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NAILA DI MONDO9 e la fantascienza di Dario Tonani

Fantascienza in Italia fantascienza italiana, un binomio che ha vissuto parecchie fasi.

Non tutte felici.

Potremmo stare giorni anzi forse mesi  a discuterne e a sviscerarne  i come e i perché (e in un certo senso si può dire che è una cosa che avviene praticamente tutte le volte che noi appassionati, lettori, scrittori ed operatori del settore ne parliamo tra noi) ma non è questo il tema del presente articolo. Quello che però è indubbio è che nel nostro, strambo, Paese a forma di stivale le fortune del genere sono state quantomeno altalenanti. Potremmo in tutta coscienza definirla una vera e propria corsa sull’ottovolante. In questi decenni siamo passati dalla famigerata e spregiativa frase di Fruttero & Lucentini sui Dischi Volanti Lucca, che rischiò di rappresentare la pietra tombale su tante cose (e che ancora ci condiziona ) ai grandi sceneggiati come A come Andromeda realizzati negli anni ‘ 70s dalla Rai del monopolio. Tra parentesi, non bisognerebbe mai dimenticare che A come Andromeda venne adattato per lo schermo proprio da un grande e non abbastanza ricordato scrittore italiano di nome Inisero Cremaschi. Ma siamo passati anche dai tempi in cui gli autori di casa nostra erano spesso costretti ad adottare pseudonimi americaneggianti  (e il fatto che la bravissima Roberta Rambelli dovette utilizzare più volte un nickname maschile come Robert Raimbell è una cosa che ancora oggi grida vendetta, ma questo è solo un esempio tra tanti) al successo e alle traduzioni internazionali di autori nostrani come Valerio EvangelistiFrancesco Verso Dario Tonani.

 

Ecco, Dario Tonani, concentriamoci un attimo su di lui..

Cominciamo col dire che si tratta di  una di quelle persone che ha sempre avuto un rapporto costante con la scrittura, il nostro infatti comincia sin da giovanissimo a lavorare come giornalista professionista. Professione che Tonani dimostra di amare e che non abbandonerà mai, ancora infatti oggi l’autore scrive i suoi libri e i suoi racconti principalmente nei fine settimana quando gli impegni lavorativi gli lasciano più libertà di calarsi nei suoi mondi e nei suoi personaggi.

L’avvicinamento alla narrativa avviene per gradi, lentamente, quasi a piccoli passi. Gli ultimi scampoli dei seventies, un decennio foriero di grandi cambiamenti in generale che vedono anche il debutto dello scrittore milanese proprio sul filo di lana del 1979. Poi arrivano anche i numerosi racconti scritti per vari editori quali Il Picchio e altri che consentono allo scrittore di farsi notare. Diversi lettori cominciano ad apprezzarlo grazie ad uno di questi racconti. Si tratta di Garze un’opera a tema horror ospitata nell’antologia Strani Giorni (Millemondi Urania # 14) nel 1998. Si prosegue nel 2000 con il testo breve Tour Operator  ospitato dall’antologia Jubilæum della PuntoZero, una raccolta nata proprio per celebrare in chiave narrativa il nuovo millennio. Nel 2003, è il turno di Necroware, (contenuto nella raccolta Millemondi Urania# 36 intitolata In Fondo al Nero ), un ulteriore  racconto che contiene in nuce molti degli aspetti su cui Tonani tornerà più e più volte in seguito, a cominciare da quella continua ibridizzazione horrorsci fi tecnothriller che negli anni diventerà uno dei vero marchio di fabbrica dell’autore lombardo almeno per quanto riguarda i generi affrontati mentre invece volendo parlare dei temi trattati all’interno delle sue opere  risulteranno sempre più forti gli innesti della cultura pop e lo scrittore parlerà sempre di più futuri (e presenti alternativi) nei quali è diventata realtà la commistione tra carne, metallo e tecnologia. Tutte tematiche che poi lo scrittore impiegherà con maggiore forza proprio nel ciclo di Mondo9

