Recensione: “Ambrose” (2017) di Fabio Carta

Recensione di Mario Luca Moretti9788832810271Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel cyberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte.

Autore: Fabio Carta | Titolo: Ambrose | Editore: Scatole Parlanti | Data di Pubblicazione: 2017 | EAN: 9788832810271 | ISBN: 8832810271 | Pagine: 212 | Formato: brossura | Prezzo di copertina 15€

Ambrose è il nuovo romanzo di Fabio Carta, l’autore del ciclo Arma infero, di cui si aspetta il terzo volume. E Ambrose è un po’ il prologo di Arma infero: ambientato nello stesso continuum, ha fra i suoi fili narrativi la nascita del Nexus, che molti secoli rivediamo sul pianeta Muareb.

Ambrose invece è ambientato sulla Terra, in un futuro imprecisato ma che non sembra molto lontano dal nostro tempo. Il Sistema Solare è stato almeno in parte colonizzato, e il nostro protagonista è appunto un colono (detto spazionoide) arrivato sulla Terra per combattere una guerra in corso. Combatte guidando una esotuta, vale a dire una specie di robot dall’aspetto umanoide e dalle dimensioni gigantesche; la sua fazione è il Patto Atlantico è il suo nemico è la Jihad Islamica, che ha già conquistato l’Asia.

Se Angeli di plastica di Emanuela Valentini ha una protagonista, Mei, assillata da un alter ego schizoide, qui la personalità del protagonista, più che multipla è moltiplicata.

Ambrose infatti è tutto concentrato sul punto di vista del protagonista, che però si frantuma fra i suoi diversi interlocutori, che sono di volta in volta avatar, o rappresentazioni virtuali, o programmi informatici. La sua stessa professione prevede l’annullamento temporaneo della sua personalità, dal momento che il suo corpo è preso in prestito da vanesi V.I.P.s che lo usano per combattere con la sua esotuta assumendosene la gloria e lasciandogli i rischi fisici.

Tutto il romanzo ha una struttura episodica, nel senso che ognuno die suoi 9 capitoli racconta una vicenda che se anche si ricollega a quella successiva, è comunque in qualche modo autoconclusiva. Ma ogni volta scopriamo qualcosa in più del protagonista, di cui all’inizio (anzi fin quasi alla fine) non sapiamo neanche il nome, che a un certo punto è definito solo come CA, ovvero Controllore Ausiliario, la sua qualifica, mentre il suo soprannome è Fleshy. E veniamo a conoscenza degli altri irreali co-protagonosti: Combo (cioè Combination8000, una specie di computer di bordo) e Ambrose, quest’ultimo una vera personalità schizoide, ancorchè virtuale, ma capace di azioni concrere e dai risultati epocali.

Ogni episodio serve a far conoscere non solo CA ma anche i suoi amici inesistenti ma non proprio immaginari, come pure il suo, anzi i suoi mondi, i diversi ambienti, il fronte di guerra, l’ambiente militare e politico, la sua famiglia, le città. Carta è abilissimo a cambiare registro: dall’ironia all’azione bellica, dal delirio psichedelico all’invenzione distopica.

Di solito fra i meriti di un romanzo si annovera la capacità di introspezione psicologica.: in questo caso si dovrebbe parlare di “diramazione psicologica”. Infatti l’autore riesce a padroneggiare le diverse forme e i diversi interlocutori digitali che CA affronta di volta in volta, creando un labirinto dal delirante ma stilisticamente controllato fascino. E a ognuna di queste personalità riesce a dare sfaccettature e peculiarità, sottili ma azzeccate, riuscendo a non perdere di vista la loro origine e unitarietà.

Specie nella prima parte la narrazione è molto legata alle sensazioni, il racconto ci arriva più o meno attraverso tutti e cinque i sensi di CA. ma come in Arma infero i momenti migliori sono quelli incentrati sul sogno, l’allucinazione o l’estasi. É forse difficile separare questi momenti dal corpo centrale, trattandosi di un romanzo basato sulla schizofrenia e l’alienazione, ma quando il registro delirante si fà più marcato il lettore viene trascinato in un vortice lisergico, dove la fantasia visionaria di Carta si scatena in immagini di grande suggestione pittorica, fra paesaggi meravigliosi quanto maestosi e dettagli dal ricco fascino surreale.. Cito qui come esempi il sogno con cui si apre il capitolo 5, o il tuffo nel ciberspazio per salvare Combo, o il capitolo finale.

Se la società di Arma infero è a metà fra la classicità greca e il feudalesimo medievale, il mondo di Ambrose non è molto diverso dal nostro. Semmai l’autore esaspera vari aspetti della nostra realtà come la forbice sociale o l’alienazione digitale, per non parlare dello scontro di civiltà come pretesto bellico. L’aspetto satirico è secondario ma non mancano note gustose e sarcastiche in cui non è difficile riconoscere l’attualità di oggi.

Le influenze classiche e letterarie non mancano, a cominciare dal nome del co-protagonosta (chiamiamolo così) che dà il tiolo al romanzo. E infatti l’immagine di un nettare mieloso e colante (dalle valenze soprannaturali) è ricorrente. C’è un esplicito riferimento al mito di Orfeo, e nell’episodio del viaggio alla città di Carnosa mi sono divertito a vederci una rilettura macabra e sardonica di Pinocchio. Ma non mancano neanche le influenze pop: difficile leggere dell’esotuta e non pensare ai robot giganti dei cartoni animati giapponesi.

Mario Luca Moretti

Fabio CartaL’AUTORE

Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica “Penny Steampunk” (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera

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