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La fantascienza degli anni ’60 e il rinnovamento culturale (Terza parte) – Fantascienza e rivoluzione sessuale

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Dean EllisCome abbiamo visto La new wave gioca sulle “vecchie” convenzioni tematiche e narrative fino a stravolgerle, a farne elementi autentici di critica e di conoscenza. Questa fantascienza vuole caricare di ambiguità i vecchi temi della sessualità e della fisicità per farne strumento di conoscenza reale (e quotidiano), nonché di messa in crisi dei modelli correnti della società di cui, come già detto, è riflesso.

Per inquadrare subito il tema della sessualità è utile partire da un’affermazione di Aldiss:

“Il tabù che era stato veramente e completamente rovesciato dalla new wave negli anni ’60 è il sesso. Diventò più strano trovare un libro senza sesso che con”[1].

Sempre Aldiss in Trillion year spree sembra suggerire una divisione della new wave in due fasi di maturazione espressiva differenti: una prima di forte rottura con il passato, una fase in vari modi sensazionalistica che vuol porre l’accento sulla “differenza” con il vecchio modo di scrivere fantascienza; e una seconda fase più matura e meno provocatoria, in grado di scendere in profondità nell’analisi dei temi, una new wave che diventa, come si è già detto in questo contributo, cartina di tornasole della società degli anni sessanta. Questa seconda fase vede in Robert Silverberg e Ursula K. Le Guin i suoi maggiori rappresentanti.

Tale divisione risulta ancor più calzante se come oggetto si considera in maniera più specifica la sessualità nella nuova fantascienza, per cui si va da una prima fase sensazionalistica e provocatoria in cui si fa sesso con la propria madre attraverso un portale spazio temporale per concepire il proprio fratello maggiore[2], a una seconda in cui trova espressione un’analisi della sessualità più profonda e meno provocatoria, con molti più riflessi sul quotidiano.

Le peculiarità di questa fase matura della trattazione del tema sessualità nei testi della new wave permette di sfruttare forse la più grande potenzialità della fantascienza di quegli’ anni: la capacità di ampliare in senso esplorativo (indagatore) lo spettro dei mondi possibili nello “spazio interno dell’essere umano (mente/psiche).

A time of changesQuesta seconda fase è ben esemplificata nel romanzo il tempo della metamorfosi (A time of changes[3]) di Robert Silverberg. In questo testo, come recita l’introduzione dell’edizione italiana il sesso è trattato, appunto, “come spiraglio aperto sull’uomo, come una possibilità per comprendere i motivi e le azioni non di una civiltà nel suo complesso, ma nel singolo individuo che la compone[4].

Il protagonista del libro di Silverberg è un principe, secondo nella linea di successione al trono che vive su di un pianeta caratterizzato dal divieto di esternare il proprio spazio interiore ad altre persone; anche il modo di parlare è influenzato da questo dogma frutto di una morale distorta ed una religione corrotta: le persone infatti devono esprimersi in maniera impersonale, utilizzare l’io equivale a commettere blasfemia. Il libro, scritto come se fosse una confessione del protagonista, inizia con queste parole: “Io sono Kimnal Darival e voglio dirvi tutto di me stesso”. Il diario Del principe Kimnal, scritto durante le vicende che lo porteranno prima alla presa di coscienza e poi al rifiuto e all’ostilità nei confronti della sua società (amplificazione grottesca della società occidentale), è un viaggio nello spazio interiore del protagonista condotto sui binari della sessualità, della droga e della religione. Proprio indagando in se stesso lungo queste tre direttrici si origineranno i mezzi per la messa in crisi della società a cui appartiene.

La sessualità dipinta con i colori derivanti da una simile impostazione di pensiero è esemplificativa e coerente al nostro discorso generale sulla new wave: Il principe Kimnal confessa di soffrire di eiaculazione precoce e di non essersi mai preoccupato del piacere femminile; racconta di aver maltrattato prostitute al solo scopo di sfogare le proprie frustrazioni; narra con dovizia di particolari l’esperienza sessuale avuta con una ragazza di una tribù sumariana, arrivando a descriverne la sensazione di nausea e vomito causata dai forti “umori” del sesso in una civiltà arretrata; confessa altresì di esser stato ridicolizzato e deriso per non essere riuscito a soddisfare la giovane selvaggia; racconta di comunità agricole in cui si praticava il sesso libero per celebrare riti pagani legati alla semina. Ma al contempo tutto il libro è attraversato dai pensieri e dalle sensazioni ispirate dall’amore puro che il protagonista prova per la sorella di legame (unico amore dogmaticamente vietato dalla sua società), la ricerca del quale porterà alla morte di lei.

Insomma una sessualità evidentemente distante “anni luce” da quella che caratterizzava la fantascienza classsica, che penetra l’animo umano e che si connota con le luci e le ombre delle sue profondità.

sfIl tempo della metamorfosi è utile per comprendere anche il nuovo concetto di fisicità presente nella new wave. Pensando alla corporalità nella sf classica non possono che venire in mente esseri umani algidi, glabri, di etnia caucasica, vestiti di tessuti sintetici e asettici. Quasi sempre lontani dalla sensualità, la fisicità e il corpo fluttuano nell’immaterico .