Nel 2005 è il turno del romanzo Infect@  che giunge alle selezioni finali del premio Urania, il testo non vince il concorso però convince a tal punto la redazione della testata della Mondadori che si decide di pubblicarlo comunque; Infect@ uscirà nelle italiche edicole quasi due anni dopo ( Urania # 1521 ).
Ambientato nella Milano multietnica e lisergica del 2025 Infect@ è la storia di Cletus , un ex poliziotto impoverito e sballato che si trova a dover assistere al proliferare di una nuova droga assumibile attraverso la retina degli occhi. Ma Infect@ è anche la storia degli stessi +Toons i cartoni animati fonti della stessa droga e che sono in grado di muoversi nella nostra realtà interagendo (a modo loro) con essa.
Il romanzo ha successo, dopo di esso nascono una manciata di racconti ambientati nello stesso universo di Infect@, mentre nel 2011 arriva anche un secondo romanzo intitola Toxic@  pubblicato sempre da Urania, ( nel numero 1574) ambientato però alcuni anni dopo. E non a caso, per ricordare questo suo primo grande successo, Cletus diventerà lo pseudonimo che lo stesso Tonani impiegherà spesso nei suoi interventi in rete, attraverso i più diversi siti. Negli ambienti della redazione di Segrate nascono anche altre cose, tutta una serie di semi che nel corso degli anni daranno i loro frutti: lo scrittore stringe un sodalizio umano e professionale con quello che si è da tempo affermato come l’autore ufficiale delle cover di Urania: Franco Brambilla, i due nel corso degli anni si scambieranno reciproche influenze e la cosa tornerà utile quando qualche tempo dopo Tonani darà vita alla sua successiva creazione.

Mondo9.
E’ il giugno del 2008 quando sul numero 54 della rivista Robot appare un racconto intitolato Cardanica, qualcosa di molto diverso da quanto Tonani stesso abbia mai presentato in passato.
Inizia così la saga protagonista di questo articolo. 

Cardanica fanno seguito inizialmente altre tre novelle ( RobredoChatarra Afritania ) poi ne aggiungerà altre cinque pubblicate  dalla Delos Books e dalla 40K Books .
Il primo ciclo di racconti verrà poi raccolto dalla Delos in un unico volume dal titolo complessivo di Mondo9 disponibile sia in cartaceo che in digitale, mentre le restanti cinque opere: Mechardionica;  AbradabadCoriolanoBastian Miserable saranno editate solo nella versione digitale.

 Mondo9 è un pianeta alieno desertico, un luogo dalle sabbie velenose perché infestate da un morbo che trasforma la carne in metallo, un posto dove i colori predominanti sono quelli del sangue e della ruggine e dove anche il semplice sopravvivere risulta spesso qualcosa di impossibile.

Per le distese sconfinate di Mondo9 si muovono enormi vascelli mossi da ciclopiche ruote, navi dotate di nomi impossibili ed al tempo stesso evocativi quali Afritania Robredo. Durante tutta la prima fase del ciclo sono loro le indiscusse protagoniste della saga, navi senzienti, intelligenti in una maniera perversa e dagli atteggiamenti profondamente predatori.
Mai lasciarle affamate.
Già perché il nutrimento di queste ciclopiche entità, spesso e volentieri può derivare solo dalla carne e dal sangue dei marinai.
Mondo9 non è esattamente il posto giusto dove fare turismo. In questa realtà l’essere umano è sovente ridotto ai gradini più bassi della scala alimentare.
Quando non viene considerato alla stregua di un fastidioso batterio da eliminare.

