Film: “Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione” (The Adventures of Buckaroo Banzai Across the 8th Dimension, 1984) diretto da W. D. Richter

Articolo di Omar SerafiniLe avventure di Buckaroo BanzaiQuesta scheda di approfondimento è legata al podcast di FantaSCIentiFIcast “Reboot nell’ottava dimensione – FSC052”

È difficile parlare della trama di questo film: a parte per non spoilerare e poi perché ci impiegheremo un paio di chilometri di articolo. Vi posso però dire che è più un cockatil di videoclip montati uno dietro lʼaltro, piuttosto che un lungometraggio vero e proprio, e il taglio è più da “incidente allʼincrocio” tra un cine-fumettone, un grossolano B-Movie di fantascienza e un film della saga di Pierino. Il dottor Buckaroo Banzai è un celebre fisico, neurochirurgo, musicista rock e protagonista di una testata a fumetti tutta sua: un personaggio quindi plausibillissimo. Il nostro protagonista inventa un marchingegno che riesce a strappare il tessuto dello spazio-tempo permettendogli di viaggiare attraverso lʼottava dimensione e, senza volerlo, causa una guerra tra la Terra e gli alieni interdimensionali. Una guerra che, ovviamente, solo lui e suoi grintosissimi Cavalieri di Hong Kong (che poi sono anche il suo gruppo rock) possono combattere.

Dovete sapere che in azienda gli standard per quanto riguarda i computer name delle nostre macchine aziendali sono basate, in maniera ferrea e cardinale, sullʼuniverso di Star Trek. Premesso ciò quando, a seguito dellʼinstallazione di un nuovo PC, ormai avevamo finito lʼelenco mnemonico dei nomi delle navi stellari federali, siamo dovuti ricorrere allʼEnciclopedia Ufficiale di Star Trek di Michael e Denise Okuda, è saltato fuori più di una volta lʼoggetto di questa Atavachron, visto in maniera sfuggente negli anni 90 e subito uscito dalla cache mentale. Se a questo sommate che, complice Massimo De Santo, mi sono letto (e riletto…) Player One di Ernest Cline, che ne è un esagerato fan, ho deciso che era tempo di un “revisionismo fantascientifico” per cui oggi parliamo di un vero e proprio cult movie: Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione.

Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione (titolo originale The Adventures Of Buckaroo Banzai Across The 8th Dimension) è una pellicola statunitense del 1984 diretta da W.D. Richter, con un cast “stellare”: Peter Weller (RoboCop, Into Darkness – Star Trek, Odyssey 5, Dexter); John Lithgow (The Day After – Il giorno dopo, 2010 – Lʼanno del contatto, Interstellar, Una famiglia del terzo tipo); Ellen Barkin; Jeff Goldblum (La mosca, Jurassic Park, Independence Day); Christopher Lloyd (la saga di Ritorno al futuro, La famiglia Addams); Vincent Schiavelli (Amadeus, Ghost, Batman – Il ritorno); Clancy Brown (Highlander – lʼultimo immortale, Starship Troopers). Quando fu distribuito nelle sale il film fu un vero fiasco: a fronte di un costo di produzione di circa 12 milioni di dollari, in patria ne incassò meno di tre. In compenso si riscatto ampiamente quando passò al mercato home-video, diventando un cult e ispirando parecchi cineasti e sceneggiatori televisivi, soprattutto in ambito fantascientifico, in quali hanno spesso inserito nelle loro opere riferimenti a questo film, senza parlare dei fan che hanno prodotto terabyte di blog e forum. In Italia è praticamente passato inosservato: pochissimi passaggi notturni sulle emittenti private negli anni 90, altrettanto pochi su quelle a pagamento e un edizione (bella) in DVD uscita solamente nel 2003. Purtroppo (o per fortuna), il sequel promesso nei titoli di coda, Buckaroo Banzai Against The World Crime League, non vide mai la luce a causa dello scarso successo del suo predecessore,ma i creatori originali hanno portato comunque avanti la storia del dottor Banzai nei fumetti, attraverso diverse miniserie stampate dalla Blue Water Productions e dalla Moonstone Publishing. Da notare poi che il titolo originale è The Adventures of Buckaroo Banzai Across The 8th Dimension mentre nella traduzione in Italiano, metà delle dimensioni si sono perse per strada ed è diventato: Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione. Non esiste nessuna spiegazione logica a questo fatto, ma la casistica rientra in pieno nelle competenze del Possente Uottefak di Leorotoliana memoria. Altra questione di rilievo è la musica che viene suonata dal Dottore e i suoi Cavalieri di Hong Kong. Nel film, la band suona solo un pezzo completo, quel Banzai Jam molto-molto simile a Rocket 88, una canzone del 1951 di Jackie Brenston che molti ritengono sia la prima canzone rockʼnʼroll della storia. Paul Weller è un discreto musicista. Davanti alla telecamera ha veramente suonato la chitarra, la trombetta e fatto le parti vocali.

