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Recensione: “Corsa nello spazio” (Saturn Run, 2015) di John Sandford & Ctein

Ezio Amadini

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Anno 2066. Un tirocinante della Caltech Astrofisica nota un’anomalia nei dati forniti da un potente telescopio spaziale: qualcosa si sta approssimando all’orbita di Saturno. La sua velocità è in diminuzione, la traiettoria di avvicinamento sotto controllo… a quanto pare non si tratta di un semplice oggetto orbitante nello spazio. Il governo degli Stati Uniti giunge all’inevitabile conclusione: quell’oggetto è un’astronave aliena, e chiunque l’abbia costruita deve avvalersi di una tecnologia molto avanzata. Riuscire a mettervi le mani significa entrare in possesso di informazioni che potrebbero mutare gli equilibri mondiali. Viene inviata una spedizione, il viaggio che porta oltre i confini della conoscenza, al di là dei limiti stabiliti al progresso, è intrapreso. Ma anche la Cina è impegnata a portare avanti il programma spaziale e progetta di installare una colonia permanente su Marte. Quando la notizia della spedizione americana trapela, le due superpotenze si ritrovano a competere per ottenere per prime la tecnologia aliena, ingaggiando una vera e propria corsa per Saturno.

Coraggio, segreti, tradimenti. Vera fantascienza, vera avventura.

Titolo: Corsa nello spazio | Titolo originale: Saturn Run, 2015 | Autori: John Sandford & Ctein | Edizione italiana: Fanucci editore | Collana Narrativa | Anno: 2016 | Traduttore: Gabriele Giorgi | Pagine: 537 | EAN: 9788834731420 | Prezzo: 16,90€ (cartaceo) 4,99€ (ebook) | Per tutte le edizioni del romanzo clicca QUI

“Corsa nello spazio” è un robusto romanzo thriller di fantascienza tecnologica.

Come abbondantemente spiegato dagli stessi autori nell’appendice, la loro scelta è stata quella di proiettare, in un futuro relativamente prossimo (mezzo secolo), le attuali tendenze tecnologiche in campo aerospaziale, ottenendo un buon risultato in termini di ragionevole credibilità.

La storia inizia con l’avvistamento di una astronave aliena che arriva nell’orbita di Saturno, si ferma vicino a quella che si ritiene sia una stazione spaziale nascosta tra gli anelli e poi, tranquillamente, se ne va.

Tal GoretskyQuesto evento straordinario scatena una vera e propria corsa nello spazio da parte di USA e Cina (il nuovo “nemico” degli americani del secondo millennio), per riuscire a mettere le mani sull’avanzatissima tecnologia aliena.

Dalla Terra, in tempi diversi, partono due astronavi dirette verso Saturno: una tozza e potente nave cinese, dotata di motori nucleari, in grado di fornire una notevole spinta per un tempo relativamente breve e una filiforme nave americana, dotata di motori VASIMR (Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket)[1], in grade di fornire una piccola e costante spinta per un tempo lunghissimo.

Sia i cinesi, sia gli americani, colti di sorpresa dall’evento straordinario, sono costretti ad avviare progetti precipitosi in tempi strettissimi.

I cinesi, che stavano preparando una missione per la colonizzazione di Marte, devono modificare la loro nave per renderla adatta a un viaggio molto più lungo, mentre gli americani non trovano soluzione migliore che quella di trasformare la loro stazione spaziale in astronave interplanetaria.

Il romanzo contiene numerose e dettagliate descrizioni tecniche relative alla soluzioni adottate per risolvere i vari e complessi problemi senza, tuttavia, diventare mai noioso (a condizione che il lettore sia interessato agli aspetti più squisitamente tecnologici).

I personaggi sono delineati sufficientemente bene e i loro ruoli sono sostenuti adeguatamente, pur senza approfondite analisi psicologiche o descrizioni dettagliate delle loro vite.