Esiste tuttavia una sorta di strana civiltà, una civiltà dove l’elettricità non esiste, di conseguenza l’evoluzione è stata data solo dalla scienza della meccanica e dove la fortuna di un insediamento è dato solo dall’abilità dei suoi carpentieri.
Ancora una volta il lettore assiste ad una stretta fusione tra generi, c’è infatti spazio per lo steampunk tanto amato dall’autore ma anche per la fantascienza avventurosa così come non mancano diversi momenti splatterBisogna però anche aggiungere che durante tutta questa prima fase lo scrittore, forse per scelta forse no, appare più interessato alla creazione di singoli quadri, di specifiche immagini, insomma da tante rappresentazioni da “atto unico” piuttosto che alla costruzione di un unificante affresco collettivo quasi come se Tonani volesse prendere le misure del mondo che sta costruendo poco a poco, lasciandosi trasportare lui per primo all’interno della geografia di Mondo9. Un modo per scegliere volta per volta quello che può funzionare meglio all’interno dell’economia del singolo racconto per poi magari accantonarlo o trasformarlo nel successivo. In questo bisogna considerare che lo scrittore milanese sin dai suoi inizi ha sempre avuto una scrittura molto “visiva“, quasi cinematografica, volendo fare un paragone più che di cesello almeno in questa prima fase Tonani preferisce lavorare con gli strumenti di un pittore futurista.

La serie di racconti ha successo, ottiene ottimi riscontri di vendite, conquista alcuni riconoscimenti importanti, tra i quali spicca il Premio Cassiopea del 2013, l’autore si guadagna l’ammirazione di scrittori stranieri come Paul Di Filippo e anche alcuni omaggi letterari come i venti microracconti scritti da altrettanti scrittori e scrittrici usciti nel numero 68 di Robot. Ma anche una maggiore popolarità internazionale. Nel 2014 arriva anche la traduzione in Giappone per conto dell’ editrice C-Light Publishing . L’anno dopo sempre in quella nazione, Mondo9 viene inserito in decima posizione accanto a giganti internazionali quali Greg Egan John Scalzi ) all’interno dell’importante annuario SF Ga Yonitai nella “top ten” dei migliori romanzi di fantascienza occidentale pubblicati nel paese del Sol Levante nel 2014 (nel caso siate curiosi in testa alla classifica c’era Andy Weir con “The Martian” ).

Col secondo ciclo di storie brevi, ribattezzato con il titolo unificante di Mechardionica si assistono però ad alcuni cambiamenti. Lautore quasi come se avesse voluto lasciare il tempo a sè stesso, ma principalmente ai suoi lettori, dopo aver fatto i primi passi nello scenario del suo mondo letterario ingrana definitivamente la quarta, i collegamenti tra le varie storie (che già prima non mancavano) si fanno più marcati, tutti i segmenti risultano più collegati l’uno con l’altro e se da un punto di vista creativo le reciproche suggestioni artistiche tra Tonani Brambilla raggiungono un nuovo livello, dando il loro meglio come mai successo prima, da un punto di vista strettamente narrativo si sviluppano due nuovi personaggi: Asur il Mechardonico e l’umana Naila.

Se il primo è l’esponente di una nuova tipologia ibrida, degna rappresentante del rugginoso universo mondonoviano,(in parole povere, i mechardionici sono esseri che una una volta erano umani in tutto e per tutto umani ma adesso, dopo essere sopravvissuti al morbo delle sabbie si sono tramutati  creature totalmente metalliche, che riescono a mantenersi in vita solo rubando i cuori altrui), Naila la seconda creazione in breve si tramuterà nella vera mattatrice di tutto il ciclo da questo punto in poi. D’altro canto peròle navi dimostrano di avere ancora le loro cartucce da sparare e l’irrompere nelle storie della Bastian, la nave in grado di provare emozioni quali la paura.

La fama della serie permette allo scrittore di conquistare un altro piccolo traguardo: quello di essere il primo italiano a vedersi dedicare dalla Mondadori un numero completo della collana da edicola  Millemondi.

Il volume in questione, il settantaduesimo della collana esce nell’agosto del 2015 col titolo di Cronache di Mondo9.

