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Recensione: “Il rosso di Marte” (Red Mars, 1992) di Kim Stanley Robinson

Massimo LucianiIl rosso di MarteNel 2026 la spedizione Ares viene lanciata verso Marte con cento pionieri per creare un avamposto in preparazione di una futura colonizzazione. La missione è appoggiata principalmente da USA e Russia e i pionieri dovrebbero procedere con le operazioni seguendo le direttive che arrivano dalla Terra ma ancor prima di raggiungere il pianeta rosso cominciano dissensi e differenze di opinione. I principali motivi di discussione arrivano da una delle decisioni fondamentali per il futuro di Marte: la sua terraformazione. Alcuni ritengono che il pianeta dovrebbe essere mantenuto così com’è, altri pensano che sia giusto trasformarlo per renderne più facile la colonizzazione. Le cose si complicano quando cominciano ad arrivare nuovi coloni. In un futuro ormai molto prossimo, una spedizione parte per Marte nella prima fase del più ambizioso programma spaziale della storia. I “Primi Cento”, come vengono chiamati i componenti dell’equipaggio dell’astronave Ares, hanno lo scopo di cominciare la colonizzazione del pianeta rosso. Le sfide tecnologiche e scientifiche sono molte ma “Il rosso di Marte” è molto più della storia di pionieri che devono risolvere i problemi che trovano su un altro pianeta. A volte, quegli elementi servono soprattutto a mettere in luce le differenze di opinione che esistono tra i membri dell’equipaggio. Durante il viaggio verso Marte, tra l’equipaggio cominciano presto le discussioni sulla terraformazione del pianeta rosso, sui rapporti con la Terra e sul modo di sviluppare la nuova colonia. Le opinioni sono diverse e Kim Stanley Robinson presenta le varie argomentazioni attraverso i vari personaggi che le supportano. Ciò permette al lettore di capire le varie posizioni e all’autore di fornire anche una serie di informazioni su Marte e sulle scienze e tecnologie del 2026.

Titolo: Il rosso di Marte | Titolo originale: Red Mars (1992) | Autore: Kim Stanley Robinson | Clicca QUI per le precedenti edizioni italiane | Clicca QUI per tutte le edizioni del romanzo | Nuova edizione Italiana: Fanucci editore (5 maggio 2016)

REDMARS1993AIl romanzo “Il rosso di Marte” (“Red Mars”) di Kim Stanley Robinson è stato pubblicato per la prima volta nel 1992. Ha vinto i premi Nebula e BSFA. È il primo romanzo della trilogia di Marte. In Italia è stato pubblicato da Mondadori e da Fanucci nella traduzione di Maurizio Carità.

Ne “Il rosso di Marte” Kim Stanley Robinson racconta i primi decenni della colonizzazione di Marte soffermandosi sui periodi più importanti per poi saltare avanti nel tempo. Il romanzo inizia con cento personaggi perciò l’autore si concentra su alcuni di loro che rappresentano le varie posizioni nelle discussioni sul futuro del pianeta.

Si potrebbe dire che in realtà il protagonista è Marte perché tutta la trilogia riguarda non solo la sua colonizzazione ma anche i cambiamenti che vi avvengono. Kim Stanley Robinson dedica molte pagine alla geografia, alla geologia, all’ecologia e ad altre informazioni sul pianeta rosso. Alla fine, ci sono molti più approfondimenti riguardanti Marte che i personaggi umani.

Questa scelta, assieme alle altre riguardanti gli elementi tecnologici e scientifici de “Il rosso di Marte”, può rendere il romanzo complesso da leggere. La componente di fantascienza “hard” è certamente importante e si tratta di un’opera scritta all’inizio degli anni ’90, quando almeno una parte delle informazioni su Marte sarebbe stata reperibile solo da chi aveva un’enciclopedia che trattava argomenti astronomici.

MRTRJXCKSZ2011Oggi Kim Stanley Robinson potrebbe limitarsi a fornire riferimenti di base perché i lettori interessati ai dettagli potrebbero trovare molte informazioni su Internet. Ad esempio, su Wikipedia si trovano pagine contenenti informazioni, fotografie scattate da sonde spaziali e link ad altre risorse sulle varie aree di Marte.

Se Kim Stanley Robinson scrivesse oggi “Il rosso di Marte” potrebbe dedicarsi maggiormente allo sviluppo dei temi sociali e politici del romanzo. Almeno inizialmente le discussioni tra i Primi Cento rimangono a un livello civile ma la situazione diventa più complessa negli anni successivi alla creazione del primo insediamento con l’arrivo di migliaia di altri coloni.

Per i Primi Cento creare una colonia su Marte è un modo per iniziare una nuova vita, diversa da quella sulla Terra, sovrappopolata e sempre più dominata dalle transnazionali, le potentissime aziende multinazionali che hanno un’influenza sempre maggiore sui governi nazionali. Nel caso dei nuovi coloni le cose non stanno necessariamente allo stesso modo.

Già nel corso del viaggio, i Primi Cento cominciano a eliminare le divisioni nazionali. Al contrario, alcuni gruppi di coloni portano su Marte tribalismi e vecchie divisioni dalla Terra. Ad essi interessa solo continuare la loro vecchia vita su un nuovo pianeta e si sono trasferiti su Marte perché sulla Terra era diventato difficile mantenere la loro identità.

REDMARS1992Questi problemi, assieme ai rapporti complessi con la Terra e in particolare con le transnazionali, che hanno i loro interessi economici, rendono la situazione su Marte sempre più complessa. Non è una storia di eroi perché i personaggi sono umani con pregi e difetti a volte gravi perciò commettono errori che hanno conseguenze.

Alla fine, “Il rosso di Marte” è la storia di un futuro che nasce nel dolore perciò certi ideali rischiano di essere sepolti dagli scontri tra le tante fazioni che a un certo punto sono presenti su Marte. È la ricerca di un’utopia, anche se diversi personaggi hanno idee diverse su come dovrebbe essere e anche per questo è ambigua.

I tantissimi temi sviluppati da Kim Stanley Robinson rendono “Il rosso di Marte” un romanzo davvero complesso e non semplice da leggere, anche per il ritmo spesso lento. È molto ambizioso, forse perfino troppo perché a volte un singolo argomento finisce per non essere sviluppato a sufficienza. Nel complesso però penso che il risultato sia di altissimo livello perciò se cercare un romanzo con molti spunti di riflessione ve ne consiglio la lettura.

Massimo Luciani

Kim_Stanley_RobinsonL’AUTORE

Kim Stanley Robinson è nato nel 1952 in Illinois. Ha pubblicato più di venti romanzi e numerosi racconti. Ha vinto alcuni tra i più importanti premi assegnati ad autori di fantascienza. Tra gli altri, il Premio Hugo per il miglior romanzo con Green Mars (1994) e Blue Mars (1997); ilPremio Nebula per il miglior romanzo con Red Mars (1993) e 2312 (2012); il Premio Nebula per il miglior romanzo breve con The Blind Geometer (1986); il Premio John Wood Campbell Memorial per il miglior romanzo di fantascienza con Pacific Edge (1991).