The Adventures of Buckaroo Banzai Across the 8th Dimension

Buckaroo Banzai ha generato una serie di tormentoni che hanno sviluppato chilometri di post sui vari blog/forum. Fra i più famosi troviamo:

● si dice che qualcuno abbia visto anche Jamie Lee Curtis in questo film. Questo tormentone impazzò tra i fan per molto tempo, fino a che qualcuno si comprò la versione extra-lusso del DVD, e tra i contenuti speciali ci trovò anche un inizio alternativo, tagliato e non incluso nella versione finale del film. In questo inizio, Jamie Lee Curtis compariva in una sequenza di prologo e interpretava la madre del giovane Banzai;

● altro tormentone che affligge i fan è rappresentato dalla famigerata “questione dellʼanguria”. Dovete sapere che a un certo punto del film cʼè una scena, completamente inutile, dove uno dei Cavalieri entra in una stanza e vede un cocomero sotto una pressa idraulica. «Che cosa ci fa un cocomero laggiù?» domanda istintivamente. Il suo accompagnatore liquida lʼintera faccenda con uno stringato: «Te lo dirò dopo», ma ovviamente per tutto il film non si vedrà né parlerà mai più di angurie. E allora ecco che i fan si sono domandati per anni a cosa servisse un cocomero sotto una pressa idraulica;

● così come, per, tra i fan serpeggiava il sospetto che Grosso Guaio a Chinatown di John Carpenter fosse stato ricavato da una riscrittura del sequel mai realizzato, Buckaroo Banzai Against The World Crime League. Questo sospetto è stato anche alimentato dal fatto che il regista di Buckaroo Banzai è uno degli sceneggiatori.

Ovviamente anche il mondo dei videogiochi non poteva rimanere senza la sua buona dose di Buckaroo sotto forma di conversione ludica. Il gioco si intitola The Adventures Of Buckaroo Banzai (senza “lʼottava dimensione”) ed è unʼavventura testuale sviluppata da uno dei padri putativi delle avventure testuali, ovvero quel signor Scott Adams che sui nostri fumiganti computerini a 8bit ci regalò anche la serie di avventure Questprobe, dedicate a Spider-Man, Hulk e i Fantastici Quattro. Il gioco è disponibile per tutte le principali piattaforme dellʼepoca, e siccome era il 1984, si parla di Commodore 64, ZX Spectrum, Apple II e Atari 8bit (in questo caso anche grafica).

Come dicevamo allʼinizio sono innumerevoli le citazioni a Buckaroo Banzai nel mondo televisivo che cinematografico, tanto per fare alcuni titoli:

Ritorno al futuro. Neil Canton (produttore), Dennis Jones (direttore di produzione) e Christopher Lloyd (Doc Brown) hanno lavorato in Buckaroo Banzai prima di lavorare in Ritorno al futuro, che potrebbe essere il motivo per cui ci sono un sacco di riferimenti a Buckaroo Banzai. Il più noto è il condensatore di flusso, che (con il suo display triangolare e luci in movimento) ricorda da vicino la lettura illuminata per l’oscillatore overthruster. Il condensatore di flusso è anche collocato nella stessa posizione nella Delorean come l’oscillatore overthruster nell’auto-jet di Buckaroo – sopra la spalla sinistra del guidatore. La Delorean deve raggiungere le 88 miglia all’ora per viaggiare nel tempo: 88 è un numero di uso frequente in Buckaroo Banzai (perché 88 si presenta come “BB”).

The Adventures of Buckaroo Banzai

Tutto in una notte. In questa commedia romantica Jeff Goldblum, che è anche apparso in Buckaroo Banzai, fa proprio un riferimento sornione a questo film. A un certo punto si alza i pollici e urla: «Banzai!» Nel caso in cui non è abbastanza ovvio, in sottofondo si sentono anche le tre note dell’oscillatore overthruster.

Men In Black. Un altro popolare film di fantascienza che fa riferimento a Buckaroo Banzai è Men In Black. A un certo punto, Edgar (Vincent D’Onofrio) chiama l’Agente K (Tommy Lee Jones), “monkey boy”: questo è un termine dispregiativo usato dai Lectroids Rossi per indicare gli esseri umani in Buckaroo Banzai.

