Recensione: “Angeli di plastica” (2016) di Emanuela Valentini

Recensione di Mario Luca MorettiAngeli di Plastica[10]Mei è un ragazza particola. Ribelle, certo, difficile, ma quale ragazza non lo è a quell’età? Ma Mei è diversa per altri motivi. Nella testa ha una cosa che lei chiama loop neurale, una connessione di qualche tipo che le permette, solo pensando, di ottenere informazioni, schemi, mappe. Un Google nel cervello. E sono proprio queste facoltà che le permettono di trovare North, e poi tutti gli altri che, come lui, sono arrivati non si sa da dove e non si sa perché. Angeli, forse. ma decisi a scatenare l’inferno.

Titolo: Angeli di plastica | Autore: Emanuela Valentini | Editore: Delos Books | Pagine: 203 | Uscita: 29 settembre 2016 | Prezzo (cartaceo): € 15,00 | Prezzo (ebook): € 3,99 | ISBN: 9788865308523 | Copertina di Franco Brambilla | Finalista premio Urania 2016

Angeli di plastica è il romanzo di Emanuela Valentini entrato nella cinquina dei finalisti al premio Urania di quest’anno, ed è il primo dell’autrice dopo tre anni dedicati alla narrativa breve.

In questo romanzo Valentini affronta tematiche a lei abituali, come il disagio adolescenziale e i contrasti di una società tragicamente divisa in ricchi e poveri. Ma ne aggiunge di altri: che cos’è un essere umano? Quali sono i confini fra il reale e l’immaginario? Quali sono i limiti della conoscenza e della percezione in una società in continua espansione tecnologica?

Valentini scandisce la trama infatti fra più livelli: narrazione lineare, monologhi interiori (e dialoghi nevrotico-schizofrenici), sogno, allucinazione… e quello che si potrebbe definire una specie astrazione favolistica-virtuale. Insomma l’autrice è riuscita a creare una dimensione narrativa originale e personale di cui mi sono inventato la definizione.

Ma la vera invenzione della scrittrice sta nel non aver alternato questi livelli di realtà, ma nell’averli miscelati in un tutt’uno narrativo fluido e coerente, dove questi piani si intersecano e si fondono nella trama invece che contrapporsi.

A questo Valentini unisce qualità narrative più tradizionali ma amalgamate con grande abilità. Scava nelle psicologie con bisturi e scandagli; crea una tensione drammatica sapiente e crescente; alterna azione frenetica, violenta e persino efferata, con momenti intimisti e sentimentali di grande dolcezza e finezza; descrive fughe dalla realtà (ma forse sarebbe meglio chiamarle ricerche di una realtà alternativa) con fiabesca poesia; dipinge scenari urbani con delirante ma immaginosa inventiva.

Nella loro alternanza di dolcezza quasi infantile e feroce violenza, i protagonisti sono mossi da un bisogno d’affetto bruciante, oppressi da un angosciante mancanza di senso, ed è uno dei grandi pregi dell’autrice comunicarci la loro fragilità con struggente disperazione.

Se il romanzo fonde brillantemente vari livelli di realtà, più convenzionalmente prosegue per trame alternate che confluiscono nel lungo finale, davvero potente e trascinante sia per pathos drammatico che per fascino visionario. E ritrova nell’epilogo un equilibrio poetico e allusivo. Non so se si possa parlare di un “lieto” fine, ma nella sua ambiguità resta comunque un segno della capacità dell’autrice di lasciare il lettore spiazzato e sorpreso.

Mario Luca Moretti

Emanuela ValentiniL’AUTRICE

Emanuela Valentini vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie. Nel 2013 è uscito con il marchio GeMS il romanzo Ophelia e le Officine del Tempo, giunto in finale al Torneo Letterario Io Scrittore 2012. Un altro romanzo, La bambina senza cuore, è stato pubblicato pubblicato da Speechless. Nel 2016 ha vinto il premio Robot col racconto Diesel Arcadia. Col romanzo Mei (Angeli di plastica) è finalista al premio Urania 2016.

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