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Recensione: “Antigravitazione per tutti” (Vertigo, 1978) di Bob Shaw

Massimo-Lucianiantigravitazione per tuttiL’invenzione di un giubbotto antigravità ha consentito alle persone di volare da sé senza l’ausilio di mezzi di trasporto. Questa forma di libertà ha però portato anche ad un uso semi-anarchico dell’aria da parte di molte persone e alla necessità di istituire un corpo di poliziotti dell’aria. Essi dovrebbero evitare l’uso pericoloso dei giubbotti antigravità ma sono in pochi mentre il nuovo traffico aereo è enorme.  Rob Hasson è un poliziotto dell’aria che è stato coinvolto in un grave incidente in cui è rimasto seriamente ferito. Sulla via della guarigione, almeno fisica, va a trascorrere un periodo di convalescenza estesa presso un collega canadese ma trova una situazione perfino peggiore di quella a cui era abituato perché nella zona l’aria è controllata da gruppi che si sfidano in voli pericolosissimi e il suo collega obbedisce ad un uomo d’affari locale con pochi scrupoli. Come se non bastasse, Hasson è terrorizzato dalla prospettiva di volare di nuovo.

Titolo: Antigravitazione per tutti | Titolo originale: Vertigo (1978) | Autore: Bob Shaw | Pagine: 176 | Edizioni italiana: Urania 783, Arnoldo Mondadori Editore (1979)  e Classici Urania 179, Arnoldo Mondadori Editore (1992) | Traduzione: Vittorio Curtoni  

Il romanzo “Antigravitazione per tutti” (“Vertigo”, ristampato nel 1991 con il titolo “Terminal Velocity”) di Bob Shaw è stato pubblicato per la prima volta nel 1978. In Italia è stato pubblicato da Mondadori nel n. 783 di “Urania” e nel n. 179 dei “Classici Urania” nella traduzione di Vittorio Curtoni.

Bob Shaw è famoso per le idee contenute nelle sue storie e per come esse sono sviluppate, mostrando gli sviluppi anche a livello sociale portati da una certa invenzione. In “Antigravitazione per tutti” si tratta di apparecchi che permettono agli esseri umani di vincere la gravità per volare come uccelli. Essi sono di dimensioni ridotte perciò possono essere semplicemente indossati e sono economici perciò chiunque può averne uno.

VertigoNella maggior parte delle sue storie, Bob Shaw descrive gli sviluppi di una certa invenzione fin dall’inizio, in “Antigravitazione per tutti” invece ci presenta una situazione che esiste ormai da tempo basata su un’invenzione che a quel punto viene data per scontata. Il traffico aereo di persone che utilizzano giubbotti antigravità è notevole, con tutti i problemi del caso.

Bob Shaw proietta la situazione esistente sulle strade nell’aria. La maggior parte delle persone che viaggiano in automobile guida con un livello almeno decente di prudenza ma c’è chi viola le norme del codice stradale e addirittura chi usa le strade per corse clandestine. Per i giovani, un’automobile può portare una nuova libertà ma c’è chi la utilizza in maniera distruttiva.

Il traffico nell’aria non fa che aggravare i problemi già esistenti sulle strade perché i pericoli possono arrivare davvero da tutte le direzioni. In una situazione del genere, perfino la polizia dell’aria istituita per mantenere l’ordine fatica a compiere il suo lavoro.

In questa situazione, Bob Shaw racconta la storia di Rob Hasson, un poliziotto dell’aria coinvolto in un grave incidente. Le ferite fisiche sono serie ma la cosa peggiore è che è terrorizzato dall’idea di volare di nuovo. “Antigravitazione per tutti” è in realtà la storia della sua rinascita.

Bob Shaw ha sempre curato i personaggi delle sue storie, infatti i problemi e le emozioni di Rob Hasson vengono descritti con moltissimi dettagli. La sua debolezza fisica, causata dall’incidente, è accompagnata da una debolezza mentale, che ha anche altre cause. Nel corso del romanzo vengono spiegati i problemi precedenti di Hasson, causati da suo padre: pensava di averli superati ma l’incidente lo aveva fatto regredire.

La situazione che Hasson trova in Canada non lo aiuta e viene da chiedersi se Bob Shaw avesse avuto problemi con gli abitanti locali nel periodo in cui aveva vissuto in quella nazione perché per la maggior parte i personaggi canadesi hanno parecchie caratteristiche negative.

Vertigo coverUn personaggio affetto da una malattia o una disabilità appare in parecchie storie di Bob Shaw ma quella più tipica è la cecità, in “Antigravitazione per tutti” quella del figlio di Al Werry, il collega canadese di Rob Hasson, che sta seguendo una lunga terapia che alla fine dovrebbe permettergli di recuperare la vista. Hasson può muoversi senza problemi, pur dovendo stare attento a non sforzare il suo fisico ancora debole, eppure è più isolato del ragazzo cieco a causa dei suoi problemi interiori.

Nel corso del romanzo, Rob Hasson deve non solo guarire fisicamente ma anche ritrovare se stesso, il che non vuol dire tornare quello che era prima dell’incidente bensì scoprire chi è diventato per trovare la sua nuova strada. Il suo cambiamento è parallelo a quello di Al Werry, un altro uomo che in modo diverso ha problemi interiori che l’hanno portato a una strana relazione con una ragazza narcisista e a lasciarsi comandare da un uomo d’affari locale.

Il difetto principale di “Antigravitazione per tutti” è che la trama è per molti versi prevedibile. La rinascita di Rob Hasson passa anche attraverso alcuni colpi di scena davvero ovvi e ciò mostra quanto questo romanzo sia fondato sui personaggi piuttosto che sulla trama, che fondamentalmente serve a sviluppare i protagonisti.

Alla fine, “Antigravitazione per tutti” è un eccellente romanzo psicologico che ha un interessante sfondo fantascientifico in cui però la trama è piuttosto banale. Per chi apprezza questo tipo di storie può essere comunque una lettura interessante.

Massimo Luciani

Bob ShawL’AUTORE

Bob Shaw (Belfast, 31 dicembre 1931 – Manchester, 12 febbraio 1996) è stato un autore di fantascienza irlandese.  Nato e cresciuto a Belfast, nell’Irlanda del Nord, negli anni settanta si trasferì in Inghilterra con moglie e figli a causa dell’instabilità della situazione politica. Laureato in ingegneria meccanica, lavorò anche come giornalista prima di dedicarsi interamente alla letteratura fantascientifica, dal 1975. Lo scrittore italiano Vittorio Curtoni, che ha tradotto molte delle opere di Shaw, così parla della sua scrittura:

« è uno dei pochi autori capaci di usare con creativa autorità la lingua inglese: la sua sintassi è complessa, armoniosa, costruita su scansioni di ricchezza insolita; il suo lessico è preciso, netto, direi quasi fotografico, del tutto lontano dalle vaghe imprecisioni che una lingua sintetica come l’inglese permette (anzi, stimola) »

È stato co-presidente (insieme a Brian Aldiss ed Harry Harrison) del Birmingham Science Fiction Group.

Recensione di Massimo Luciani pubblicata originariamente sull’ottimo blog NetMassimo.com:

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