Mad Max: oltre la sfera del tuono. Nel film post-apocalittico Mad Max: oltre la sfera del tuono, Mad Max viene catturato e imprigionato. Lì incontra un compagno di prigionia soprannominato Pigkiller. Ad un certo punto, Pigkiller «Non importa dove tu vada, ci sei tu». Questa è una citazione filosofica famosa dello stesso Buckaroo Banzai.

Fight Club. Nel film diretto da David Fincher, che offre una visione altamente critica del consumismo e dell’alienazione dell’uomo moderno, ad un certo punto si sente un annuncio via altoparlante di un telefonata per John Bigboote. John Bigboote è uno dei malvagi Lectroids Rossi in Buckaroo Banzai.

Angel. Questa serie TV, spin-off di Buffy l’ammazzavampiri, ha come protagonista Angel, un vampiro che dopo una serie di aberranti omicidi e torture contro le sue vittime, è tormentato dal ritorno della sua anima. Uno dei suoi nemici più temibili è il malvagio studio legale Wolfram & Hart (fondato da un gruppo di demoni). In un episodio, il narratore ci racconta che lo Studio ha un cliente chiamato Yoyodyne. Yoyodyne Propulsion Systems è la società gestita dai Lectroids Rossi in Buckaroo Banzai.

Le avventure acquatiche di Steve Zissou. Ci sono parecchie analogie fra Buckaroo Banzai e questa pellicola diretta da Wes Anderson. Zissou ha un team di esperti, chiamato team Zissou, molto simile alla squadra di Banzai. Jeff Goldblum compare in entrambi i film, e indossa un vestito da cowboy in entrambi. Ma la somiglianza più lampante è nella sequenza dei titoli di coda, dove il cast del film si riunisce e passeggia lungo le banchine a tempo con la musica. Secondo Anderson, questo è un riferimento diretto alla sequenza finale di Buckaroo Banzai, dove il cast fa la stessa cosa sui titoli di coda.

The Brady Bunch Movie. Questa pellicola, diretta da Betty Thomas, riprende in chiave umoristica – e con parte del cast originale – la sitcom statunitense The Brady Bunch (in Italia La famiglia Brady). Il padre Mike Brady spesso dispensa perle di saggezza. Ad un certo punto, afferma, «Un uomo saggio una volta disse: “Non importa dove tu vada, ci sei tu.» Quest’uomo saggio è Buckaroo Banzai.

Babylon 5. È leggendario l’antagonismo fra questa serie-cult creata da J. Michael Straczynski e lo staff di produzione di Star Trek. Dato che in Star Trek i riferimenti a Buckaroo Banzai sono innumerevoli anche Babylon 5 ha il suo omaggio a Buckaroo Banzai: in un episodio G’Kar porge a Michael Garibaldi un pezzo del motore del suo Starfury. Questo pezzo non è altro che l’oscillatore overthruster.

Star Trek. Ma è nell’universo di Star Trek dove le citazioni a Buckaroo Banzai si sprecano: da istituti di ricerca dedicati allʼineffabile dottor Banzai, a navi stellari con il suo nome a cantieri navali sempre riferenti a tecnologie e componenti visti nel film.

In conclusione: film assolutamente da vedere (la versione in DVD del 2003 è bellissima): Cioè, per rendervi lʼidea, provate a immaginare un super- gruppo tipo Avengers, ma composto da Sandy Marton, Richard Gere di Ufficiale e gentiluomo, un paninaro, Has Fidanken, Andrè Agassi coi capelli e il taglio mullet, Kim Basinger e Lory Del Santo. Chiudeteli dentro a uno shaker, agitateli prima dellʼuso e serviteli in un bicchiere con lʼombrellino. Quello che ne verrà fuori sarà grosso modo la trama de Le avventure di Buckaroo Banzai nella quarta dimensione.

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Credits

Titolo originale: The Adventures Of Buckaroo Banzai Across The 8th Dimension – Nazione: USA – Anno: 1984 – Genere: fantascienza – Durata: 103′ – Regia: W.D. Ritcher – Fotografia: Fred J. Koenekamp – Scenografia: Linda DeScenna.

Cast: Peter Weller: Buckaroo Banzai (Loris Loddi) – John Lithgow: John Whorfin (Renzo Stacchi) – Ellen Barkin: Penny Priddy – Jeff Goldblum: New Jersey (Eugenio Marinelli) – Christopher Lloyd: John Bigboote – Lewis Smith: Perfect Tommy – Pepe Serna: Reno Nevada – Vincent Schiavelli: John O’Connor – Kevin Rodney Sullivan: John Gant.

Questa scheda di approfondimento è legata al podcast di FantaSCIentiFIcast “Reboot nell’ottava dimensione – FSC052”

Omar Serafini