Recensione: “Il mondo nel tramonto” (2017) di Alessandro Forlani

Recensione di Mario Luca MorettiIl mondo nel tramontoTutti sapevano che prima o poi la guerra sarebbe arrivata. Tutti sapevano che i nemici, mostruosi, terribili, crudeli, avrebbero presto o tardi cercato di distruggere il modo di vivere di Afrodite, la sua cultura, la sua civiltà, i suoi cittadini. L’ultima difesa erano loro: i Protagonistes, indomabili, inarrestabili guerrieri addestrati alla tecnologia e alla violenza, all’obbedienza assoluta e all’abnegazione. Splendidi, letali, invincibili. Solo i migliori erano ammessi all’addestramento per entrare nei loro ranghi, e solo i migliori tra i migliori arrivavano vivi alla fine dei corsi. Dal vincitore del Premio Urania Alessandro Forlani una storia ai confini dell’umanità.

Titolo: Il mondo nel tramonto | Autore: Alessandro Forlani | Editore: Delos Digital | Collana: Robotica.it 46 |ISBN: 9788825402544 |  Formati: ebook formato kindle (su Amazon.it) o epub (sugli altri store) con social drm (watermark) dove disponibile | Prezzo: Euro € 2,49 iva inclusa | Pagine: 73

Con Il mondo nel tramonto, Alessandro Forlani compie una specie di riscrittura di Starship troopers (o Fanteria dello spazio, per ricordare il primo titolo italiano), il classico di Robert Heinlein degli anni ’50 incentrato sull’educazione di un giovane del futuro che trova nell’esercito spaziale – e in una guerra contro dei nemici alieni – la sua formazione non tanto e non solo militare, ma umana, morale e persino filosofica. Forlani però tiene presente non solo il testo originale, ma anche il suo adattamento cinematografico del 1997 diretto da Paul Verhoeven, con i suoi intenti satirici e i suoi sottintesi polemici.

Il mondo nel tramonto è tutt’altro che un semplice omaggio. I contenuti sono senz’altro aggiornati, con forti riferimenti alla società attuale, e al suo crescente classismo, alla progressiva spoliazione dei sistemi democratici. Come in Heinlein, il racconto è in prima persona, e come in Heinlein segue una struttura piuttosto episodica e volutamente non lineare, con diversi salti temporali. Lo sfondo “fantastorico” però è ben diverso da quello heinleiniano. L’anonimo protagonista fà parte dei discendenti di coloro che colonizzarono Venere venuti dalla Terra; Venere è un sistema militarizzato e presumibilmente totalitario, dove giovani di ogni ceto sociale si arruolano nell’Alta Accademia allo scopo di entrare nell’élite militare dei Protagonistes. Il narratore vive nell’equivalente venusiano di una periferia disagiata, e con i suoi amici passa un’esistenza fatta di droghe (legalizzate, si direbbe), videogiochi ed esclusione. La vita militare a loro appare l’unica via di fuga. L’addestramento si rivelerà durissimo, per alcuni mortale, mentre è in corso una guerra proprio con la Terra, da antica madre-patria a nemico terribile, odioso e mostruoso, secondo la propaganda venusiana e l’indottrinamento che ricevono i cadetti.

Dal punto di vista stilistico, Educazione venusiana è un vero caledidoscopio, affascinante e travolgente. In una cinquantina di pagine, Forlani alterna con generosità introspezione psicologica, scene d’azioni e violenza, dettagli ambientali e sociali, visioni fantastiche e mostruose.Particolarmente affascinanti gli aspetti visivi della novella: Forlani dimostra un sense of wonder visionario e personalissimo nella dsescrizioni di ambienti urbani e naturali, con un gusto insolito ma brillante per gli aspetti cromatici.

L’autore avvolge il lettore con continui spiazzamenti e cambi di registro; da una riga all’altra o quasi passiamo da monologhi interiori, spesso amari e brucianti, a scene intense di amicizia e d’amore, all’orrore di violenze atroci, allo spaesamento quasi lisergico di ambienti fantastici, fino all’aspetto bellico vero e proprio, dove il disgusto per la diversità dei “Protagonistes” di fronte al nemico trova spazio alla pietà. Non manca nemmeno l’ironia. Soprattutto nella scelta dei nomi e delle istituzioni, Forlani allude sarcasticamente a mitologie, ma anche a realtà sociali e politiche di oggi, con effetti satirici spassosi. Anche dal punto di vista linguistico il racconto usa scelte originali, con un’alternanza spiazzante di neologismi (dal significato lasciato all’intuizione del lettore) e latinismi marziali.

Il cinema è un’altra fonte d’ispirazione di Il mondo nel tramonto. Da Starship troopers, il già citato film di Verhoeven, prende la sottigliezza con cui si insinua la falsità della propaganda ufficiale, ma vengono in mente anche alcuni film di David Cronenberg: gli episodi sulle armi che si fondono con il braccio dei soldati da una parte rimandano a film come Videodrome o eXistenZ, dall’altro restano nella mente del lettore per la loro potenza visionaria e macabra.

Mario Luca Moretti

forlaniL’AUTORE

Alessandro Forlani insegna sceneggiatura all’Accademia di Belle Arti di Macerata e Scuola Comics Pescara. Premio Urania 2011 con il romanzo I senza tempo, vincitore e finalista di altri premi di narrativa di genere (Circo Massimo 2011, Kipple 2012, Robot e Stella Doppia 2013) pubblica racconti e romanzi fantasy, dell’orrore e di fantascienza (Tristano; Qui si va a vapore o si muore; All’Inferno, Savoia!) e partecipa a diverse antologie (Orco Nero; Cerchio Capovolto; Ucronie Impure; Deinos; Kataris; Idropunk; L’Ennesimo Libro di Fantascienza; 50 Sfumature di Sci-fi). Vincitore del Premio Stella Doppia Urania/Fantascienza.com 2013.

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