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Recensione: “Hyperion” (Hyperion, 1989) di Dan Simmons

Massimo LucianiHyperionSul pianeta Hyperion le Tombe del Tempo stanno per aprirsi e nessuno sa cosa potrebbe fare lo Shrike, una creatura che vive vicino ad esse e uccide i pellegrini che vi si recano. La Chiesa Shrike ha deciso di inviare sul pianeta altri sette pellegrini selezionati in collaborazione con l’Egemonia.  Nel corso del viaggio interstellare, i pellegrini raccontano le loro storie. Esse rivelano le motivazioni che hanno spinto ognuno di loro a rischiare la vita per andare su Hyperion. Rivelano anche i collegamenti di vario tipo che hanno con il pianeta Hyperion, le Tombe del Tempo e in qualche caso anche con gli Ouster, i discendenti di coloni che hanno sviluppato una loro civiltà separata da quella dell’Egemonia.

Autore: Dan Simmons | Titolo: Hyperion | Titolo Originale: Hyperion | Anno di prima pubblicazione: 1989 | Edizione Italiana: 1991 | Editore: Interno Giallo | Pagine: 422 | Formato: Brossura, Sovracoperta | Prezzo: 25.000 Lire | Copertina: Gary Ruddell

Il romanzo “Hyperion” (“Hyperion”) di Dan Simmons è stato pubblicato per la prima volta nel 1989. È il primo libro dei Canti di Hyperion. Ha vinto i premi Hugo e Locus come miglior romanzo di fantascienza dell’anno. In Italia è stato pubblicato da Interno Giallo nella collana “IperFICTION”, dal Club degli Editori, da Mondadori nel n. 350 di “Oscar Bestseller”, all’interno del n. 36 de “I Massimi della Fantascienza” e nel n. 267/268 dei “Classici Urania”, dalle “Edizioni il Capitello” nel n. 7 de “La Mia Biblioteca” e da Fanucci in “Fanucci Narrativa” nella traduzione di Gaetano L. Staffilano. L’ultima edizione è anche disponibile in formato Kindle su Amazon Italia eAmazon UK e in formato ePub su IBS. Edit. Il romanzo è stato pubblicato da Fanucci anche all’interno del volume “I canti di Hyperion”

“Hyperion” è ambientato nel XXVIII secolo ma ha l’impostazione de “I racconti di Canterbury” di Geoffrey Chaucer, scritto nel XIV secolo. I personaggi raccontano le loro storie mentre vanno in pellegrinaggio, nel romanzo di Dan Simmons verso il pianeta Hyperion. Lì ci sono le Tombe del Tempo, circondate da un campo antientropico che le fa viaggiare indietro nel tempo.

Vicino alle Tombe del Tempo si aggira lo Shrike, una misteriosa creatura e potenzialmente letale per i pellegrini. Non si limita a ucciderle ma le impala su un gigantesco albero di spine. È anche oggetto di culto da parte della chiesa della Redenzione Finale.

L’equilibrio nell’Egemonia viene spezzato quando le Tombe del Tempo stanno per aprirsi e allo stesso tempo gli Ouster stanno per cercare di invadere Hyperion. La Chiesa Shrike organizza un pellegrinaggio speciale inviando sette persone sul pianeta. Sei di esse moriranno ma il sopravvissuto avrà i suoi desideri esauditi.

“Hyperion” è composto principalmente dalle varie storie raccontate dai pellegrini. Si tratta non solo di racconti bellissimi in maniere diverse perché Dan Simmons li usa anche per descrivere varie parti di quest’universo narrativo. Sono storie autonome eppure ci sono sottili interconnessioni che ci fanno anche capire perché i protagonisti fanno parte di quel gruppo di pellegrini.

Hyperion CoverIl racconto del prete: l’uomo che si lamentò di Dio. Padre Lenar Hoyt è un sacerdote cattolico che accompagna padre Paul Durè in un viaggio sul pianeta Hyperion, dove andrà in esilio. Lì padre Durè entra in contatto con i Bikura, una civiltà primitiva, e ne studia la particolare forma di immortalità. Questo racconto ci fornisce le prime informazioni su Hyperion, sullo Shrike e anche sullo strano parassita chiamato il crucimorfo.

