I Classici della SF: “Neanche gli Dei” (The Gods Themselves, 1972) di Isaac Asimov

Antonio Ippolitoucl128Apparso nel 1972, Neanche gli Dei ha costituito il ritorno di Isaac Asimov al romanzo dopo una pausa di quindici anni, e immediatamente ha vinto i premi Hugo e Nebula per quell’anno. In piena era di crisi energetica, la scoperta del Plutonio 186 e la creazione della pompa positronica sembrano offrire all’uomo una nuova e illuminata fonte di energia… ma da dove proviene questa energia, insieme alle strane lamine di ferro che portano incisi simboli sonosciuti? L’uomo ha dunque finalmente trovato un mezzo per entrare in contatto con un’altra dimensione, con un Para-Universo abitato da creature amoboidi e trisessuate, ma la strada da percorrere è irta di ostacoli. I vantaggi offerti da questa inestimabile scoperta sono infatti minacciati da un pericolo antico quanto la Storia, il rischio dell’eterna idiozia umana. Perché resta ancora da verificare se, come diceva Schiller, “Contro la stupidità, neanche gli Dei possono nulla”.

Titolo: Neanche gli Dei | Autore: Isaac Asimov | Titolo originale: The Gods Themselves, 1972 | Romanzo vincitore del premio Hugo e del premio Nebula | Per tutte le edizioni del romanzo clicca QUI

Ero rimasto, mea culpa, all’Asimov del ciclo della Fondazione (ancora ai tempi in cui era ufficialmente la Trilogia Galattica), e ai racconti dei Robot e di “Testi e note”.

Ricordavo quindi un autore scientificamente affascinante ma un po’ legnoso, più adatto a ragazzi appassionati di scienza che a un adulto. Le lodi che sentivo rivolgere al suo ultimo romanzo (“il grande ritorno alla fantascienza dopo vent’anni di divulgazione”), però, mi hanno spinto a comprarlo non appena l’ho visto su una bancarella.

E davvero non sono stato deluso!

THGDSTHMSB1973“Neanche gli dèi” è diviso in tre parti nettamente distinte. La prima è il classico Asimov: ambientata unicamente in laboratori, dove poderose innovazioni scientifiche vengono discusse senza fine da scienziati inaciditi e scapoli, che litigano e cercano di farsi le scarpe a vicenda, mentre si intrattengono in passatempi infantili come lanciare noccioline per aria e inghiottirle al volo. La padronanza dell’autore nei riguardi della fisica di base e delle 4 forze fondamentali è ottima e permette di impostare una trama “hard” davvero interessante: c’è una soluzione a tutti i problemi energetici dell’umanità, peccato che potrebbe distruggere l’universo..

Nella seconda parte iniziano i fuochi d’artificio: è ambientata nell’universo parallelo da cui proviene la misteriosa energia, gratuita e illimitata, che veniva discussa nella prima parte, e che ha rivoluzionato la vita sulla Terra. Viviamo direttamente la vita delle creature del para-universo, anch’esse soggette a seri problemi energetici; il buon dottore, tante volte “accusato” di non descrivere alieni, si dilunga nel dettagliare la vita sociale e personale di queste creature di energia, che presentano tre sessi con ruoli riproduttivi distinti e fasi di metamorfosi che li portano da Molli a Duri; conosceremo diverse di loro (il Genitoriale Tritt, il Razionale Odeen, l’Emotiva Dua) con le loro personalità e i loro conflitti, appassionanti come quelli tra terrestri. È una descrizione di società aliena degna della “Crociera nell’infinito” di Van Vogt o dei romanzi di Hal Clement come “Strisciava sulla sabbia”. Ma anche in questo mondo i ribelli non hanno vita facile, e vale l’amara frase di Schiller che dà il titolo, ovvero “Contro la stupidità, neanche gli dei possono vincere”: usata dall’illuminista Asimov verso le follie di massa (in quegli anni poteva essere la guerra atomica o l‘inquinamento o l’esaurimento delle risorse; oggi potrebbe essere il riscaldamento globale).

Nella terza parte, Asimov si diverte proprio: e raffigura la vita in un colonia lunare, di fatto uno Stato indipendente libero dai vecchi pregiudizi terrestri, al punto che i rapporti tra Lunariti e Terricoli sono basati sul reciproco disprezzo. È una città del futuro come si poteva immaginare nel ’72, al culmine degli entusiasmi per la liberazione sessuale e la conquista dello spazio: niente più matrimonio, molto sport per abituarsi alla bassa gravità e da praticarsi svestiti (in particolare ci descrive un nuovo sport appassionante e pericoloso, praticabile solo nella bassa gravità lunare), donne libere e sfrontate che stanno a seno scoperto (particolare più volte sottolineato da zio Isaac) chiamate Selene, Diana, Cynthia o Artemis: tutti nomi lunari nella mitologia greca, anche se dànno luogo a giochi di parole più da Brooklyn (‘Selene, do you.. “sell any”?’).

51bMAtAvCHLUno degli scienziati che nella prima parte del romanzo è stato sconfitto dalla stupidità della massa e dall’arroganza di chi se ne mette a capo si rifugia sulla Luna, nella speranza di rifarsi una nuova vita: la sua carriera scientifica è stata distrutta, è stato ridotto a fare il venditore di deodoranti (sia pure arrivando a essere dirigente vendite): in un nuovo pianeta spera di ricominciare a fare qualcosa che abbia un significato almeno per lui stesso. Forse senza saperlo si trova invischiato in un triplo gioco di spionaggio tecnologico: le autorità scientifiche sia terrestri sia lunari fingono di stimarlo, ma in realtà lo disprezzano e pensano solo ad usarlo per carpire i risultati delle ricerche più avanzate della controparte. Ignorando o sforzandosi di ignorare tutto ciò, egli porta avanti le sue ricerche in nome della propria dignità; e grazie anche alla assistente-spia che gli è stata affidata, in realtà stufa anche lei di manipolazioni e prevaricazioni, riusciranno a sbugiardare i ciarlatani che si erano attribuiti i meriti scientifici della scoperta iniziale, ma soprattutto a risolverne il problema energetico universale con un’ulteriore geniale scoperta, che non potrà che entusiasmare gli appassionati di fantascienza tecnologica!

A questi meriti aggiungo le descrizioni dei paesaggi lunari, meno liriche di quelle di Clarke ma concrete e ricche di dettagli credibili nell’immaginare le attività in superficie e nei sotterranei: quale sarà il modo più opportuno di camminare, se ci sia acqua sulla Luna.. Non manca l’idillio tra il vecchio scienziato reso cinico dalla vita e la giovane “Intuizionista” (qualcosa più di una scienziata), provocante e libertina ma con un fondo di purezza e ingenuità, che dopo aver a lungo deriso l’infatuazione del primo, cederà al suo fascino “vissuto”.

Questa è proprio fantascienza, dottor Asimov… o no?

Antonio Ippolito

asimovL’AUTORE

Isaac Asimov, nato Isaak Judovič Ozimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992), è stato uno scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense. Le sue opere sono considerate una pietra miliare sia nel campo della fantascienza sia in quello della divulgazione scientifica. È autore di una vastissima e variegata produzione, stimata intorno ai 500 volumi pubblicati, incentrata non solo su argomenti scientifici, ma anche sul romanzo poliziesco, la fantascienza umoristica e la letteratura per ragazzi.

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