Recensione: “Dinosauria” (2016) AA.VV. – A cura di Lorenzo Crescentini

Recensione di Mario Luca MorettiCover Dinosauria prove:Layout 1Dinosauria è un’antologia dedicata al mondo dei dinosauri, composta da sei racconti di altrettanti autori – nomi di spicco nel panorama fantastico italiano. Punto di forza di questa raccolta è l’approccio originale al genere; gli autori hanno infatti esplorato variazioni sul tema e che spazia dalla fantascienza al racconto di introspezione e all’indagine sociale. E così, partendo da una base scientifica accurata, tra le pagine di Dinosauria troviamo ipotesi su una società sauriana altamente evoluta che si ritrova a combattere guerre simili alle nostre, oppure l’eterna ricerca di Elias Goodwin, l’ultimo cacciatore di dinosauri. Ancora, la solitudine dei Ragazzi Lucertola, condannati da un imprevisto genetico a una vita da ibridi umano-dinosauri, e nuove inquietanti ipotesi circa la grande estinzione alla fine del Cretaceo.  Ogni racconto è impreziosito da un’illustrazione del paleo artista Marzio Mereggia.

Titolo: Dinosauria | Genere: Antologia di racconti sui dinosauri | Autori:Yuri Abietti, Roberto Bommarito, Davide Camparsi, Stefano Paparozzi, Davide Schito, Andrea Viscusi | Curatore: Lorenzo Crescentini  | Illustratore: Marzio Mereggia | Editore: Edizioni Pendragon | Collana: I Vortici | ISBN: 978-88-6598-800-8 | Pagine: 159 | Prezzo di copertina: 14€

I racconti dell’antologia:

  • Strappo di Roberto Bommarito
  • Sauropatia di Davide Camparsi
  • Pranzo di Natale di Stefano Paparozzi
  • Tempo d’estinzione di Yuri Abietti
  • Elias Goodwin, l’ultimo cacciatore di dinosauri di Davide Schito
  • SETI di Andrea Viscusi

Dinosauria è un’antologia curata da Lorenzo Crescentini, che raccoglie sei racconti originali di altrettanti autori italiani. Tema comune: i dinosauri visti in chiave fantascientifica.

Strappo di Roberto Bommariti apre il gruppo. Il piccolo Caino vive in una squallida baracca, con la madre e il suo compagno, nella miseria materiale e morale. Il suo unico amico Indiana lo porta a vedere die minuscoli dinosauri che lui ha scoperto e che, secondo lui, li porteranno alla ricchezza. Ma Caino gestirà la cosa così come la vita gli ha sempre insegnato.

Bommariti racconta una storia dove l’ironia si mescola con la brutalità, riuscendo a mantenere un punto di vista di infantile leggerezza (e incoscienza) su una vicenda che trasuda amarezza e cinismo, ma che si conclude con un tocco sardonico, ma in fondo ancor più raggelante. È un’operazione rischiosa, tenuta però con un equilibrio che ha dell’acrobatico.

Se si può sintetizzare Sauropatia di Davide Camparsi con una battuta, direi che è una versione intimista di Jurassic Park dal punto di vista dei dinosauri. In realtà il protagonista Steve e i suoi amici, più che dinosauri sono il risultato di un esperimento genetico andato male, nati come incrocio fra il genoma umano e quello sauriano. Il racconto è un apologo struggente sulla diversità, sulla difficoltà di conciliare due bisogni spesso in contrasto, cioè accettare se stessi ed essere accettati dalla società che ci circonda. Camparsi tratta i suoi temi e i suoi personaggi con sensibilità emotiva e profondità psicologica, tratteggiando personaggi vitali, ben sbalzati l’uno dall’altro ma accomunati da un’umanissima ricerca di felicità ed equilibrio.

Pranzo di Natale di Stefano Paparozzi ha uno spunto che sembra uscito da un film di Ettore Scola, presentandoci la stessa famiglia a ogni riunione natalizia nell’arco di alcuni anni. Una famiglia all’apparenza come tante, non perfetta, forse, ogni anno con un’aggiunta e un abbandono, ma i cui elementi più problematici sono i due fratelli Giorgio e Martina. Ingegenere genetico che lavora a un progetto sulle specie estinte il primo, militante animalista la seconda. Le tensioni si accumulano fra i due, alternandosi a precarie riappacificazioni. L’autore condisce la vicenda con un’ironia e un’abilità bozzettistica che ricordano davvero la commedia all’italiana. E quando la quotidianità deoceamara si mischia con l’iperbole tipica della fantascienza, Paparozzi riesce sottilmente a lasciarla sullo sfondo e tra le righe, come si vede nel finale, un gioiellino di allusività e umorismo.

Tempo d’estinzione di Yuri Abietti è un po’ una variazione sul tema di A sound of thunder di Ray Bradbury. Anche qui c’è il tema del viaggio nel tempo preistorico, con attenzione a evitare i paradossi temporali. Il racconto alterna le vicende di un base scientifica, impiantata nel Cretaceo per scoprire le cause dell’estinzione dei dinosauri, con quelle di un gruppo di ecoterorristi che, dal 2128, vuole mandare un attentatore suicida per distruggere quell'”aberrazione”.

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Cambiando di continuo i punti di vista della narrazione, Abietti costruisce un piccolo e divertente labirinto, con personaggi ben abbozzati e situazioni credibili, arrivando a un finale a sorpresa sarcastico e ben congegnato.

Elias Goodwin, l’ultimo cacciatore di dinosauri di Davide Schito è il ritratto tra l’affettuoso e il malinconico di un vecchio che vive in solitudine, ma allo stesso tempo circondato dall’ammirazione dei suoi concittadini per un’impresa compiuta anni prima, l’uccisione di un famelico dinosauro divoratore di esseri umani, sopravvissuto fino ai giorni nostri. Schito intreccia ricordi, sogni e fantasie, in un intreccio sapiente, calato in un’atmosfera ambigua e straniante, basata su un personaggio che intenerisce e inquieta.

SETI di Andrea Viscusi chiude il libro. Anch’esso è raccontato su due livelli temporali diversi e paralleli. In uno è descritto il colloquio che avviene fra tre scienziati, in cui l’anziano Feuerstein e il giovane Kow mostrano alla scettica Julie Tarter un manufatto che risale a 65 milioni di anni fa e che proverebbe l’esistenza di una società evoluta già a quell’epoca, forse terrestre, forse aliena. Nell’altro assistiamo alle vicende di Tiqil, un astronauta extraterrestre che, insieme al resto del suo equipaggio, si trova nel mezzo di una guerra spaventosa che potrebbe cancellare la loro stessa specie, dalla morfologia simile a quella degli uccelli.

Viscusi costruisce una tensione crescente nell’alternare le due vicende, ma il suo pregio maggiore è il personaggio di Tiqil, testimone e vittima attonita di una guerra che non comprende e che lo terrorizza, ma soprattutto accorato padre di famiglia dai sentimenti profondi. Il finale, se da una parte riunisce i due livelli del racconto, dall’altra rimane nella memoria, toccante e dolente.

Mario Luca Moretti

Lorenzo CrescentiniIL CURATORE

Lorenzo Crescentini è nato a Forlì nel 1989. Ha vinto i premi Space Prophecies, Ritorno a Dunwich ed è stato finalista ai premi Robot, Italia, Kataris e altri. I suoi racconti compaiono in numerose antologie e riviste. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta personale Occhi senza volto con Editrice GDS.