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Recensione: “Caccia allo Snark” (Hunting the Snark, 1999) di Mike Resnick

Fabio CentamoreCaccia allo SnarkCaccia allo Snark è una vivace storia d’avventura spaziale ed è anche una storia di caccia che si basa sulle esperienze africane dell’autore. Questa novella, finalista nel 2000 al premio Hugo, racconta l’inseguimento, su un lontano pianeta ancora non civilizzato, di un terribile predatore, lo snark, il cui nome deriva, come molti sapranno, da un celebre poemetto di Lewis Carroll. Oltre ad essere un omaggio al grande scrittore inglese creatore delle avventure di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, è un avvincente racconto di fantascienza tradizionale, con un finale a sorpresa nel tipico stile di questo autore.

Titolo: Caccia allo Snark | Titolo originale: Hunting the Snark (1999) | Autore: Mike Resnick | Pagine: 65 | Edizione: Biblioteca di un Sole Lontano n°21 (8 dicembre 2015) | Editore: Delos Digital | Traduzione di Fabio F. Centamore | Copertina di Tiziano Cremonini | A cura di Sandro Pergameno | Prezzo eBook: 2,99€ | novella finalista al premio Hugo

L’universo è grande, infinito. Infiniti sono i mondi inesplorati, pronti per regalare emozioni imperdibili a chi ha abbastanza soldi da poterselo garantire. L’avventura, si sa, non è a buon mercato, specialmente se si vuole farlo con un certo stile e con i dovuti lussi. Un team completo di cacciatore professionista e battitori dabih, i migliori della galassia, aspetta solo di poter guidare i pezzi grossi dello spazio conosciuto a caccia di particolare selvaggina: le specie di predatore mai conosciute che abitano i mondi ancora inesplorati, di cui poco o nulla si sa. Emozioni garantite, esperienze imperdibili. Attenzione ai pericoli, però. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, è una banalità. Se vi capita di imbattervi in uno snark, però, l’imprevisto è solo l’ultimo dei pericoli che affronterete. Occhio alla cotenna, dunque, signori ricconi.

Era il 1999, quando questa novella apparve fra le pagine di “Asimov’s Science Fiction Magazine”. Mi ero laureato da qualche anno e abbozzavo i miei primi tentativi di scrittura. Mike, invece, osava confrontarsi con Lewis Carroll e lo faceva così bene da arrivare finalista al premio Hugo. La presenza del poema quasi omonimo di Carroll è molto presente fra queste pagine. Ne ricalca perfino i tempi e lo schema narrativo, oltre che riportarne dei veri e propri passi. Ma, personalmente, credo che l’omaggio a Carroll sia solo un pretesto. La novella, in effetti, assomma una serie di tematiche assai care all’amico Mike. Anzitutto l’ambiente. Preservare i mondi alieni dalla colonizzazione devastante sarà il problema del futuro. La tecnologia permette agli uomini di viaggiare per il cosmo senza problemi e dunque allarga il raggio della possibile distruzione degli habitat. L’ecologia non è un problema solo terrestre, o non lo sarà più. Il futuro comporta l’amplificarsi dei problemi attuali, più che una definitiva soluzione. Questo per il semplice fatto che sostanzialmente l’uomo non è cambiato. Sono cambiati i mezzi, la tecnologia li ha resi più potenti, più devastanti. Non è cambiato chi li utilizza, l’essere umano. Ed eccoci al secondo punto: l’uomo. Al centro della storia è sempre l’uomo, nel bene e nel male. Fedele al suo ideale di “limp science fiction”, Resnick non si lascia distrarre dai paradossi scientifici o dai paesaggi alieni. Il fulcro della sua storia è l’uomo, non il come o il perché. Non importa, insomma, come si riesce a viaggiare per la galassia. Non conta il modo in cui i protagonisti raggiungono il pianeta o perché, piuttosto è importante cosa fanno una volta arrivati. Cosa spinge una persona a cacciare specie aliene sconosciute su un pianeta inesplorato? Questo è il problema fondamentale, più che la descrizione dell’ecosistema alieno o del funzionamento dell’astronave. Ecco il motivo per cui Resnick scava a fondo nei personaggi, ne fa emergere la psicologia e la personalità. In poche righe ci da un ritratto perfetto di ognuno di loro, ci fa capire cosa li muove e cosa li terrorizza. Cacciare è confrontarsi con la preda, significa entrare in sintonia con le sue stesse strategie di sopravvivenza, approcciarsi al mondo esterno allo stesso modo per poterne anticipare le mosse e le strategie. Forse, in questo senso, anche la scrittura è una forma di caccia, uno strumento per penetrare a fondo il personaggio che agisce e fa muovere la storia.

Fabio F. Centamore

ResnickL’AUTORE

Michael Diamond Resnick (Chicago, 5 marzo 1942) è un autore di fantascienza statunitense.  Ha iniziato la sua attività di scrittore molto presto arrivando a pubblicare il suo primo romanzo a 20 anni. Ha vinto ben cinque premi Hugo, un Nebula. È un autore molto prolifico con circa duecento racconti e oltre cinquanta romanzi al suo attivo. Resnick ha frequentato la University of Chicago dal 1959 al 1961 dove ha incontrato la sua futura moglie, Carol.