Il racconto del soldato: Gli amanti di guerra. Il colonnello Fedmahn Kassad è un un palestinese della diaspora spaziale diventato ufficiale della FORCE. Durante un’esercitazione simulata gli succede qualcosa di strano. Incontra una donna che in qualche modo si è inserita in quella realtà virtuale e nel tempo la troverà ancora in altre simulazioni. Questo racconto ci fornisce maggiori informazioni sullo Shrike e soprattutto ci permette di conoscere gli Ouster.

Il racconto del poeta: Canti di Hyperion. Martin Sileno è un poeta nato sulla vecchia Terra. Ha cominciato a scrivere i Canti di Hyperion, nati come una parodia dell’opera del poeta John Keats per poi continuare in maniera ben diversa e imprevedibile all’inizio per lo stesso Sileno. Un altro riferimento riguarda “La Terra morente” di Jack Vance. Per alcuni versi Sileno è un alter ego di Dan Simmons e non solo per il meta-riferimento ai Canti. I problemi del poeta con un editore nel racconto mi fanno pensare troppo a quelli dell’autore quando scrisse “Danza macabra“. Questo racconto ci fornisce maggiori informazioni sullo Shrike e sulle Tombe del Tempo.

Il racconto dello studioso: Il fiume Lete sa d’amaro. Sol Weintraub è un filosofo che vive su un mondo periferico assieme alla moglie. La loro figlia Rachel diventa archeologa e parte per il pianeta Hyperion per una ricerca ma lì le succede qualcosa di molto strano. È il racconto emotivamente più intenso in un romanzo in cui le emozioni sono molto forti. Questo racconto ci fornisce altre informazioni sullo Shrike e sulle Tombe del Tempo e ci permette di conoscere la Chiesa Shrike.

Il racconto dell’investigatrice: Il lungo addio. Brawne Lamia è un’investigatrice privata che un giorno comincia a lavorare per un cliente davvero particolare. Si tratta di un cìbrido, un’intelligenza artificiale del Tecnonucleo che utilizza un corpo fisico umanoide che in questo caso riproduce il poeta John Keats. Qualcuno ha cercato di ucciderlo e per aiutarlo Lamia si trova invischiata in una storia ben più grande di quanto pensasse. Lo stile di questo racconto è ispirato ai gialli hard-boiled con uno scambio di ruoli nel senso che c’è una donna come investigatore e il cliente ha l’apparenza di un uomo che nasconde vari segreti e ha bisogno di aiuto. Questo racconto ci fornisce maggiori informazioni sulla Chiesa Shrike e ci permette di conoscere il Tecnonucleo e le intelligenze artificiali.

Il racconto del console: Ricordando Siri. Il console rappresentava l’Egemonia su Hyperion. Suo nonno aveva guidato una rivolta sul pianeta Patto-Maui contro l’ingresso nella rete dei mondi che era stata soffocata. Il console era stato scelto per trattare in segreto con gli Ouster e ora è al centro di vari piani della FORCE e degli Ouster su Hyperion. È una versione leggermente modificata di un racconto del 1983 che successivamente ha ispirato i Canti di Hyperion. Questo racconto fornisce altre informazioni sugli Ouster, sull’Egemonia e sulla sua politica interna ed estera.

I racconti di “Hyperion” sono intensi e lo sviluppo dei personaggi è notevole. È ambientato in un futuro in cui la tecnologia ha avuto enormi sviluppi ma Dan Simmons non è interessato a questo lato della storia perciò gli elementi tecnologici hanno spiegazioni vaghe.

L’autore è decisamente concentrato sul lato umano della storia anche se questo termine va inteso in senso ampio. Ci sono gli abitanti dell’Egemonia e ci sono gli Ouster ma ci sono anche intelligenze artificiali. Attraverso persone e ambientazioni molto diverse tra di loro, Dan Simmons ci offre uno straordinario ritratto di quest’universo narrativo.

“Hyperion” termina in maniera improvvisa, senza un vero finale. Ciò perché è la prima parte di un romanzo diviso in due libri ed è necessario leggere anche il suo seguito. Secondo me vale assolutamente la pena di leggere entrambi perché questo romanzo è un capolavoro che ha iniziato la serie di fantascienza che ha segnato gli anni ’90.