514vxgKE8tLLa scelta narrativa è quella di mantenere alta la tensione fin dalle prime pagine, senza dare tregua al lettore con analisi introspettive che potrebbero rallentare il ritmo incalzante del racconto.

Molto interessante è lo sviluppo politico nella vicenda, che vede un mondo in cui gli uomini, molto lontani dall’essere uniti persino di fronte ad un evento così straordinario, si cimentano in una nuova guerra fredda cino-americana, con l’unico e primario obiettivo di dotarsi di tecnologia aliena in grado di garantire un’assoluta supremazia mondiale.

Da questo punto di vista il romanzo appare forse un po’ ingenuo, un po’ anacronistico e decisamente superficiale.

La narrazione si svolge quasi tutta a bordo della Richard Nixon, la nave americana, il cui viaggio sarà costellato di difficoltà di vario genere, sabotaggi compresi.

Il lungo viaggio verso Saturno è descritto piuttosto bene dal punto di vista scientifico ed è sapientemente arricchito da vicende, più o meno private, che riguardano i vari personaggi, con piccole storie di amore e di sesso.

Ho trovato quasi geniale l’incontro con la stazione aliena, del quale preferisco non scrivere nulla per non rovinare la sorpresa.

La vicenda si sviluppa con colpi di scena e intrighi politici, fino al suo epilogo a sorpresa, ben congeniato, seppure, a mio avviso, un po’ troppo nazionalistico (d’altra parte il nome dato alla nave americana la dice lunga).

Punti di forza del romanzo sono sicuramente il dettaglio delle spiegazioni e descrizioni tecniche, l’azione quasi continua, i dialoghi ben articolai e la tensione narrativa, che contribuisce molto a coinvolgere il lettore.

Punti di debolezza possono essere trovati nella eccessiva caratterizzazione di alcuni personaggi (per esempio la presidentessa degli Stati Uniti), in qualche imperfezione della traduzione e in un finale un po’ frettoloso e parzialmente scontato.

Dal punto di vista scientifico due sono gli aspetti che hanno suscitato in me una certa perplessità.

Il primo riguarda le frequenti attività extra veicolari fatte intorno a un’astronave che viaggi in continua accelerazione: credo che sarebbe molto complesso ed oneroso, in termini energetici, restarle vicino.

51H UJ6vyPLIl secondo riguarda i motori VASIMR: per quanto ho potuto leggere e studiare, questi motori, come tutti i motori a ioni oggi esistenti, utilizzano gas come lo xeno o l’argon per produrre il flusso di massa gassosa ionizzata ad altissima velocità, mentre, nel romanzo, i poderosi motori VASIMR della Nixon vanno ad acqua: negli studi che ho letto non ho mai incontrato motori ionici o al plasma ionizzato che utilizzino acqua come massa di reazione (ma potrei non essere sufficientemente aggiornato).

Nel suo genere, Corsa nello spazio è un romanzo di azione ben strutturato, avvincente, che si legge volentieri e rapidamente.

Tuttavia, contrariamente a quanto altri hanno fatto, non mi sentirei di paragonarlo a “L’uomo di Marte”, di Andy Weir, che, a mio avviso, si pone su un piano sia tecnico sia letterario decisamente più elevato.

[1] I motori al plasma VASIMR, prodotti dalla Astra Rocket, Inc, sono effettivamente esistenti, anche se in forma prototipale e con potenze infinitesime rispetto a quelli descritti nel romanzo. Un primo motore VASIMR da 100Kw sarà collaudato a breve sulla ISS, per le operazioni di correzione orbitale.

Ezio Amadini

John Sandford; CteinGLI AUTORI

John Sandford è giornalista e scrittore, vincitore nel 1986 del Premio Pulitzer per il giornalismo e autore di numerose opere di narrativa di grande successo che vanno dalla fantascienza al young adult. Vive a Santa Fe, New Mexico.

Ctein è un fotografo di fama mondiale e membro autorevole della comunità fantascientifica internazionale, alla quale ha contribuito con una notevole produzione saggistica. Vive a San Francisco, California.