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Intervista a Mike Resnick

Fabio CentamoreMike ResnickSono estremamente contento di aver intervistato Mike Resnick per la seconda volta, parlare con lui, anche se a distanza, è sempre un piacere. Mike ha sempre il dono della chiarezza e della sinteticità, riesce a esprimere un universo di cose in poche righe. Ringrazio anche l’amico Alessandro per avermene dato l’opportunità.

Anzitutto, come ti sei trovato agli “Imaginales” di Épinal? Cosa ci puoi dire della tua esperienza in Francia?

È stata estremamente godibile. Ho parlato a otto o nove conferenze, firmato centinaia (o forse migliaia) di libri, incontrato alcuni vecchi amici (dopotutto, si tratta della mia sesta presenza in Francia, tutti viaggi legati all’ambito della Fantascienza) e sono anche riuscito a conoscere altri nuovi amici.

Tempo di nomination per il premio “Hugo” e la storia sembra ripetersi. L’anno scorso abbiamo visto un sacco di “no award”, riuscira a sopravvivere lo “Hugo” a questa situazione assurda? Cosa bisognerebbe fare secondo te?

Il premio “Hugo” sopravvivrà, anche se di certo è stato gravemente minato dall’idiozia dello scorso anno. Non ho idea se la follia andrà avanti anche quest’anno, spero caldamente di no.

L’unica cosa da fare è aspettare, sperare che la gente recuperi la ragione prima di fare un’altra figuraccia in pubblico. Io, comunque, posso vantarmi di aver vinto i miei cinque Hugo quando il premio aveva tutt’altra credibilità.

91m9jAGbGXLSei, tra le altre cose, il direttore di “Galaxy’s Edge Magazine”, come hai iniziato questa avventura? Cosa ti piace di più di questo lavoro? Cosa, invece, proprio non ti piace?

Avrei accettato di dirigere la rivista solo se l’editore fosse stato pienamente d’accordo con il format che volevo dargli, così è stato in effetti. Ci siamo specializzati nel pubblicare nuove storie, fra le sei o otto per ogni numero, di autori nuovi e poco conosciuti. Pubblichiamo anche quattro ristampe ad ogni numero di autentiche star nell’universo della fantascienza, scrittori come George R.R. Martin, Robrt Silberberg, Nancy Kress, Mercedes Lackey, Robert J. Sawyer e simili, i cui nomi in bella evidenza sulla copertina aiutano a vendere di più la rivista. Mi piace moltissimo scoprire delle nuove e meravigliose storie di scrittori che molto presto saranno così famosi che io stesso non potrò più assicurarmi le loro storie. Ciò che non amo, invece, è l’essere costretto a dire “No” a un autore esordiente.

Secondo il tuo gusto, puoi farci una lista degli otto o dieci romanzi di Fantascienza a cui un lettore non può rinunciare?

Essenziali (non necessariamente fra i miei preferiti) sono: IL COSTRUTTORE DI STELLE, di Olaf Stapledon; FONDAZIONE (i primi tre libri), di Isaac Asimov; DESTINAZIONE STELLE e L?UOMO DISINTEGRATO, di Alfred Bester; LA MANO SINISTRA DELLE TENEBRE, di Ursula K. Le Guin; FANTERIA DELLO SPAZIO, di Robert A. Heinlein e FARENHEIT 451, di Ray Bradbury.

I miei libri di fantascienza preferiti sono: IL DIFFICILE RITORNO DEL SIGNOR CARMODY, di Robert Sheckley; CITY, di Clifford Simak; IL CICLO DI NORTHWEST SMITH, di C. L. Moore (NDR: non tradotto in italiano, ch’io sappia); L’UOMO DISINTEGRATO, di Alfred Bester; IL MONDO DI HEROVIT, di Barry N. Malzberg. Infine la mia serie di romanzi preferita: STAZIONE OSPEDALE di James White.

hunting-the-snarkMi ha molto impressionato la tua novella dal titolo “Caccia allo snark”, pubblicata in italiano da Delos Digital. Da cosa hai tratto ispirazione per questa storia? Cos’altro ti ha fatto scattare la molla, a parte il noto poema di Carroll?

Quando il mio amico Gardner Dozois, che all’epoca dirigeva “Asimov’s”, scoprì che ero stato varie volte in Africa e che stavo curando una collana di classici sulla caccia grossa, mi sfidò a scrivere “la storia di fantascienza definitiva sulla caccia”. Per mesi ho cercato di ignorare la cosa perché non volevo scrivere una storia in cui il cacciatore semplicemente uccideva animali ben più grossi e feroci di quelli terrestri. Poi un giorno, mentre cercavo un altro libro fra gli scaffali della mia libreria, mi sono imbattuto ne “La caccia allo snark” di Carroll. L’ho preso in mano, sono rimasto a esaminarlo per un minuto buono e, all’improvviso, ecco che avevo la storia per Gardner.

Ti prego, parlaci del tuo prossimo futuro. Cosa bolle in pentola?

Amo ciò che faccio, di conseguenza il mio futuro si appresta a diventare piuttosto pieno di impegni. Oggi, mentre vi scrivo, è il 31 maggio (2016) e quest’anno ho già consegnato sei nuovi libri, altri due sono previsti per contratto. Inoltre, ovviamente, continuerò a scrivere almeno otto o dieci nuove storie all’anno (sette già consegnate). Infine, nel mio tempo libero (tempo libero? Ma che dico?), continuerò a dirigere la rivista.

Grazie infinite per la tua disponibilità, Mike. I lettori di “Andromeda” apprezzeranno di sicuro le tue parole.

Fabio F. Centamore

ResnickL’AUTORE

Michael Diamond Resnick (Chicago, 5 marzo 1942) è un autore di fantascienza statunitense.  Ha iniziato la sua attività di scrittore molto presto arrivando a pubblicare il suo primo romanzo a 20 anni. Ha vinto ben cinque premi Hugo, un Nebula. È un autore molto prolifico con circa duecento racconti e oltre cinquanta romanzi al suo attivo. Resnick ha frequentato la University of Chicago dal 1959 al 1961 dove ha incontrato la sua futura moglie, Carol.