condotta prima dello scoppio della guerra e guardano con sospetto chi sembra non appartenerle, i civili, siano essi poveri contadini o peggio politicanti, mentre mostrano sentimenti di cameratismo verso i propri simili con cui, in quell’unico, infinito terreno di guerra che è ormai l”Europa, condividono la medesima esistenza. Se da un lato la distopia di Hubbard ingigantisce, nella durata temporale e nella portata spaziale, gli scenari di distruzione materiale della guerra che verrà, dall’altro non arriva a immaginare gli orrori e quelle forme di rovina morale, interiore che sappiamo poi essersi concretizzati. Gli uomini, il Tenente primo fra tutti, pur induriti dalla battaglia quotidiana, si mantengono tali per sentimenti e capacità di ragionamento e alla fine riescono ad ottenere la pace sognata e rimanere protagonisti in quella nuova società. E’ questo forse il limite dell’opera; una lettura consigliata, scorrevole, avvincente e ricca di temi e significati che forse non emergono immediatamente in superficie.

Marco Casna

Ron HubbardL’AUTORE

Lafayette Ronald Hubbard (Tilden, 13 marzo 1911 – Creston, 24 gennaio 1986) è stato uno scrittore statunitense. È ricordato soprattutto per essere stato il fondatore di Scientology. Sul finire degli anni trenta divenne noto come scrittore di fantascienza e fantasy nell’epoca d’oro della fantascienza.  Nel 1950 con la pubblicazione di Dianetics: la forza del pensiero sul corpo elabora una tappa fondamentale in quello che sarà lo sviluppo di Scientology. Sin dalla prima fondazione di Dianetics, Hubbard sostenne di condurre un percorso di ricerca spirituale arrivando a redigere centinaia di scritti e tenere circa 3.000 conferenze sui vari temi dell’indagine. Parallelamente negli anni sviluppa un sistema di management per l’organizzazione di Scientology e sul management generale. Ritorna poi alla narrativa negli anni ottanta con i best seller Battaglia per la Terra e la decalogiaMissione Terra.  Hubbard è stato una figura controversa e numerosi dettagli della sua vita sono oggetto di dibattito. L’organizzazione di Scientology presenta il personaggio di Hubbard e la sua personalità come assai sfaccettata e in una luce di esaltazione, reando “una sorta di agiografia, una narrativa idealizzata costruita attorno a tematiche mitiche”. Altre biografie di Hubbard scritte da giornalisti indipendenti ne dipingono invece un quadro più fosco e in molti casi contraddicono il materiale presentato dall’organizzazione di Scientology. Nel 2012 l’organizzazione di Scientology ha pubblicato una biografia ufficiale in 16 volumi di oltre 3.000 pagine. La rivista Smithsonian lo ha incluso nei 100 americani più influenti di tutti i tempi. Il nome L. Ron Hubbard è un marchio registrato il cui detentore è il Religious Technology Center. Hubbard detiene il record mondiale per il maggior numero di opere scritte pubblicate, pari a milleottantaquattro.

Recensione originariamente pubblicata su BIBLIOTECA GALATTICA

Biblioteca Galattica