Recensione: DROIDE È LA NOTTE (2017) di Graziano Delorda

Articolo di Massimo Lucianipiatto_HD_DroideLa relazione tra HOrace Queen, un ragazzo umano o homo come vengono chiamati gli umani nel futuro, e DRana, una droide, non è delle più facili. L’integrazione tra umani e droidi continua a essere tutt’altro che perfetta con gruppi estremisti che non tollerano coppie miste. Le cose sono rese più complicate dall’esistenza di ibridi creati grazie a innesti, chiamati drhomo. Uno di essi, un personaggio poco raccomandabile, ha i suoi piani che includono anche HOrace e DRana e ciò è tutt’altro positivo per la coppia.

Titolo: Droide è la notte | Autore: Graziano Delorda | Anno di pubblicazione: Augh! | Collana: Acchiappasogni | ISBN: 978-88-9343-187-3 | Prezzo di copertina: Euro 14,00 | Pagine: 228

“Droide è la notte” è ambientato alcuni secoli nel futuro eppure fin dall’inizio si notano le similitudini con certe situazioni attuali. Spesso in questi casi il recensore fa qualche commento sul fatto che gli esseri umani sono sempre gli stessi ma in questo romanzo ci sono anche i droidi. Questi androidi sono costruiti per apparire umani e anche la loro psicologia è molto umana.

Il fatto che i droidi siano in qualche modo lo specchio degli esseri umani rende possibili relazioni tra individui dei due gruppi e ciò include i rapporti sessuali. Graziano Delorda non gira attorno a quell’argomento, anzi ci sono alcuni brani espliciti. Ciò ha senso perché mostra come vi siano comunque alcune differenze tra umani e droidi e per HOrace e DRana abbracciare quella diversità aiuta il loro rapporto.

Il rapporto tra HOrace e DRana è sviluppato attraverso le loro interazioni, quindi in modo molto diretto. Altre parti della storia sono invece basate spesso su informazioni inserite nel corso della narrazione e onestamente a volte la appesantiscono. Per questo motivo, se non vi piacciono gli “spiegoni” potreste avere qualche problema con “Droide è la notte”. Intendiamoci, non è tutto così ma nella parte iniziale serve un po’ di pazienza. Secondo me qualche spiegazione poteva almeno essere ridotta un po’ per alleggerire la parte iniziale del romanzo.

Un piccolo esempio è quello delle convenzioni riguardanti i nomi dei personaggi, che vengono spiegate esplicitamente quando il lettore può facilmente capirle da sé. Fin da subito viene usato il termine homo per riferirsi agli umani come anche il termine droidi e poco dopo anche drhomo: ciò rende facile capire quelle convenzioni, tanto più perché le lettere iniziali che identificano la loro “razza” di appartenenza sono in maiuscolo.

Il romanzo è relativamente breve ma ci sono anche parecchi dialoghi tra i personaggi che contribuiscono a mantenere il ritmo abbastanza lento. Non è una storia d’azione, piuttosto offre spunti di riflessione, anche perché i protagonisti rappresentano opinioni riguardo a società e politica che rispecchiano quelle attuali.

Nella visione di Graziano Delorda, l’arricchimento proveniente dal rapporto tra HOrace e DRana rappresenta una sorta di faro in una società in cui il diverso viene spesso visto con sospetto e si cerca lo scontro piuttosto che l’incontro. In “Droide è la notte” vediamo come la diversità sia un punto di vista che dipende dall’essere organismi biologici o sintetici ma si può applicare il concetto a razze, religioni e altre forme di tribalismo o comunque di divisione.

“Droide è la notte” ha una sua conclusione ma introduce un universo narrativo in cui c’è ancora molto da esplorare. Questo romanzo mi è parso complessivamente buono ma le descrizioni al suo interno ne gettano le basi per raccontare una storia tutto sommato limitata. Se i temi vi interessano potrebbe comunque piacervi.

Massimo Luciani

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