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Recensione: “Il prefetto” (The Prefect, 2007) di Alastair Reynolds

Articolo di Mirco Rosga Cucchi51Au7pGx2CLTom Dreyfus è un prefetto, un funzionario di polizia, uno dei migliori. Lavora nella sfaccettata e utopica società di Glitter band, anello di asteroidi spaziali di diecimila habitat umani che orbitano intorno al pianeta Yellowstone e il suo lavoro è tutta la sua vita. Ma un attacco mortale distrugge una parte di Glitter band, e non sembra essere un caso facile da risolvere. Quello che Tom scopre è molto più grave di un atroce massacro: un complotto per rovesciare il regime demarchico portato avanti da una figura oscura, aurora, convinta che la popolazione di Glitter band non possa più essere padrona del proprio destino. In breve tempo Tom e il suo team combatteranno contro qualcosa di peggiore della tirannia e Tom scoprirà che per salvare ciò che è prezioso, può essere necessario, a volte, distruggerne una parte.

Titolo: Il prefetto | Titolo originale: The Prefect, 2007 | Autore: Alastair Reynolds | Il romanzo fa parte del Ciclo della Rivelazione (Revelation Space) | Edizione italiana: 2013, Fanucci Editore, Collana: Chrono | Pagine: 701 | Traduttore: S. A. Cresti | Prezzo di copertina: 15€ | Per tutte le edizioni del romanzo clicca QUI

Il prefetto è un solido thriller fantascientifico del gallese Alastair Reynolds pubblicato in origine nel 2007. Si tratta del quinto romanzo ambientato, in veste di prequel, nel mondo di Rivelazione.

L’autore ha dichiarato al blog Nocturnia di Nick Parisi: Per quanto riguarda Il Prefetto tutto è cominciato a causa del mio editor dell’epoca che continuava a ripetermi quanto sarebbe stato interessante vedere il mio universo durante il suo periodo d’oro, prima cioè che arrivasse la peste destrutturante. Il problema in questo caso è il classico problema che si ha con tutte le utopie – cioè che sono noiose, a meno che qualcosa non cominci ad andare storta! Così mi sono concentrato sull’idea di basare il libro su una sorta di forza di polizia, con il compito di mantenere questa società al sicuro“.

Cover by Chris MooreLa linea narrativa segue la sua strada con pochissimi, lievi, cedimenti. Dalla sua il romanzo, oltre al ritmo sostenuto, ha un’ambientazione ricostruita in maniera ‘credibile’ – una fascia di habitat, asteroidi e satelliti, in orbita intorno a un pianeta. In particolare Reynolds, che avendo lavorato per l’ESA possiede un notevole background scientifico, riesce a mantenere la storia in equilibrio tra esigenze narrative e attendibilità tecnologico-scientifica.
Il punto debole de Il prefetto a mio avviso è forse il più tipico della letteratura di fantascienza, un genere che si caratterizza per idee e trovate stimolanti, talvolta geniali, e che, per contro, sovente presenta personaggi piatti, simili a pedine nelle mani del giocatore-narratore, ma privi di vita propria e profondità. Ecco Il prefetto, malgrado una resa narrativa ottimale e un world-building riuscito, mi pare soffra della bidimensionalità dei suoi protagonisti. Ciascuno di loro gioca il suo ruolo all’interno dell’intreccio elaborato da Alastair Reynolds, ma tutti i protagonisti in fin dei conti rimangono meccanismi di un congegno per il resto ben funzionante. L’autore poi inciampa nel luogo comune del protagonista-superuomo cui tutti fanno riferimento, inclusi i suoi capi e cui tutti nei momenti difficili si rivolgono – poco verosimilmente – come all’oracolo dalla soluzione sempre pronta. Ciò che contraddistingue quasi tutti i personaggi principali è che devono scontare nel presente del romanzo una colpa del loro nebuloso passato: un’impostazione narrativa che sarebbe interessante se sviluppata in modo tale da infondere maggiore spessore ai protagonisti, ma ciò accade di rado, per cui questo tratto a volte mi ha ricordato, tragicomicamente, il prototipo degli eroi interpretati a suo tempo da Sylvester Stallone… Insomma, a mio modo di vedere, intreccio e ambientazione sono più ‘credibili’ dei protagonisti.
Il romanzo tocca il tema – oggi molto attuale – della democrazia diretta, che si suppone si potrà (o si possa ora) applicare grazie alla tecnologia e a strumenti informatici sempre più progrediti. Nel mondo futuro immaginato da Alastair Reynolds questa variabile democratica è impiegata a piè sospinto, ma presenta pericolose antinomie e non sempre risulta vantaggiosa per tutti.

La circostanza che le mie considerazioni abbiano prestato maggiore attenzione ai difetti del romanzo che non ai suoi pregi non deve comunque far pensare a una lettura di poco conto. Il prefetto, anzi, fa il suo dovere di godibilissimo romanzo di science fiction – ritmo e ricostruzione dello scenario sono tutti a suo favore – pur con i limiti a cui ho accennato. Difficile che non sia apprezzato dagli appassionati del genere.

Mirco Rosga Cucchi

ReynoldsL’AUTORE

Alastair Reynolds è nato a Barry (Galles) nel 1966, ha esordito presso il pubblico italiano con Rivelazione 1 e 2 (Revelation Space, 2000), suddi- viso in due parti in “Urania” nn. 1550 e 1553. Un capolavoro della nuova space opera britannica che ha già avuto diversi e acclamati successori: Chasm City, un romanzo del 2001 ambientato nello stesso universo; il pre- sente Redemption Ark (2002), Absolution Gap (2003) e The Prefect (2007).