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Recensione: “Aethra e L’altra mamma” (Aethra, 2011 | Armelina II, 2005) di Michalis Manolios

Pier Ferrerithumbnail_4 Aethra MManoliosDal vincitore dell’Aeon Award – Michalis Manolios – un racconto intenso e inquietante che parte come un’indagine sull’omicidio di un critico d’arte per arrivare a toccare i temi della clonazione umana e della responsabilità individuale. La Villa di Aethra infatti, non solo è il luogo del delitto, ma anche la fucina dove si creano “soggetti d’arte” al cui interno è intrappolata una copia “senziente” della padrona di casa. Spetta al commissario Costas stabilire chi è il colpevole, cosa è realmente accaduto nella villa e soprattutto perché. L’altra mamma: Un viaggio nello spazio finisce in modo inaspettato: il dispositivo di teletrasporto che dovrebbe portare l’astronauta Armelina su Europa II si guasta e la donna scopre di essersi “replicata”: una è rimasta sulla Terra e l’altra è giunta a destinazione. Agape, la figlia di Armelina, darà inizio a questo splendido racconto “quantistico” con una semplice domanda: “Chi è la mia vera mamma?”

Autore: Michalis Manolios | Aethra e L’altra mamma | Titolo originale: Aethra (2011), Armelina II (2005) | Racconto | Traduzione di Francesco Verso, Francesco Mantovani, Talia Bisticas, Manolis Vamvounis | Mincione Editore | collana Future Fiction | Pagine: 42 | Anno di pubblicazione: 2014 | prezzo ebook 1,99 €.

Di fantascienza, nel corso di tanti anni, ne ho letta tanta e di vario tipo, a cominciare da Clarke, Asimov, Van Vogt, ecc. Mi è abbastanza familiare il concetto di teletrasporto grazie alla saga di Star Trek, con tutte le problematiche che questo sofisticato mezzo di trasporto comporta.
Ogni paio d’anni circa, nell’ambito delle discussioni tra fans, capita che riemerga lo spinoso argomento della sua effettiva realizzazione pratica e le conseguenze energetiche a livello atomico-quantistico sull’oggetto e/o la persona che subisce l’effetto della dematerializzazione. Riemerge dall’altra parte la stessa di come era partita o ha subito delle modifiche tali da considerarla un altro “essere”? Quello originale in partenza, scompare o si crea una nuova copia? Quale dei due è da ritenersi “autentico” e con coscienza “originale”? E via di questo passo, un vero ginepraio in cui è davvero difficilissimo raccapezzarsi.
Ciononostante, mi ha sinceramente messo a disagio la disarmante e scioccante naturalezza con cui vengono descritti i cloni nel loro “utilizzo” nella casa dell’artista di fama mondiale, come la loro limpida coscienza di esseri senzienti per nulla diversi dall’Originale, mettendomi, ripeto, a disagio su questa sorta di scenario un pò sadomaso di totale sottomissione di questi cloni. Come si dice in gergo, una vera gatta da pelare per il commissario alla ricerca dell’assassino.
Comunque, nel complesso i due racconti sono piacevolmente leggibili con rinnovato interesse a continuare nella lettura e giungere fino in fondo alla trama, una peculiare caratteristica di chi è ben addentro nella buona scrittura. Le idee sui cloni, per quanto siano un argomento sviscerato, ad esempio, da un grande come Philip Dick nel secolo scorso, sono sviluppate con attenta cura senza trascurare dei mirati tocchi di suspence, dialoghi ed ambientazioni sono naturali e al contempo originali.
Consigliatissimo per appassionati di fantascienza, ma anche per coloro che sono attratti da elucubrazioni filosofiche sul problema della Coscienza allargato oltre la sfera umana.

Pier Ferreri

Michalis ManoliosL’AUTORE

Michalis Manolios è nato nel 1970 e – fino a prova contraria – è un ingegnere. Alcuni suoi racconti sono apparsi sulla versione greca di “Asimov’s Science Fiction”, sulla rivista di fantascienza e fumetti “9” del giornale “Eleftherotypia” e altre pubblicazioni greche. Vive felicemente ad Atene con la sua famiglia.