Nella new wave non è così, in A time of changes il corpo e la fisicità sono protagonisti, il carattere materico delle descrizioni è ben chiaro. I corpi sono muscolosi, pelosi, sinuosi, deformi, profumati, puzzolenti, sensuali, erotici… Spesso la fisicità disegna ulteriormente la caratterizzazione psicologica del personaggio come ad esempio nel caso della casta dei sacerdoti che, ministri di una chiesa corrotta e parassitaria, sono descritti come deformi, maleodoranti, orrendi.

Anche gli oggetti nella new wave acquistano un carattere erotico, come ad esempio nel romanzo I reietti dell’altro pianeta di Ursula K. Le Guin. In questo testo il protagonista, Shevek, proveniente da un pianeta che vede realizzati i principi del comunitarismo, in visita su Urras, un pianeta caraterrizzato da un capitalismo maturo e da una società ricca di ipocrisie, nota che la repressione sessuale dei suoi abitanti si traduce in una produzione di artefatti che possiedono una forte carica sessuale ed erotica: dalla texture dei tessuti, alla forma e ai materiali scelti per gli oggetti quotidiani.

Collegato all’argomento rivoluzione sessuale anche il femminismo entra nel paniere dei nuovi temi trattati dalla new wave. Per iniziare ci appoggiamo ancora una volta ad Aldiss che in Trillion year spree, sottolinea come nella nuova fantascienza degli anni sessanta aumentino i testi a firma femminile che sviluppano argomenti in sintonia con le istanze del movimento femminista. Autrici come Ursula K. Le Guin, Joanna Russ e Alice Sheldon (alias James Tiptree Jr.) sono le rappresentanti di questa nuova vena della science fiction; filone che ha sorprendentemente, per il periodo di apertura e ricettività sia del movimento letterario che della società, incontrato significative resistenze da parte dell’area conservatrice della comunità degli scrittori di fantascienza, i quali non vedevano di buon occhio l’ingresso delle donne nel movimento.

Emblematica è la figura di Joanna Russ, femminista dichiarata, è la scrittrice di fantascienza che esprime nel modo più marcato le istanze del femminismo. Le sue protagoniste sono donne, forti e indipendenti, che sfidano la società patriarcale. Queste caratteristiche disturbano l’ala conservatrice della comunità, tradizionalmente a grande predominio maschile, degli scrittori di sf che, irritata, sibilla ed insinua infondate accuse di eccessivo proselitismo a carico della Russ, in ogni caso giustamente difesa ed elogiata dall’ala progressista della stessa comunità.

Significativo è anche il caso di Alice Sheldon che sviluppa nei suoi testi fantascientifici temi quali l’androginia e il cambiamento di sesso; pubblicati con lo pseudonimo maschile di James Tiptree Jr., bisognerà attendere il 1977, quando un fan rivela l’artificio della Sheldon, per essere liberati dalla gabbia cognitiva originata dallo stereotipico binomio fantascienza-scrittore maschio, per accorgersi che la penna di Tiptree Jr. non poteva che essere quella di una donna.

La mano sinistra delle tenebreAnche Le Guin, scrittrice più universale ed inserita nella comunità, si occupa di temi vicini al femminismo. Nel romanzo La mano sinistra delle tenebre[5], quarto libro del ciclo dell’Ecumene, il protagonista Genly Ai è un inviato dell’Ecumene sul pianeta Gethen, con il compito di convincerlo ad unirsi alla federazione.

Ai si trova di fronte ad alcune situazioni molto particolari su Gethen. Gli esseri umani autoctoni sono ermafroditi, non si conosce se ciò sia il risultato di un’improbabile evoluzione o se l’insediamento sia stato oggetto di manipolazione genetica decine di migliaia di anni prima. I Gheteniani sono neutri per la maggior parte del tempo ma una volta ogni 26 giorni circa hanno una fase detta kemmer (della durata di circa 2 giorni) in cui diventano maschi o femmine in base ad uno scambio di feromoni con il partner. Entrambi i partner quindi hanno la possibilità di restare incinti. Un elemento fondamentale delle vicende di Ai è la sua amicizia con un getheniano, che dà modo all’autrice di affrontare il tema della comprensione tra popoli diversi e quello del genere sessuale come fattore di differenziazione nella società umana.

Nel libro I reietti dell’altro pianeta Le Guin affronta invece più direttamente il tema coniugandolo socialmente e rappresenta sul pianeta di Anarres una perfetta parità di genere senza dover utilizzare l’espediente biologico-genetico.

Temi quali l’androginia e il cambio di sesso sono trattati da Samuel R. Delany ma da una prospettiva diversa: quella dei diritti degli omosessuali. In questo caso a veicolare significato non sono solo i testi ma l’esperienza di vita stessa dell’autore che, omosessuale dichiarato, si trova ad affrontare in prima persona le battaglie per la rivendicazione dei diritti dei gay. In Aye, and gomorrah, racconto finale della già citata antologia Dangerous vision, si parla di una casta asessuata di viaggiatori spaziali che diventa oggetto di desiderio sessuale. Questa pratica mal vista dalla società viene etichettata come perversione. In un contesto così strutturato chiari appaiono i riferimenti alla società degli anni sessanta e alla situazione che viveva la comunità omosessuale.

Federico Ascoli


[1] A Trillion Year Spree, p. 434.

[2] il giardino delle delizie, Langdon Jones in cristalli di futuro, p. 38.

[3] In Il tempo della metamorfosi, Fanucci editore, Roma 1974. Edizione originale A time of changes, 1971.

[4]Op. Cit. p. 12.

[5] Ursula K. Le Guin, The left hand of darkness, Ace Books, 1969.