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Recensione: “I Giorni del Quinto Sole” (2014) di Marina Alberghini

Massimiliano GobboI Giorni del Quinto SoleUn gatto misterioso scovato in Egitto, un archeologo fantasioso, un’affascinante e coraggiosa animalista, un astrofisico geniale, una eccentrica egittologa detective in pensione, una mappa stellare, un delitto impossibile, una scoperta rivoluzionaria… Questo e altro in una storia avvincente e brillante dove magia, amore e mistero si intrecciano con le agghiaccianti rivelazioni Precolombiane e le ultime sensazionali scoperte di astrofisica e di paleoarcheologia. Un viaggio che ci conduce tra Bologna, Deir el-Bahari in Egitto, l’osservatorio astronomico di Arecibo e il regno del re Maya Pacal, dove troveranno risposta le domande che l’Umanità si pone dalla notte dei tempi: l’esistenza di Dio e il senso della nostra presenza nel Cosmo, con la scoperta che non siamo soli nell’Universo.

Titolo: I Giorni del Quinto Sole | Autrice: Marina Alberghini  | Editore: Solfanelli | Collana: Pandora | Pagine: 200 | ISBN-978-88-7497-873-1

Conoscevamo già Marina Alberghini come valente saggista ed esperta francesista, nonché grande gattofila; L’autrice ha pubblicato con Solfanelli nel 2014 questo romanzo dal sapore fantascientifico. E si, perché il suo I Giorni del Quinto Sole si colloca di diritto nel genere della SF, seppur con delle declinazioni verso altri ambiti narrativi.

Come si vede, leggendo la trama, ve n’è per tutti i gusti, a condizione d’amare questo genere narrativo. Insomma Marina Alberghini affronta tutta una serie di temi cari a coloro che amano il fantastico e l’aura di mistero che lo circonfonde. Così nelle pagine del suo libro si incontrano: l’Atlantide di Platone, la grandezza e lo splendore dell’Egitto dei faraoni e le vetuste rovine della civiltà Maya. L’insieme delle notizie riportate (accuratamente documentate), e le affascinanti teorie sugli inizi della civiltà umana prendono buona parte della narrazione, rendendo il romanzo una vera chicca per i palati esigenti degli estimatori della paleoarcheologia, e delle leggende che vorrebbero l’edificazione dei ciclopici complessi monumentali di Tikal e le piramidi di Giza opere di antichi astronauti alieni. Ma le tesi contenute ne I Giorni del Quinto Sole si spingono ancor più oltre sconfinando perfino nella teologia, tentando di fornire delle risposte, magari un po’ velleitarie, a interrogativi esistenziali vecchi quanto il tempo.

Un obiettivo troppo ambizioso? Può darsi. Allo stesso modo, le teorie su cui è basato il libro appartengono, il più delle volte, al mondo variegato e controverso d’una certa archeologia che di rado incontra il favore dell’ortodossia accademica. E con ciò? Si tratta pur sempre d’un romanzo di genere fantastico e non d’un trattato sulle civiltà antiche. E pertanto ben vengano, con buona pace dei soloni rigonfi di scetticismo: le apocalissi Maya, le astronavi con tanto di E.T., svolazzanti sulle rive del Nilo e il caro Quetzalcoatl ai comandi d’un razzo fiammeggiante. Si tratta indubbiamente, di teorie ricche di fascino che intrigano e pongono domande assai stimolanti. E poi, l’Alberghini ha il pregio di inserirle in una storia interessante dai tanti risvolti, e in cui non manca neppure una bella storia d’amore tra il professor Celli e una fascinosa animalista. La sua prosa è scorrevole, e il romanzo si lascia leggere con facilità senza stancare mai. In sostanza, si tratta d’un buon libro scritto da una mano capace e con un ottimo intuito narrativo. Da segnalare, infine, la riuscita copertina ad opera dell’ottimo Vincenzo Bosica. Ma accanto a tanti pregi c’è pure qualche difetto? Forse uno, che poi paradossalmente, rappresenta anche uno degli aspetti di maggior interesse dell’opera: ossia la presenza di troppi elementi cui si vogliono dare spiegazioni di tenore escatologico, quando, forse, è proprio nel perdurare del mistero che l’uomo può incontrare se stesso e la sua ragione ultima d’esistere.

Massimiliano Gobbo

Marina AlberghiniL’AUTRICE

Marina Alberghini, fiorentina, è saggista, pittrice, incisore e storica felina. È autrice di numerosi saggi fra i quali La notte Incantata, animali d’autore nel Presepio napoletano; All’ombra del gatto nero; Gatti di potere; Un gioiello per il re (Mursia) e numerose biografie pubblicate per Mursia, fra le quali quella di Paul Klee, Suzanne Valadon , Jacopo Bassano, Lewis Carroll, e la prima biografia italiana di Céline, Louis-Ferdinand Céline, gatto randagio, vincitrice del Premio Firenze Fiorino d’oro 2009 per la saggistica. Francesista, ha curato per Mursia la traduzione italiana di opere di Pierre Loti e Théophile Gautier ed è inserita in diverse antologie. Ha curato e illustrato per Mursia e La Rupe Mutevole le poesie di Rosella Mancini, Nicoletta Nuzzo e Albarosa Sisca. Per Stampa Alternativa ha pubblicato La Fortuna è un gatto nero. I poeti cantautori del cabaret Chat Noir di Montmartre. Per Rupe Mutevole ha pubblicato la prima biografia di Paul Léautaud Il gatto Miton. È membro della Società d’Etudes céliniennes, Presidente dell’Accademia dei Gatti Magici, consigliere e membro degli Artisti Fiesolani. È inserita nel Dizionario delle Scrittrici Toscane del Novecento a cura dell’Università di Firenze e nel Dictionnaire des amoureux de Céline. Ha vinto il Premio Internazionale “Gatti Magici” per la Letteratura 1998, il Premio Bajocco 2003 per la Letteratura e il Premio Firenze Fiorino d’oro 2009 per la saggistica. Vive a Fiesole con 13 gatti e un cane.