Film: “Radiazioni BX: distruzione uomo” (The Incredible Shrinking Man, 1957) diretto da Jack Arnold e scritto da Richard Matheson

Articolo di Omar SerafiniLocandinaQuesta scheda di approfondimento è legata al podcast di FantaSCIentiFIcast “Mamma, mi si sono ristretti gli speakers! – FSC074”

Radiazioni BX: distruzione uomo rappresenta il miglior sforzo di Jack Arnold nel campo della fantascienza, sia dal punto di vista spettacolare, sia da quello qualitativo, grazie anche all’apporto di Richard Matheson che ne ha curato la sceneggiatura, basandosi sul suo romanzo Tre millimetri al giorno, apparso nel 1956.

Citazione

…Era il premio della mia vittoria, mi avvicinai a lui ebbro di gioia. Avevo vinto. Vivevo. Ma appena toccai le secche, ammuffite briciole del cibo… fu come se il mio corpo non esistesse più, era sparita la fame, sparito il terrore di rimpicciolire. Avvertivo di nuovo il senso dell’istinto, di ogni movimento, il pensiero si intonava con la forza dell’azione…. Ma sarei ancora rimpicciolito, fino diventare cosa? Un infinitesimale? Cosa ero io? Ancora un essere umano? O forse ero l’uomo del futuro? Se ci fossero state altre irradiazioni, altre nuvole attraverso mari, continenti, mi avrebbero seguito altri nel mio nuovo mondo? Sono così vicini l’infinitesimale e l’infinito. Ma ad un tratto capii che erano due termini di un medesimo concetto. Lo spazio più piccolo e lo spazio più vasto erano nella mia mente i punti di unione di un gigantesco cerchio. Guardai in alto come per cercare di aggrapparmi al cielo: l’Universo, mondi da non finir mai, l’arazzo argenteo di Dio sul cielo notturno. E in quel momento trovai la soluzione all’enigma dell’infinito. Avevo sempre pensato nei limiti della mente umana, avevo ragionato sulla natura. L’esistenza ha principio e fine nel pensiero umano, non nella natura. Sciogliersi, diventare il nulla, le mie paure svanivano, e venivano a sostituirle l’accettazione. La vasta maestà del creato doveva avere un significato, un significato che io dovevo darle. Sì. Più piccolo del più piccolo avevo un significato anch’io. Giunti a Dio non vi è il nulla: io esisto ancora. – Scott Carey

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Sinossi

Scott Carey non dà molto peso ad una improvvisa nebbia che per qualche momento lo investe durante una gita in motoscafo. Ma alcuni mesi più̀ tardi scopre che gli abiti gli stanno diventando un po’ larghi e che la statura è leggermente diminuita. E con il passare dei giorni, lo strano fenomeno diventa sempre più̀ avvertibile. Apparentemente la sua salute è buona, gli stessi medici non riescono a trovare una spiegazione scientifica al “rimpicciolimento”. Scott finisce col perdersi in una casa che per lui è diventata un mondo gigantesco ricolmo di trappole, insidie e pericoli mortali. Mentre la moglie lo crede morto, l’uomo, finito dentro la cantina di casa, si industria per sopravvivere combattendo contro un ragno: e in questa lotta per la vita, sente di crescere moralmente e di poter rivendicare di fronte all’universo intero la sua dignità̀ di uomo.

incredible-shrinking-man_locAnalisi

Lʼunica cosa brutta del film è probabilmente il suo titolo, sia quello inglese (The incredible Shrinking Man, cioè̀ “L’incredibile uomo che rimpicciolisce”), che quello italiano, ancora più orribile. Abbiamo già̀ incontrato un soggetto analogo, Il dottor Cyclops, ma a parte la minore difficoltà tecnica offerta dal fatto che i protagonisti diventavano, sì, piccoli, ma tali rimanevano, mancava in esso quella atmosfera inquietante, quel senso dell’ignoto che Arnold sa dare con tanta maestria alle sue opere.

La collaborazione con William Alland è ormai finita. Arnold realizza il film per Alberto Zugsmith, che praticamente non intralcia il suo lavoro né modifica la stupenda sceneggiatura di Richard Matheson, un autore i cui soggetti originali saranno sempre massacrati (L’ultimo uomo sulla Terra, 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra, Dopo la vita, ecc.), almeno fino all’ottimo Duel; peraltro lo stesso Matheson si dichiara soddisfatto del film. La pellicola è inquietante, una delle vette della fantascienza degli anni cinquanta. Il tema della paranoia, costante nella narrativa di Matheson, si mescola con due temi ricorrenti in altri film del regista: il progresso scientifico che diventa distruttivo per l’uomo e la perdita d’identità̀, non disgiunta da quello dell’impotenza virile cui si accenna in una sequenza spesso tagliata in TV: alto un metro e a disagio con la moglie, Scott Carey inizia una relazione con una nana. Dal punto di vista tecnico, segnaliamo che ancora una volta (come in Tarantola) il ragno veniva guidato sul set mediante getti d’aria; il sincronismo del montaggio dei fotogrammi del ragno e del piccolo Grant Williams sono pressoché́ perfetti. Le scene sono state girate nei teatri di posa della Universal dove, in pratica, è stata ricostruita la cantina con gli orrori di tutte le normali cantine di questo mondo.

Curiosità

Orson Welles, che stava girando L’infernale Quinlan negli studi accanto, prestò la voce per il trailer del film. Alcuni dei giganteschi oggetti dell’attrezzatura di scena (le forbici, la trappola per topi) rimasero a lungo esposti nel museo della casa di produzione Universal. È uno dei primi film che ricorre ai nuovi obiettivi a focale variabile della Zoomar Corp. detti zoom.

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Credits

Titolo originale: The Incredible Shrinking Man – Paese di produzione: USA – Anno: 1957 – Durata: 81′ (b/n) – Regia: Jack Arnold – Sceneggiatura: Richard A. Simmons (non accreditato) – Produttore: Alberto Zugsnith – Fotografia: Ellis W. Carter – Montaggio: Albrecht Joseph – Effetti speciali: Cleo E. Baker (non accreditato), Fred Knoth(non accreditato), Charles Baker, Everett H. Broussard, Roswell A. Hoffmann – Musiche: Irving

Gertz (non accreditato), Earl E. Lawrence (non accreditato), Hans J. Salter (non accreditato), Herman Stein (non accreditato), Foster Carling. Cast: Grant Willians: Scott Carey (Pino Locchi) – Randy Stuart: Louise Carey (Rosetta Calavetta) – April Kent: Clarice (Maria Pia Di Meo) – Paul Langton: Charlie Carey (Cesare Fantoni) – Raymond Bailey: dottor Thomas Silver (Bruno Persa) – William Schallert: dottor Arthur Bramson (Giuseppe Rinaldi); Orangey: Butch il gatto.

Questa scheda di approfondimento è legata al podcast di FantaSCIentiFIcast “Mamma, mi si sono ristretti gli speakers! – FSC074”

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