Massimo Luciani

Dan SimmonsL’AUTORE

Dan Simmons (Peoria, 4 aprile 1948) è uno scrittore e autore di fantascienza statunitense. Noto soprattutto per la saga di fantascienza conosciuta come i Canti di Hyperion, Simmons è capace di sconfinare in diversi altri generi quali l’horror, il giallo e il fantasy, a volte nello stesso romanzo.  Dan Simmons è nato nella cittadina di Peoria nel 1948 e cresciuto poi in varie città e paesi del Midwest, inclusa Brimfield che sarà poi ripresa a modello per la città immaginaria “Elm Haven” che appare nei romanzi L’estate della paura e L’inverno della paura. Dan ha conseguito un Bachelor of Arts in lettere presso il Wabash College nel 1970, vincendo tra l’altro anche un premio nazionale di giornalismo (il Phi Beta Kappa Award). I suoi studi sono poi proseguiti alla Washington University di St. Louis dove ha ottenuto un Master of Education nel 1971. Ha quindi lavorato nel settore dell’educazione elementare per molto tempo: due anni in Missouri, due a Buffalo e quattordici anni in Colorado, dove è stato anche insegnante in una scuola destinata a ragazzi dotati di quoziente intellettivo superiore alla media. La sua prima opera è stata pubblicata il 15 febbraio 1982, incidentalmente proprio il giorno in cui è nata sua figlia (Jane Kathryn). È però solamente nel 1987 che diventa uno scrittore a tempo pieno abbandonando quindi l’attività di insegnamento. Attualmente vive con la moglie, Karen, nella zona del Colorado Front Range. Per scrivere solitamente si rifugia nella sua casa di montagna alla base del Continental Divide a 8.400 piedi di altitudine, appena più a sud del parco nazionale delle Montagne Rocciose. A guardia della casa c’è una scultura dello Shrike – una sorta di mostro meccanico che appare nei Canti di Hyperion – alta oltre 2 metri. Nel 1995 il Wabash College gli ha attribuito un dottorato ad honorem per il suo contributo all’educazione e alla scrittura. Nei molti generi letterari in cui ha saputo cimentarsi, ma soprattutto nel campo dell’horror, Simmons ha saputo allontanarsi dagli schemi narrativi dominanti nei romanzi dei suoi contemporanei (in particolar modo a non rimanere influenzato dai temi e dall’approccio narrativo caratteristico di Stephen King). Esemplare, in questo senso, la visione iperealistica e sociologica con cui viene rivisitato il tema dei vampiri in I figli della paura, oppure l’accostamento colto, intriso di citazioni letterarie e di allegorie, con cui si racconta di sovrumani poteri mentali in Gli uomini vuoti o in Danza macabra. Il ponderosoL’estate della paura invece sembra affrontare, in modo inconsueto, un tema non lontano da quello sviluppato in uno dei più celebri romanzi di King, It, mentre traggono spunto da folclore e religioni esotiche sia Vulcano, ambientato alle isole Hawaii, sia Il canto di Kali, che si svolge in una torbida e infernale, ma proprio per questo indimenticabile, Calcutta. Non sono mancati omaggi alla poesia ed alla letteratura, come nei casi di Il grande amante, dedicato alle trincee della prima guerra mondiale ed ai molti giovani artisti che vi hanno trovato una morte prematura, e The Crook Factory, ispirato alla figura di Ernest Hemingway, inedito in Italia. Simmons ha inoltre costruito una serie di romanzi di genere thriller e hard boiled intorno ad un personaggio spregiudicato e molto violento, Joe Kurtz, protagonista della trilogia composta daHardcase – Un caso difficile, Hard Freeze – Un caso glaciale e Hard as Nails – Un caso d’acciaio. Sebbene le storie di Simmons abbiano interessato, con lo stile colto e accurato che contraddistingue questo narratore, quasi tutti i generi narrativi popolari, nessuno dei suoi romanzi è stato finora utilizzato come soggetto per opere cinematografiche. (Wikipedia)

Recensione di Massimo Luciani pubblicata originariamente sull’ottimo blog NetMassimo.com:

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