Tecnicamente Cronache di Mondo9 può essere definito come un fix up, in sintesi, in soldoni si tratta dell’unione di tutti e nove i racconti usciti fino a quel momento con l’aggiunta di tutta una serie di brani di raccordo (definiti interludi nel volume ) tesi a fare da collegamento, in maniera da creare quasi  una sorta di romanzo unico.
L’universo tonaniano però si rivela ben lungi dall’essere concluso.
Nel 2018 è sempre Robot ad ospitare il racconto Sabbia Nera, un nuovo spin-off della serie che ripropone la figura di Naila. Vero antipasto a quanto avverrà di lì a poco.
Nell’ottobre dello stesso anno Mondadori pubblica quello che a tutti gli effetti è l’ultimo (per il momento) tassello della saga, un nuovo capitolo comunque leggibile singolarmente anche se non si conoscono i precedenti capitoli dell’epopea.
Stavolta si tratta di un romanzo.
Naila di Mondo9 esce nella collezione Oscar Fantastica, diventando così il primo romanzo di fantascienza inedito scritto da un autore italiano pubblicato all’interno della collana Oscar dal 1974, anno in cui era uscito “Morte di Megalopoli” dello scrittore e scienziato Roberto Vacca (praticamente un’altra era geologica ).

Ho sempre detto che in fondo gli scrittori si suddividono in due categorie : quelli che si affezionano ai loro personaggi, dimostrando una certa dose di empatia verso di loro e quelli che invece non lo fanno limitandosi a porli come pezzi sulla scacchiera, utili marionette buone solo come strumenti da condurre per mano. Con Naila Tonani dimostra di appartenere alla prima categoria. Inizialmente descritta come una bambina Naila si evolverà e maturerà vivendo buona parte delle fasi della crescita. Grazie a questa creazione il ciclo di Mondo9 acquisterà pressapoco le vesti di un vero e proprio romanzo di formazione, una sorta di coming of age, sia pure con tutte le spine del difficile ecosistema mondonoviano e con tutti gli stilemi tipici di un genere multiforme come la fantascienza. Non svelo altro per non togliere il piacere della lettura a coloro che stanno leggendo per la prima volta il libro, mi basta aggiungere che mentre il “metallico” Asur vivrà una sua personale evoluzione giungendo a volte a sfiorare i più reconditi comportamenti umani, Naila subirà varie trasformazioni e ridefinizioni caratteriali. Degna figlia di un pianeta difficile dove il motto pare essere “piuttosto che l’amore fate la guerra per sopravvivere almeno un giorno in più di tutte le persone che vi stanno vicine“.

Non che l’amore manchi nell’Universo di Mondo9. 

Tutt’altro.

E Naila a modo suo, nel crudele, straziante modo di quel pianeta lo dimostrerà più e più volte.

Ma Naila di Mondo9  promette di non essere l’ultima parola . 

Nè in Italia nè all’estero. 
Lo dimostrano due notizie recenti, da un lato la traduzione in lingua russa della serie da parte dell’editore AST, uno dei più importanti di tutta l’Europa dell’Est. Dall’altro, per tornare ai fatti di casa nostra, l’imminente pubblicazione di “Naila di Mondo9” (nei primi mesi del 2021) nella prestigiosa collana “Urania Jumbo”, prima opera di un autore italiano ospitata nella collana di casa Mondadori.
Dopotutto c’è ancora tanto da scoprire.
Dopotutto tra le sabbie di Mondo9 ci sono ancora viaggi da compiere.
Un passo alla volta.

UN COMMENTO DI FRANCO BRAMBILLA

Dario Tonani lo conosco da molto tempo, da quando ha pubblicato il suo primo Urania. Mi è sempre piaciuto il suo modo di scrivere e ho amato subito Mondo9 con tutte le visioni che la sua scrittura mi ha suggerito.

Siamo amici, sicuramente i miei disegni lo hanno un po’ influenzato ma non ci sarebbero stati senza i suoi racconti. L’amicizia ha agevolato l’interazione.
Nick Parisi